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Legge cane in condominio

21 Marzo 2020 | Autore:
Legge cane in condominio

Ti è mai capitato di affrontare situazioni di tensione all’interno del tuo condominio? O di subire gli atteggiamenti poco rispettosi degli altri inquilini? Affronteremo insieme alcuni degli aspetti più problematici della vita in comune e proveremo a trovare possibili soluzioni.

 Se abiti in città, molto probabilmente sei costretto a condividere uno spazio abitativo e a vivere – tuo malgrado – in un condominio. Per te le parole “quote millesimali”, “spazi comuni”, “assemblee condominiali”, “parcheggio riservato” non sono certamente termini nuovi, ma sono entrate a far parte del tuo linguaggio quotidiano.

Difficilmente, i condominii sono delle isole felici. Che tu sia proprietario di un immobile o semplice inquilino, sai già che dietro ogni singolo aspetto della convivenza può nascondersi una minaccia di “scontro” con il tuo vicino di casa. Le situazioni che creano maggiore tensione, di solito, sono quelle relative alla presenza di animali domestici. Ti interessa, soprattutto, sapere quale sia la legge sui cani in condominio.

E, dunque, interroghiamoci su come affrontare il più serenamente possibile le tensioni che ti aspettano quando rientri dal lavoro stanco e affamato e vorresti dedicarti a un po’ di sano relax. Ricordati che per ogni problema esiste una soluzione e anche le situazioni apparentemente irrisolvibili possono essere chiarite.

Il condominio: gioie e dolori della vita in comune

L’immobile nel quale vivi può essere più o meno grande, dotato di una sola scala o di cinque ingressi, con o senza lastrico solare, ma i problemi che ti affliggono sono sempre gli stessi: la gestione delle parti in comune, gli atteggiamenti poco civili dei condomini e la convivenza forzata con gli animali domestici degli altri.

Soffermiamoci soprattutto su questo ultimo aspetto e proviamo a verificare insieme quali sono i comportamenti che devi tenere.

Quali regole devi seguire?

Se sei proprietario di un cane e non sai come comportarti per evitare disagi agli altri condomini, sappi che ci sono delle linee guida che possono orientarti nella gestione del tuo amico a quattro zampe. Innanzitutto, è bene partire da un punto fermo: a meno che non sussista un divieto del regolamento o una specifica delibera dell’assemblea, non esiste un generale divieto di tenere un animale domestico nel proprio appartamento.

Gli animali, a seconda della razza e della specie, possono essere più o meno rumorosi, ma, di solito, oggetto del contendere sono proprio i cani. L’amico più fedele, infatti, oltre ad essere un leale compagno di avventura, può sporcare o disturbare la quiete del palazzo. Difficilmente, il tuo dirimpettaio ti chiederà di rendere conto della condotta del tuo pesciolino rosso; viceversa, potrà importi di adottare alcuni accorgimenti per il tuo cane.

Possiamo raggruppare i doveri del proprietario del cane in due categorie generali:

  1. dovere di garantire l’incolumità delle persone. La proprietà di un animale ti rende responsabile della condotta di quest’ultimo e di tutti i danni provocati a persone o cose. È proprio per questo motivo che sei obbligato ad adottare tutte le misure necessarie a garantire che nessuno venga aggredito. Devi, quindi, tenerlo al guinzaglio se esci fuori in cortile, dotarlo di una museruola se si tratta di animale di grossa taglia e usare ogni cautela possibile per evitare la sua fuga;
  2. doveri sanitari. Il proprietario del cane deve preservare la salute di tutte le persone che vengono in contatto con lui. È, dunque, fondamentale che tu segua scrupolosamente le indicazioni del tuo veterinario in tema di vaccinazioni obbligatorie e igiene quotidiana.

Si aggiungono a questi obblighi, ovviamente, delle regole di comune convivenza civile e buona educazione. Per fare un esempio: devi munirti di paletta e bustina per raccogliere i “bisognini” del tuo animale; pensa al disagio dei condomini che si imbattono in sgradite sorprese.

In secondo luogo, con specifico riguardo agli spazi comuni, è tua responsabilità fare in modo che tali luoghi non siano modificati nella loro destinazione d’uso e non subiscano danni di alcun tipo. Infine, e forse questo è l’aspetto più difficile da realizzare, devi fare in modo di impedire che il continuo abbaiare non disturbi il riposo pomeridiano e notturno. Una soluzione potrebbe essere, forse, quella di insonorizzare l’appartamento.

L’amministratore, alleato o nemico?

L’amministratore di condominio è il tuo garante di tranquillità, sia che tu sia proprietario del cane sia che tu subisca i comportamenti poco rispettosi di un tuo vicino di casa.

“Amministrare” vuol dire “gestire” il bene comune con la diligenza del buon padre di famiglia e, quindi, vuol dire essere in grado di affrontare le situazioni di ordinaria e di straordinaria amministrazione. Per fare un paragone: le sue funzioni corrispondono esattamente a quelle di un padre o di una madre nella gestione della routine familiare e nella cura dei componenti del nucleo.

L’amministratore è il “custode” del regolamento condominiale e svolge numerose funzioni: presiede l’assemblea, fissa l’ordine del giorno, aggiorna il bilancio condominiale, verifica la necessità di realizzare nuove opere o attività di ristrutturazione e, soprattutto, può pretendere da ogni condomino il rispetto delle regole di condotta relative alla gestione degli animali domestici. È per tal motivo che il punto di partenza nella risoluzione della tua situazione di disagio è quello di prendere come riferimento questa figura professionale. Come tu fai con i tuoi figli, lui ha le abilità e le competenze giuste per smorzare le tensioni. Affida a lui le situazioni che ti turbano, chiedi un suo intervento per dirimere il contrasto e monitora che assolva pienamente al suo mandato.

E se l’amministratore non interviene?

Può capitare che, nonostante tu abbia seguito l’iter corretto per evitare uno scontro frontale con il condomino che ti crea disagi, l’amministratore non intervenga o non adotti le cautele adeguate. In tal caso, le motivazioni che hanno portato a tale situazione possono essere due e sono tra di loro alternative: l’amministratore è poco professionale oppure le tue richieste sono inopportune.

In quest’ultimo caso, c’è ben poco da fare. Tocca a te lavorare su te stesso e riflettere accuratamente sulla opportunità delle tue istanze: verifica, in particolare, se stai realmente rispettando le regole che ti sono imposte nel tuo ruolo di padrone di un cane. Applica alla tua situazione un vecchio, ma mai superato motto: “la mia libertà finisce quando inizia la libertà altrui”.

Questo è ancor più vero in uno spazio ristretto e a continuo contatto sociale come quello condominiale.

Ben diversa è la situazione in cui l’amministratore sia inadempiente. In tal caso, ricorda che la tua posizione ha un peso ben specifico all’interno della vita condominiale e, ancor di più, in sede assembleare. Se le tue richieste non vengono accolte dall’amministratore, puoi chiedere all’assemblea condominiale di farsene carico e di adottare le decisioni più opportune. Non rileva se gli animi si accendono, è nelle regole del gioco: l’importante è arrivare a una soluzione utile a tutti e, soprattutto, al cane che non ha alcuna responsabilità per ciò che fa. Ricordati che ciascun condomino è titolare di quote millesimali e questo può essere fondamentale per il raggiungimento della maggioranza richiesta per prendere le decisioni.

Se, infine, anche lo strumento dell’assemblea non risolve il tuo problema, non disperare. Il nostro ordinamento giuridico ti fornisce una serie di azioni cui puoi fare ricorso in tribunale. Rivolgiti a questo punto a un legale che possa affiancarti e indicarti la strada da seguire. Pensa, ad esempio, che in alcuni casi i giudici si sono interrogati sulla necessità di sottoporre l’animale rumoroso a percorsi di vera e propria “ri-educazione”. Se i rumori molesti superano la soglia della normale tollerabilità potresti ottenere anche tu un provvedimento a tuo favore.

E se sei un semplice inquilino?

La risposta non è difficile. La necessità di rispettare le regole di correttezza nei confronti del vicino valgono tanto per il condomino quanto per il singolo inquilino. Quindi, anche se non sei il proprietario della casa in cui vivi, ma possiedi un cane che abita con te, sei tenuto a rispettare tutte le disposizioni di cui abbiamo parlato.



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