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Come fare causa con giudice di pace

21 Marzo 2020 | Autore:
Come fare causa con giudice di pace

Magistratura onoraria: cos’è? Giudice di pace: competenza civile e penale. Come fare ricorso al giudice di pace senza avvocato? Ricorso immediato: cos’è?

La giustizia italiana è strutturata in maniera tale che il potere di decidere delle controversie sia attribuito a più persone, alle quali spetta il compiti di emettere una sentenza finale che faccia chiarezza sulla vertenza. Devi sapere che le cause più comuni (quelle che riguardano debiti di piccole somme, controversie condominiali oppure sinistri stradali) sono attribuite a una particolare autorità giudiziaria, definita giudice di pace. Con questo articolo ti parlerò diffusamente di questo argomento e, nello specifico, ti spiegherò come fare causa con il giudice di pace.

In pratica, il mio intento è di illustrarti chi è il giudice di pace, cosa fa, di quali cause è competente e, in sostanza, cosa fare per poter chiedere a questo particolare giudice di farti giustizia. Insomma: vedremo insieme quali sono le fasi principali di una causa davanti al giudice di pace. Se questo argomento ti interessa, allora ti invito decisamente a proseguire nella lettura.

Giudice di pace: chi è?

Prima di vedere come fare causa con il giudice di pace, è bene fare preliminarmente chiarezza su alcuni aspetti. Innanzitutto, cerchiamo di capire bene chi è il giudice di pace.

Il giudice di pace è un giudice a cui la legge affida la risoluzione delle controversie meno importanti, sia di natura civile che penale.

Il giudice di pace non è un magistrato a tutti gli effetti, nel senso che non ha partecipato e vinto il concorso in magistratura ordinaria che viene indetto con cadenza (quasi) annuale: il giudice di pace, infatti, è un professionista del diritto “prestato” alla magistratura.

Il giudice di pace fa parte, dunque, della cosiddetta magistratura onoraria: l’aggettivo “onorario” sta ad indicare che svolge le proprie funzioni in maniera non professionale, poiché di regola esercita la giurisdizione per un lasso di tempo determinato senza ricevere una retribuzione, ma solo un’indennità per l’attività svolta.

Giudice onorario: come si diventa?

Abbiamo appena detto che il giudice di pace è un magistrato onorario che, esercitando le funzioni tipiche del magistrato togato, si occupa di decidere in merito ai casi e alle controversie che sono di sua competenza.

Come si diventa giudici di pace? Vincendo il concorso pubblico indetto per la magistratura onoraria. Il concorso a cui bisogna iscriversi non è per esami, ma solamente per titoli.

Ciò significa che il futuro giudice di pace non verrà selezionato in base al superamento di una o più prove, ma sulla scorta dei soli titoli che ha presentato al momento dell’invio della domanda. In parole povere, il giudice di pace viene scelto in base al suo curriculum.

Come per la magistratura ordinaria, anche nell’ipotesi della magistratura onoraria, per poter accedere al concorso occorre essere in possesso di determinati requisiti: possono partecipare al concorso i laureati in giurisprudenza che abbiano conseguito l’abilitazione all’esercizio dell’avvocatura o abbiano svolto funzioni giudiziarie anche onorarie per almeno due anni, ovvero abbiano svolto funzioni notarili, di insegnamento di materie giuridiche nelle università, funzioni inerenti alle qualifiche dirigenziali e che abbiano un’età non inferiore a trent’anni né superiore ai settanta, che abbiano cessato l’esercizio di qualsiasi attività lavorativa e, se avvocati, purché non esercitino la professione forense nel circondario del tribunale dove ha sede l’ufficio del giudice di pace al quale appartengono.

Giudice di pace civile: quali cause decide?

Come più volte ricordato, il giudice di pace ha competenze sia nel settore civile che in quello penale. In ambito civile il giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a cinquemila euro, a meno che la legge non disponga espressamente il contrario.

Dunque, se agisci per la restituzione di un credito inferiore ai cinquemila euro, dovrai recarti presso il giudice di pace; al contrario, se intendi agire per vederti riconosciuta l’usucapione di un piccolo fondo di valore non superiore ai cinquemila euro, dovrai andare in tribunale perché si tratta di controversia riguardante un bene immobile.

Il giudice di pace è altresì competente per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti, purché il valore della controversia non superi i ventimila euro. È inoltre competente a prescindere dal valore:

  1. per le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;
  2. per le cause relative alla misura ed alle modalità d’uso dei servizi di condominio di case;
  3. per le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni che superino la normale tollerabilità.
  4. per le cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali [1];
  5. per le  controversie  in  materia  di  opposizione  al  verbale  di accertamento  di  violazione  del  codice   della   strada;
  6. altre materie tassativamente indicate dalla legge.

Giudice di pace penale: quali cause decide?

La competenza del giudice di pace nella materia penale non è determinabile a priori, nel senso che non c’è un unico criterio che permetta di individuare, a priori, se un reato è di competenza del giudice di pace ovvero del tribunale.

In pratica, possiamo dire che il giudice di pace, quando giudica delle controversie penali, lo fa in merito a reati di microcriminalità, la cui carica offensiva è limitata: ad esempio, spettano al giudice di pace i reati di percosse, lesioni lievissime, diffamazione semplice, invasione di terreni o edifici, minaccia, pascolo abusivo, e così via [2].

In caso di condanna il giudice di pace non può applicare pene detentive, ma solo pene pecuniarie. Nei casi di particolare gravità, può applicare la pena della permanenza domiciliare o laddove l’imputato lo richieda, la pena del lavoro di pubblica utilità.

Come ricorrere al giudice di pace civile?

Ricorrere al giudice di pace è piuttosto semplice. Vediamo quali sono le regole principali.

Secondo la legge [3], davanti al giudice di pace la domanda si propone mediante atto di citazione a comparire a udienza fissa. Questo vuol dire che, se vuoi la restituzione di un prestito di danaro (entro i cinquemila euro) dovrai citare il tuo debitore a comparire innanzi al giudice di pace competente.

I termini per comparire sono dimezzati: mentre nella citazione davanti al tribunale devi concedere alla tua controparte almeno novanta giorni di tempo da quando riceve la notifica a quando ci sarà la prima udienza, per la citazione innanzi al giudice di pace sono sufficienti quarantacinque giorni.

Anche il contenuto dell’atto di citazione a comparire davanti al giudice di pace è semplificata: in buona sostanza, occorre indicare solamente l’ufficio del giudice di pace a cui ci si rivolge, il nome delle parti, l’esposizione dei fatti e l’oggetto della domanda (la richiesta fatta al giudice, tipo la restituzione di un debito).

L’atto di citazione deve essere notificato con almeno quarantacinque giorni di anticipo rispetto all’udienza. Da tanto consegue la possibilità, per entrambe le parti, di costituirsi direttamente in udienza.

In alternativa al formale atto di citazione, secondo la legge la domanda al giudice di pace si può anche proporre verbalmente; di essa il giudice di pace fa redigere processo verbale che, a cura dell’attore, è notificato con citazione a comparire a udienza fissa.

Solo nei casi previsti dalla legge la domanda al giudice di pace si propone con ricorso: è il caso, ad esempio, del ricorso al giudice di pace per ottenere l’annullamento di una multa.

Il procedimento davanti al giudice di pace civile

All’udienza di prima comparizione, il giudice di pace tenta la conciliazione tra le parti: in pratica, verifica se ci sono le condizioni per poter chiudere bonariamente la vicenda, senza necessità di proseguire oltre il giudizio. non a caso, il giudice di pace ha preso il posto del vecchio giudice conciliatore.

Se la conciliazione riesce, se ne dà atto nel verbale; altrimenti, il giudice di pace invita le parti a precisare definitivamente i fatti che ciascuna pone a fondamento delle domande, difese ed eccezioni, a produrre i documenti e a richiedere i mezzi di prova da assumere.

Le parti, alla prima udienza, possono chiedere un termine per poter meglio precisare le proprie difese.

La legge non richiede che le difese formulino in appositi atti di parte le proprie richieste a seguito dell’assegnazione del termine: è possibile riportare direttamente a verbale ciò che si ritiene di dover specificare (chiamata in causa di una terza parte, lista testi, ecc.).

La decisione del giudice di pace

Terminata l’istruttoria, il giudice di pace, quando ritiene la causa pronta per la decisione, invita le parti a precisare le conclusioni e a discutere la causa. Le parti possono chiedere un termine per depositare memorie conclusionali le quali, come tutte le altre osservazioni e richieste, possono anche essere verbalizzate direttamente all’udienza designata.

Discussa la causa, essa viene trattenuta dal giudice per la decisione. Secondo la legge, la sentenza è depositata in cancelleria entro quindici giorni dalla discussione; trattasi tuttavia di un termine ordinatorio, nel senso che il giudice può tranquillamente disattenderlo senza temere di incorrere in sanzioni o in forme di invalidità civile.

Come fare ricorso al giudice di pace senza avvocato

Per le cause di valore fino a 1.100 euro, puoi ricorrere al giudice di pace senza avvocato. In pratica, nelle cause di minor valore (piccoli debiti, opposizione a multe, ecc.) potrai difenderti da solo, senza bisogno di dover pagare un legale.

In questo caso, potrai redigere da solo il tuo ricorso (o atto di citazione), avendo ovviamente cura di adempiere a tutti gli obblighi di legge: redazione della nota d’iscrizione a ruolo; pagamento del contributo unificato; notifica della citazione, ecc.

Come fare ricorso online al giudice di pace

Da qualche anno diversi uffici del giudice di pace sparsi su tutto il territorio italiano hanno attivato un servizio telematico che consente al cittadino di poter preparare il proprio atto direttamente da casa.

È possibile precompilare il ricorso online per fare opposizione al giudice di pace per multe, per cartelle esattoriali, per instaurare un procedimento per decreto ingiuntivo e per le altre violazioni di competenza del giudice di pace.

Tutti i cittadini possono presentare il ricorso in opposizione a una sanzione amministrativa senza l’assistenza di un avvocato. In caso di decreto ingiuntivo, per presentare ricorso, il valore della causa deve essere inferiore a 1.100 euro.

Accedendo a questo sito potrai precompilare il tuo ricorso e la relativa nota d’iscrizione; al termine della procedura, dovrai stampare il ricorso e la nota di iscrizione a ruolo generate dal sistema.

Questi documenti dovrai consegnarli alla cancelleria dell’ufficio del giudice di pace: la procedura online, infatti, ti consente di effettuare solo una precompilazione, ma per la formalizzazione dell’atto di ricorso, dovrai consegnarla presso la cancelleria del tribunale. Se non la consegni entro sei mesi, la tua pre-iscrizione web sarà cancellata dal sistema.

Il servizio genererà anche un numero di protocollo web con il quale, una volta depositato il ricorso presso la cancelleria, potrai collegarti al sito e verificare lo stato di avanzamento della tua richiesta: da qui potrai verificare tutti i fatti inerenti il tuo ricorso (la data per la prima udienza, il giudice che ti è stato assegnato, etc.). Se durante la compilazione hai anche inserito la tua email, tutte queste informazioni ti saranno inviate anche via email.

Il ricorso immediato al giudice di pace penale

La legge consente di proporre ricorso al giudice di pace anche nelle ipotesi di sua competenza penale, cioè quando in ballo ci sono dei reati veri e propri. Si parla, in questi casi, di ricorso immediato al giudice di pace. Vediamo come funziona.

Normalmente, il procedimento penale prende l’avvio dall’azione esercitata dal pubblico ministero, il quale cita davanti al giudice di pace la persone che è accusata di aver commesso un reato.

La legge consente alla persona offesa dal reato di fare ricorso immediato al giudice di pace: in pratica, la vittima può citare direttamente in giudizio l’autore del crimine.

Secondo la legge [4], per i soli reati procedibili a querela è ammessa la citazione a giudizio dinanzi al giudice di pace della persona alla quale il reato è attribuito su ricorso della persona offesa.

Il ricorso deve necessariamente essere sottoscritto dalla vittima e dal suo avvocato, il quale ne autentica anche la firma.

La presentazione del ricorso immediato al giudice di pace produce gli stessi effetti della presentazione della querela: ciò significa che anche il ricorso immediato deve essere presentato entro tre mesi, esattamente come la querela.

Inoltre, la vittima del reato che presenta ricorso immediato al giudice di pace, se vuole, deve costituirsi parte civile all’interno del ricorso stesso: non potrà farlo in un momento successivo.

Se ritiene il ricorso inammissibile o manifestamente infondato, il giudice di pace ne dispone la trasmissione al pubblico ministero per l’ulteriore corso del procedimento.

Se, invece, il ricorso è ammissibile, il giudice di pace, entro venti giorni dal deposito, convoca le parti in udienza con decreto. Tra il giorno del deposito del ricorso e l’udienza non devono intercorrere più di novanta giorni.


note

[1] Art. 7 cod. proc. civ.

[2] Art. 4 d. lgs. 274/2000.

[3] Art. 316 cod. proc. civ.

[4] Art. 21, d. lgs. N. 274/2000.

Autore immagine: Canva.com


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