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Da quando decorre l’aggiornamento Istat

21 Marzo 2020 | Autore:
Da quando decorre l’aggiornamento Istat

Ti sei imbattuto in parole sconosciute come Istat e rivalutazione monetaria? Vorresti sapere a cosa si riferiscono e se si possono applicare alla tua vita? Te lo spieghiamo brevemente in questo articolo.

Quando ti avvicini al mondo del lavoro o accedi ai mezzi di comunicazione puoi venire in contatto con termini tecnici e di difficile comprensione. Questa situazione si verifica tutte le volte in cui ti devi approcciare al sistema economico e finanziario del nostro Paese. In molte circostanze, infatti, ti trovi smarrito nei labirinti della burocrazia e non sai come comportarti.

Sul punto, è innegabile che il primo passo da compiere è quello di rivolgerti a un professionista del settore che, a seconda dei casi, può essere un avvocato, un tributarista o un commercialista. In linea di massima, noi possiamo fornirti alcune nozioni di base che fanno riferimento a specifici ambiti della tua vita personale o lavorativa. Se, ad esempio, hai sentito parlare di Istat e rivalutazione monetaria e ti sei interrogato sul significato di tali termini, sei sulla strada giusta: noi ti possiamo dare una piccola guida che ti chiarisca le idee. In particolare, possiamo provare a spiegarti da quanto decorre l’aggiornamento Istat e quali sono le conseguenze che tali modifiche possono produrre sul tuo stile di vita.

Proviamo, quindi, ad entrare nel dettaglio della questione.

Che cosa si intende per adeguamento Istat?

L’Istat è l’Istituto nazionale di statistica, ossia l’ente pubblico che realizza periodicamente il censimento della popolazione e il controllo dell’andamento economico generale. In particolare, l’Istat si preoccupa di monitorare le cosiddette oscillazioni del costo della vita, cioè le variazioni del prezzo dei beni e dei servizi presenti sul mercato. L’ente statistico realizza così una serie di indagini di mercato per accertare se il costo della vita è aumentato (ipotesi predominante) o è diminuito (ipotesi molto rara). Dopo aver assunto tutte le informazioni utili, l’Istat adotta gli opportuni correttivi, ossia le soluzioni che ritiene utili per adeguare lo stile di vita degli italiani ai cambiamenti intervenuti nei periodi di tempo analizzati.

In termini tecnici, si dice che l’Istat predispone un adeguamento monetario sulla base degli indici percentuali indicati nella sua relazione. L’aggiornamento è obbligatorio e la sua mancata attuazione si traduce in una vera e propria violazione delle norme tributarie.

Quando si applica l’aggiornamento Istat?

Come accennato, l’adeguamento alle rivalutazioni monetarie costituisce un vero e proprio obbligo del contribuente. Per tale motivo è importante che tu ti informi dei cambiamenti segnalati a livello statistico. A tal fine, l’Istat pubblica ogni mese gli indici usati per accertare le variazioni sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul proprio sito internet.

Questa attività di aggiornamento ti interessa soltanto se pensi di poter trarre vantaggio dalla rivalutazione o se credi di dover adempiere a degli obblighi. Ti premettiamo, però, che anche in tali ipotesi, ciò che conta è che tu sia in regola con la tua posizione contributiva alla fine dell’anno; non ti sarà mai chiesto di realizzare un’attività di aggiornamento con cadenza mensile.

Sono soprattutto due i settori della vita in cui gli adeguamenti assumono maggiore rilevanza. La loro individuazione ci permette di fornire un ulteriore chiarimento ai tuoi dubbi e di affrontare la questione del termine dal quale decorre l’obbligo di aggiornamento agli indici Istat.

L’aggiornamento del canone di locazione

La prima area da prendere in considerazione è sicuramente quella relativa al rapporto di affitto esistente tra due soggetti. Il contratto di locazione, infatti, deve essere annualmente adeguato al costo della vita.

Gli indici applicabili sono diversi a seconda che si tratti di un contratto di locazione a uso abitativo o di un contratto di locazione a uso commerciale. Esistono, infatti, dei limiti di legge applicabili a questa seconda tipologia contrattuale. Nel dettaglio, mentre per le locazioni a uso abitativo è possibile che le parti acconsentano a pagare il 100% della rivalutazione, per le locazioni a uso commerciale l’adeguamento non può superare la soglia del 75%. Tale disposizione ha una ragione logica ben chiara: non si vuole incidere eccessivamente sull’attività commerciale per l’esercizio della quale l’immobile è stato preso in affitto.

In entrambi i casi, le parti possono liberamente scegliere la persona su cui incombe l’onere di pagare le quote maggiorate, ma di solito locatore e inquilino decidono di pagare la metà per ciascuno.

Con riferimento, infine, al termine dal quale decorre l’obbligo di aggiornamento, occorre prendere in considerazione gli indici pubblicati nel mese precedente a quello della scadenza del contratto o della conclusione annuale del rapporto. I calcoli da fare non ti spaventino: i conteggi vengono fatti direttamente dall’Agenzia delle Entrate presso la quale hai registrato il contratto. Il tuo compito sarà soltanto quello di recarti allo sportello, prelevare il modello F24 ed effettuare il versamento.

L’aggiornamento delle rendite Inail e delle pensioni

Inail e Inps, ossia i due enti che gestiscono il sistema previdenziale italiano e attuano le disposizioni di legge in tale materia, devono operare gli aggiornamenti Istat a beneficio dei pensionati o dei titolari di indennità per malattia o invalidità professionale. Anche in questo caso, come avviene per il canone di locazione, l’aggiornamento deve avvenire con cadenza annuale.

Per fare un esempio piuttosto recente: con delibera del 2019 si è disposto l’aumento delle rendite Inail dell’1,1% al fine di adeguare le esigenze personali al nuovo costo della vita. Stesso ragionamento dovrebbe farsi per gli stipendi dei lavoratori, soprattutto dei pubblici dipendenti. Tuttavia, a causa della crisi economica, le decisioni governative degli ultimi anni sono state quelle di bloccare la rivalutazione degli stipendi dei lavoratori.



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