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Si può rifiutare il congedo matrimoniale?

24 Marzo 2020 | Autore:
Si può rifiutare il congedo matrimoniale?

Il datore di lavoro può respingere la domanda di aspettativa retribuita per matrimonio inoltrata dal dipendente?

Il congedo matrimoniale è un periodo retribuito di assenza dal lavoro al quale i lavoratori dipendenti hanno diritto in prossimità delle nozze.

Normalmente, la durata del congedo è stabilita dal contratto collettivo applicato, che regolamenta i principali aspetti di questa misura: la generalità dei contratti collettivi stabilisce, ad ogni modo, una durata pari a 15 giorni.

Se il contratto collettivo non prevede la durata del congedo, impiegati, quadri e dirigenti hanno diritto a un periodo di congedo matrimoniale non superiore a 15 giorni di calendario. Durante tale periodo il lavoratore è considerato in servizio a ogni effetto. Gli operai, i lavoratori a domicilio e gli apprendisti dipendenti da imprese industriali, artigiane o cooperative (compresi i soci), il cui rapporto duri da almeno 1 settimana, hanno invece il diritto di assentarsi per congedo matrimoniale sino a un massimo di 8 giorni consecutivi.

Oltre al contratto collettivo, anche il contratto individuale può prevedere delle disposizioni più favorevoli.

Ma si può rifiutare il congedo matrimoniale? In altri termini, il datore di lavoro può respingere la domanda di assenza retribuita? Devono verificarsi specifiche condizioni perché il lavoratore possa fruire del congedo per le nozze? Il dipendente è obbligato a beneficiare del congedo in prossimità del matrimonio, o può fruirne anche dopo tanto tempo? Proviamo a fare chiarezza ed analizziamo le principali previsioni in merito al congedo matrimoniale.

Come si chiede il congedo matrimoniale?

Salvo casi eccezionali, l’impiegato deve chiedere il congedo con un preavviso minimo di 6 giorni rispetto all’inizio dell’assenza.

L’interessato deve documentare la celebrazione del matrimonio nei 60 giorni successivi: in mancanza, l’importo corrisposto è trattenuto dal datore sulle retribuzioni spettanti.

L’Inps [1] ha precisato che, a causa delle difficoltà amministrative che spesso impediscono agli uffici comunali di rilasciare per tempo il certificato di matrimonio, i lavoratori possono presentare al datore una dichiarazione sostitutiva di questo certificato o del certificato ecclesiastico. La dichiarazione sostitutiva va comunque presentata entro i 60 giorni dalla data di celebrazione del matrimonio, fermo l’obbligo della successiva presentazione del certificato, che sarà considerato efficace anche se presentato oltre la scadenza del termine.

È valido come certificato matrimoniale anche lo stato di famiglia [2], a condizione che dal documento emergano anche gli estremi del matrimonio.

Gli operai di aziende industriali e artigiane, i marittimi di bassa forza dell’armamento libero che siano disoccupati o richiamati alle armi devono presentare la domanda all’Inps, in quanto ricevono il pagamento diretto dall’istituto. In questo caso, l’istanza deve essere presentata tramite:

  • sito web dell’Inps, accedendo con le proprie credenziali dispositive;
  • call center Inps al numero 803.164 o 06.164.164 (da cellulare);

Il datore di lavoro può rifiutarsi di concedere il congedo matrimoniale?

Se sono rispettate tutte le condizioni per fruire del congedo, compresa la collocazione temporale delle assenze in prossimità del matrimonio e non ad eccessiva distanza dalle nozze, il datore di lavoro non può rifiutare la concessione del congedo, ma può eventualmente differirla.

Quando può essere rinviato il congedo matrimoniale?

Se, a causa di necessità produttive, il godimento del congedo all’epoca del matrimonio non è possibile in tutto o in parte, il periodo deve essere concesso, o completato, non oltre i 30 giorni successivi al matrimonio. Nella prassi, si ritiene possibile, con l’accordo delle parti, differire ulteriormente la fruizione del congedo se la retribuzione è a carico del datore di lavoro.

La certificazione trasmessa dal dipendente non impiegato deve essere conservata a cura del datore di lavoro per un periodo minimo di 5 anni, in quanto si tratta di un congedo la cui indennità è parzialmente a carico dell’Inps.

Il congedo spetta per il matrimonio contratto all’estero?

Nel caso di lavoratori extracomunitari [3], il congedo spetta anche se il matrimonio è stato contratto all’estero, a condizione che il dipendente risulti residente in Italia da prima del matrimonio e acquisisca anche in Italia lo stato di coniugato.

Il congedo spetta per più matrimoni?

Se il lavoratore si risposa a seguito di morte del coniuge o di divorzio, il congedo matrimoniale spetta.

Se il lavoratore è cittadino di uno Stato che ammette la poligamia, l’assegno è concesso una sola volta, salvi i casi di successivi matrimoni a seguito di morte del coniuge o di divorzio.

Si può licenziare il dipendente per congedo matrimoniale?

I licenziamenti intimati a causa di matrimonio sono nulli [4]. Si presume che il licenziamento della dipendente sia stato disposto per causa di matrimonio se ha luogo nel periodo che va dal giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio fino a 1 anno dopo la celebrazione stessa.


note

[1] Inps circ. n. 79/1982.

[2] Inps messaggio n. 2064/1982.

[3] Inps circ. n. 190/1992.

[4] Art.35 Co.1, 2 e 3 D.lgs. 198/2006.


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