Ringhiere e tettoie: nuove aliquote Iva

22 Febbraio 2020 | Autore:
Ringhiere e tettoie: nuove aliquote Iva

L’Agenzia delle Entrate: possono essere considerati beni finiti in certi edifici e a determinate condizioni.

Iva agevolata al 4% per corrimani e ringhiere dei balconi che rientrano nella legge Tupini e al 10% se posati in edifici assimilati alla Tupini oppure oggetto di restauro e risanamento, ristrutturazione edilizia o urbanistica. Lo ha precisato ieri l’Agenzia delle Entrate [1]. In questo modo, questi beni vengono classificati tra quelli finiti e non come materie prime o semilavorate. Un aspetto che può interessare chi quest’anno ha deciso di beneficiare del bonus facciate del 90%.

In pratica, secondo quanto chiarito dall’Agenzia, deve pagare l’Iva al 4% l’utilizzatore finale dei beni finiti per la costruzione di abitazioni, uffici e negozi che hanno i requisiti della legge Tupini del 1972 [2], mentre l’imposta sale al 10% per i fabbricati assimilati nel caso in cui l’acquirente sia utilizzatore finale e per l’acquisto dei beni per gli interventi di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia o urbanistica, ad esclusione delle materie prime e semilavorate. Negli altri casi, l’Iva è al 22%.

L’Agenzia delle Entrate aveva già stabilito che per «beni finiti» di deve intendere quelli diversi dalle materie prime e semilavorate che anche successivamente al loro impiego nella costruzione o nell’intervento di recupero non perdono la loro individualità, pur incorporandosi nell’immobile.

Nello specifico, rientrano in questa categoria:

  • ringhiere per balconi, comprese di corrimano, fissaggio, pilastrini, ecc.;
  • recinzioni e ringhiere per recinzioni, sempre comprensive di ogni elemento;
  • tettoie per balconi e terrazze montate sul pavimento e sulla facciata dell’immobile.

L’unica condizione posta affinché possa essere applicata l’Iva ridotta è che questi beni conservino la loro individualità e autonomia funzionale e possano essere sostituiti autonomamente senza intaccare la struttura dell’edificio, senza perdere le proprie caratteristiche al punto di poter essere riutilizzabili in un altro contesto.


note

[1] Agenzia Entrate risposta n. 71/2020 del 21.02.2020.

[2] DPR n. 633/1972.


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