Diritto e Fisco | Articoli

Spese straordinarie per i figli: non sempre sono dovute a metà

24 Set 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Set 2013



Nel determinare la misura delle spese straordinarie per i figli, il giudice deve tenere conto del livello socio-economico dei genitori e potrà ripartirle in misura diversa per ciascun genitore in base alle rispettive capacità economiche.

 

Di regola, salvo diverso accordo dei coniugi, le spese straordinarie relative al mantenimento dei figli vengono divise dal giudice a metà tra i genitori. Ciò vuol dire che ogni spesa straordinaria, come per esempio quelle mediche e quelle extra scolastiche devono essere sostenute al 50% da ciascuno dei due coniugi. Ed è, del resto, in questo modo che si accordano le parti quando, di comune accordo, fissano gli accordi economici nelle separazioni o i divorzi decisi in modo congiunto.

Ma non è detto che questa sia necessariamente la regola. Infatti, la legge [1] prevede un principio molto più generale: ossia che i genitori siano tenuti al mantenimento dei figli “in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo”. Quindi la legge non parla di quote uguali ma di “proporzione” alle rispettive possibilità economiche.

Ciò significa che, nel caso in cui tra le parti vi sia una forte disparità di reddito, il giudice potrà imporre a uno dei genitori l’obbligo di versare una somma superiore rispetto all’altro per far fronte alle spese straordinarie dei figli. Si pensi, ad esempio, a due genitori di cui uno sia un libero professionista affermato e l’altra un’insegnante.

Questo principio emerge da una pronuncia della Cassazione [2]. La sentenza chiarisce che, il giudice, nello stabilire la misura dell’assegno periodico a carico di una delle parti, dovrà considerare:

– le “attuali esigenze del figlio“, da determinarsi in base alle abitudini, bisogni e legittime aspirazioni del minore;

– l’eventuale posizione socio-economica di maggior rilievo di una delle parti da cui derivino maggiori disponibilità di reddito.

 

Il giudice, nel determinare il contributo da parte di un genitore alle spese straordinarie per i figli, potrà stabilire che il genitore che abbia maggiori capacità di reddito rispetto all’altro debba versare un importo superiore al 50%; tuttavia le parti, in caso di accordo, saranno libere di concordare una proporzione diversa.

note

 

[1] Art. 147 e 148 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 21273/13.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. Buonasera, e cosa succede in un caso come il mio, in cui la mia ex, ma non siamo stati sposati, non lavora e non ha voglia di farlo? Possibile che nessuno possa imporre di provvedere concretamente ai bisogni dei nostri bambini, lasciando tutto il carico sulle mie spalle? Che giustizia è mai questa?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI