Rai: ecco i motivi della maxi multa Agcom

21 Febbraio 2020
Rai: ecco i motivi della maxi multa Agcom

L’elenco delle numerose violazioni dei criteri di imparzialità e pluralismo rilevate dall’Authority durante le trasmissioni 2019 e 2020.

L’Agcom ha pubblicato oggi la delibera da cui emergono le violazioni per cui ha multato la Rai  con una maxi sanzione di 1,5 milioni di euro. Dalle motivazioni dell’Authority è possibile individuare le trasmissioni nelle quali la Rai avrebbe compromesso gli obblighi di imparzialità e pluralismo stabiliti dal Contratto vigente in materia di pubblica informazione da parte del servizio radiotelevisivo. La nostra agenzia stampa Adnkronos ha visionato il documento e ci indica i punti di maggior interesse.

Poco spazio al M5S

Secondo l’Agcom si è verificata “una costante, reiterata e sistematica sottorappresentazione della prima forza politica presente in Parlamento”, ovvero il Movimento 5 Stelle, e ciò è avvenuto “tanto con riferimento ai tempi di parola quanto con riferimento ai tempi di notizia”.

Il Movimento Cinque Stelle risulta aver avuto in totale, su tutti i notiziari Rai nel periodo agosto 2019 – gennaio 2020, il 19,99% del totale del tempo di parola dei soggetti politici, mentre la rappresentanza parlamentare di tale gruppo politico è del 32,8% alla Camera e del 31,11% al Senato. Tra i Tg, “il dato medio più basso è quello registrato nel tempo di parola del Tg2“.

Nello stesso periodo, il secondo e il terzo gruppo parlamentare, Lega e Partito Democratico, hanno registrato un tempo di parola sui notiziari Rai, pari, rispettivamente, al 20,48% e al 23,15% del totale del tempo di parola dei soggetti politici.

Per questo la Rai avrebbe violato l’art. 6 del Contratto, che prevede che debba ispirarsi, nella propria offerta informativa, ai canoni di “Equilibrio; Pluralismo; Completezza; Obiettività; Imparzialità; Indipendenza; Apertura alle diverse formazioni politiche e sociali”.

Le donne a Sanremo 2020

Anche nel Festival di Sanremo 2020 l’Agcom rileva violazioni, e in particolare la “scorretta rappresentazione dell’immagine femminile” e “il ruolo stereotipato della donna”.

Nelle motivazioni non viene però citato alcun episodio specifico e quindi è arduo comprendere in cosa consista e in quali parti della trasmissione (la kermesse canora si è svolta per quattro puntate) sia stata ravvisata tale “scorretta rappresentazione dell’immagine femminile“; potrebbe trattarsi della gaffe del conduttore Amadeus durante la conferenza stampa di presentazione del festival, o delle polemiche sulla partecipazione del rapper Junior Cally (che aveva prodotto testi violenti e con frasi sessiste), ma anche a qualcuna delle presenze femminili sul palco dell’Ariston, tra cui Sabrina Salerno, Rula Jebreal, Diletta Leotta, Gessica Notaro o anche le stesse giornaliste del Tg1, Laura Chimenti ed Emma D’Aquino.

La politica

Soprattutto i servizi del Tg2 finiscono nel mirino dell’Agcom, sia per la politica interna che per quella estera. Contraddizioni, ad esempio, sul presidente Usa Donald Trump, definito “abile” nel servizio del Tg2 delle 20,30 del 28 febbraio 2019 (si parlava dell’incontro ad Hanoi con il leader nordcoreano Kim Jong) mentre poco prima nel Tg delle 20 il vertice era stato definito ‘un fallimento’.

Altre lacune, sempre del Tg2, riguardo alla Francia di Macron, riguardo alle proteste dei gilet gialli, dove l’editorialista “racconta ‘di una pagina buia della storia repubblicana francese con episodi che hanno messo a nudo il carattere reazionario e in qualche modo repressivo della sua presidenza’. Questi giudizi netti, categorici e univoci non sono accompagnati da alcun contraddittorio né da alcun riferimento a letture diverse, approfondite e plurali della situazione politica francese”.

Anche alcuni recenti resoconti di politica interna del Tg2 violerebbero secondo l’Agcom i criteri di imparzialità, come quelli del 13/14/15/17 gennaio 2020 e poi ancora del 6 febbraio 2020, con “servizi dai toni enfatici e propagandistici in merito alle visite ad Ostia, a Tor Pignattara e in Emilia Romagna del leader della Lega Matteo Salvini“.

La cronaca

Sempre il Tg2 viene bacchettato per l’edizione delle 13 del 26 luglio scorso del Telegiornale in cui “si riporta la notizia dell’assassinio del vice-brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega. Il notiziario – scrive l’Agcom – è l’unico dei notiziari Rai ad attribuire nei titoli e nel lancio da studio e nel servizio, con una assoluta certezza, che i responsabili dell’omicidio sono indicati come ‘due nordafricani‘. Come è noto, con il successivo sviluppo delle indagini, sono invece stati individuati quali presunti responsabili dell’omicidio due cittadini statunitensi”.

Qui la Rai già annuncia le sue difese, con una dichiarazione del presidente Sangiuliano riportata dall’Adnkronos: “Tutti hanno parlato all’inizio di ‘due nordafricani’ – dice Sangiuliano – e noi li abbiamo definiti così nell’edizione delle 13 perché tutte le principali agenzie di stampa nonché il sito news dei Carabinieri parlavano di ‘nordafricani’. Già nell’edizione delle 18 abbiamo corretto il tiro, mentre altre testate che hanno continuato a sbagliare, non sono state menzionate dall’Authority”.

Rilievi anche per i programmi di Rai1 ‘La vita in diretta‘ – dove l’Agcom ha rilevato “elementi di criticità” in relazione “alle puntate del 9, 10, 11 e 12 settembre 2019” nelle parti dedicate al caso dell’omicidio di Elisa Pomarelli – e ‘Mattina in Famiglia’ con Tiberio Timperi che nella puntata di sabato 25 gennaio 2020 ha “detto una battuta discriminatoria, che è apparsa associare tutti i calabresi a comportamenti tipici mafiosi”. Un episodio che, secondo l’Agcom, “contribuisce a rafforzare stereotipi e pregiudizi che possono minare la coesione sociale”.

L’economia

L’Authority non risparmia neanche la puntata del 3 dicembre 2019 di ‘Cartabianca‘ in cui “il commentatore fisso Mauro Corona – interpellato sul tema del Fondo Salva Stati – si rivolge ai telespettatori dicendo ‘vorrei dire ai risparmiatori Italiani, tiriamo fuori tutti i nostri risparmi e li mettiamo sotto il materasso‘. Pur avendo la conduttrice stigmatizzato questa affermazione – osserva l’Agcom – l’informazione fornita al cittadino-utente su un tema complesso risulta del tutto sommaria”.

Falcone e Borsellino

La delibera cita una puntata della trasmissione talk show ‘Realiti’ del 5 giugno 2019, in cui uno dei due cantanti neomelodici siciliani ospiti del programma ha pronunciato una frase riferita ai magistrati, entrambi vittime di attentati mafiosi in cui persero la vita, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: “queste persone che hanno fatto queste scelte di vita, le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro”. Secondo l’Agcom “il punto assume rilevanza non soltanto in ragione della tutela della memoria dei due magistrati assassinati dalla mafia e del loro sacrificio come uno degli elementi fondanti del ‘senso civile ed etico della collettività nazionale’ (art. 2 del Contratto), ma anche in relazione all’aperto contrasto di questo tipo di rappresentazioni con l’art. 2, comma 1, punto c) del Contratto, il quale sancisce che la Rai assicura un’offerta di servizio pubblico improntata… al principio di veicolare informazioni volte a formare una cultura della legalità”.

Il fascismo

Sotto la lente dell’Agcom finisce anche il servizio della Tgr Emilia Romagna del 28 aprile scorso sulla manifestazione dei nostalgici a Predappio. Secondo l’Authority veniva mostrato, “senza contraddittorio né contestualizzazione sociale o politica”, “tra tricolori, saluti romani e cimeli del regime, un gruppo di persone riunite a Predappio per la commemorazione della morte di Benito Mussolini; si raccoglievano le dichiarazioni di alcuni presenti – ivi compresa la nipote di Mussolini -dichiarazioni al limite dell’apologia del fascismo senza alcuna stigmatizzazione o commento da parte dell’intervistatore, dando al cittadino-utente una rappresentazione nostalgica del periodo fascista. Il servizio ingenera una immagine distorta dei fatti storici e trasmette messaggi contrari ai valori di identità nazionale”.



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