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Dieta iperproteica: rischi e controindicazioni

5 Marzo 2020 | Autore:
Dieta iperproteica: rischi e controindicazioni

Cos’è la dieta iperproteica e quali sono le conseguenze? Chi può prescrivere una dieta? È possibile ottenere il risarcimento del danno in caso di fallimento della dieta dimagrante? Scoprilo nel mio articolo.

Vuoi metterti in forma in vista dell’estate o, magari, devi perdere qualche chilo di troppo per ragioni legate alla tua salute. Navigando su internet hai trovato alcune diete dimagranti che promettono risultati sblorditivi in pochissimo tempo e senza troppi sacrifici. D’altronde, sei sempre stato un tipo poco atletico e l’idea di praticare sport o di iscriverti in palestra non ti passa neanche per l’anticamera del cervello. Allora, cerchi la via più semplice per ottenere un risultato soddisfacente senza il benché minimo sforzo. Devo darti una brutta notizia: se non rimbocchi le maniche, ottenere qualche risultato sarà pressoché impossibile. Tuttavia, non sei il solo a sperare che arrivi la fata madrina di Cenerentola e con la sua bacchetta magica pronunci “Bibbidi Bobbidi Boo” facendo sparire in un colpo solo tutti i tuoi chili in eccesso. Tra le ricerche più gettonate effettuate dagli utenti sui motori di ricerca, infatti, troviamo: come perdere peso senza sacrifici; come perdere peso senza stress; come perdere peso senza dieta; come perdere peso senza palestra; come perdere peso senza sport; come perdere peso senza fare attività fisica; come perdere velocemente peso.

Ecco allora, che tra le pagine più ricercate sulla rete, compaiono diete miracolose accompagnate da immagini, chiaramente photoshoppate, che mostrano il “prima” e il “dopo” il trattamento dimagrante. Risultati incredibili ottenuti in breve tempo che nascondono una truffa. Eppure, sono in molti a lasciarsi incantare. Ricorda sempre di rivolgerti ad un professionista serio e affidabile per raggiungere il tuo scopo.

Sicuramente, avrai sentito parlare anche della dieta iperproteica: rischi e controindicazioni saranno illustrati nel mio articolo. A seguire, troverai l’intervista al dr. Claudio Patacca, biologo nutrizionista e dottore in scienze motorie e sportive. Opera da oltre trent’anni nel campo del fitness. Il dr. Patacca è autore del libro “In salute e in forma con gusto”, un vademecum sull’organizzazione dei pasti prima e dopo il workout; una guida in cui sono illustrati efficaci programmi di allenamento settimanali e golose ricette. Dopo l’intervista, ti parlerò della figura professionale abilitata a prescrivere una dieta; inoltre, ti spiegherò se il dietologo è responsabile o meno del mancato dimagrimento del paziente.

Quali sono gli alimenti più ricchi di proteine?

Bisogna fare una precisazione: quasi tutti gli alimenti contengono, seppur in percentuali variabili, i tre macronutrienti cioè carboidrati, proteine e grassi. Tra le fonti alimentari che contengono maggiori quantitativi di proteine, ci sono le carni magre come manzo, pollo, agnello e tacchino; il pesce come tonno, salmone, merluzzo etc..; i legumi come lenticchie, ceci, fagioli e piselli; il tofu e il tempeh; i latticini come yogurt greco, grana padano; le uova, la frutta secca oleosa come anarcadi, noci, mandorle etc.

Proteine: qual è il fabbisogno giornaliero raccomandato?

La ricerca scientifica ci dice che per una persona sedentaria (o moderatamente attiva) il fabbisogno proteico giornaliero è di 0,82 grammi per chilo di peso corporeo (circa il 10% delle calorie giornaliere). Ovviamente, lo sportivo/atleta necessita di una maggiore quantità dovuto alla maggiore richiesta energetica, al rifornimento necessario alla riparazione del danno muscolare e/o aumento della massa magra. In questo caso, non c’è una quantità definita di fabbisogno proteico, ma si danno dei riferimenti generici legati al tipo di sport praticato.

Chi pratica sport di resistenza, il fabbisogno proteico varia tra 1,2/1,4 gr per chilo di peso, mentre per chi pratica sport di forza la quantità varia da 1,4 a 1,7 grammi. Chi vuole massimizzare l’ipertrofia muscolare, secondo gli esperti del settore, dovrebbe consumare almeno 1,7 grammi fino ad arrivare a 2g al giorno.

Non ci sono riferimenti scientifici in ambito sportivo. In base alla mia esperienza professionale, posso solo dire che questi quantitativi vengono abbondantemente superati (tre/quattro superiori) perché si tende a considerare solo le proteine più nobili della carne, pesce e uova e non quelle presenti in tutti gli alimenti introdotti nel corso della giornata: dai cereali della colazione, al pane, alla pasta, comprese frutta e verdura. Infatti, anche queste ultime contengono una piccola percentuale di proteine che vanno sommate.

Consumo eccessivo di proteine: quali sono le conseguenze?

Le proteine interagiscono con molti fattori ormonali quali insulina, mTOR, IGF-1, i quali (in particolare quest’ultimo), da come si evidenzia dalla ricerca scientifica, sono correlati all’aumento del rischio di contrarre alcune forme di cancro e all’accelerazione del processo di invecchiamento.

Mi spiego meglio: l’IGF-1, ad esempio, è un ormone che tende ad aumentare quando nella nostra alimentazione l’apporto proteico è elevato. È l’ormone della proliferazione cellulare; cosa significa? Significa che le cellule vengono riprodotte più velocemente. Ogni giorno produciamo cellule tumorali, non sappiamo quante perché legati a diversi fattori, ma non tutti ci ammaliamo di tumore perché c’è il sistema immunitario che ci difende e queste cellule vengono distrutte. Aumentando però il livello di IGF-1, tali cellule si riprodurranno più rapidamente e il rischio che qualcuna sfugga al nostro sistema immunitario è molto alto.

Diete iperproteiche: quali sono i benefici?

Praticamente, non ci sono. Perché sono così famose? Ovviamente, c’è un motivo ed è che quando mangiamo una proteina, essa richiede un lavoro importante del nostro corpo tant’è vero che il 30% dell’energia di un pasto proteico viene usato per la sua digestione e assimilazione, un livello molto più alto rispetto a carboidrati e grassi.

Può farci un esempio?

Se assumo 2mila calorie dalle proteine, in realtà il corpo è come se ne utilizzasse 1.400 perché 600 calorie vengono ‘bruciate’ dal corpo al fine di utilizzarle. Le proteine inoltre “intossicano” il centro di regolazione dell’appetito: una dieta iperproteica riduce la fame, a differenza degli zuccheri raffinati che, invece, stimolano l’appetito. Ciò significa che si mangia molto meno. Tutto questo non è un vantaggio in quanto porta ad un rallentamento metabolico con perdita prevalentemente non di grasso, ma di prezioso tessuto muscolare e questo è un altro motivo del successo delle diete iperproteiche.

Purtroppo, il successo porta il conto, e con gli interessi: non solo l’aumento del rischio tumorale (e già basterebbe abbondantemente) ma, si arriva a riprendere il peso in modo rapido e in eccesso rispetto al punto di partenza non appena si ritorna ad uno stile alimentare più equilibrato e, quindi, più sano.

Dieta iperproteica: è vero che serve ad aumentare la massa muscolare?

Assolutamente no. Per aumentare la massa muscolare occorrono tre cose: allenamento adeguato, adeguato apporto di calorie e un adeguato apporto di proteine. Circa l’allenamento, esso deve essere tale da “rompere” le fibre muscolari per stimolare il processo di riparazione e, quindi, di crescita successiva.

Prima di pensare alle proteine, però, è importante pensare alle calorie: posso mangiare solo proteine, ma se l’apporto calorico non è adeguato, il corpo non riesce a generare incremento muscolare. Perché? E’ una questione di “difesa”: se non ci sono già le calorie necessarie a sostenere il fabbisogno energetico del corpo, per quale motivo il nostro cervello dovrebbe stimolare l’ipofisi a secernere gli ormoni fondamentali per la crescita di nuovo tessuto muscolare che porterebbe ad un maggior fabbisogno energetico visto che i muscoli richiedono tanta energia? In seguito, è determinante rifornirsi del giusto apporto di proteine. Ovviamente, un apporto eccessivo, come abbiamo già detto, è dannoso quindi, la giusta quantità.

Come si stabilisce l’apporto necessario di proteine?

A stabilirlo sono, in primis, gli ormoni anabolici come il testosterone che dà “ritmo” alla sintesi proteica: quanto più la sintesi proteica è accelerata tanto più è necessario un certo apporto di proteine. Ma a questo punto si accende un allarme che si chiama doping. Si arriva ad un meccanismo super accelerato di sintesi proteica che serve agli atleti dopati e non certo a uno sportivo sano il cui corpo produce naturalmente testosterone. Quindi, l’eccesso di proteine sarebbe dannoso e, non potendo essere utilizzate, verrebbero così trasformate in grassi.

Quindi, più proteine più muscoli? No. Più testosterone e più muscoli? Sì ma quando è prodotto naturalmente. Anche perché ricordiamo che il testosterone non può essere assunto attraverso il cibo ma, è prodotto dal nostro organismo nelle quantità necessarie per il suo corretto funzionamento.

Chi può prescrivere una dieta?

Dopo l’intervista al dr. Claudio Patacca sulla dieta iperproteica, ora ti spiegherò chi può prescrivere una dieta e ti parlerò del fallimento di una dieta.

Il dietologo, o medico nutrizionista, è l’unico professionista abilitato a prescrivere una dieta [1]. Deve aver conseguito una laurea in medicina e, dopo aver sostenuto e superato l’esame di Stato, deve iscriversi all’albo professionale. Devi dimagrire per motivi di salute? Allora, dovrai rivolgerti a lui, in quanto il medico dietologo è il solo a poter prescrivere una dieta per fini terapeutici.

Quale altro professionista è abilitato a formulare una dieta? Il biologo nutrizionista che, iscritto all’apposito albo professionale [2], può elaborare una terapia alimentare per migliorare il benessere di un paziente oppure per una persona malata solo qualora la patologia sia stata già accertata da un medico chirurgo.

A queste due figure professionali si aggiunge il dietista, il quale non è un medico, in quanto è in possesso di una laurea triennale. Il dietista può operare nelle strutture pubbliche e private; collabora con il medico per l’elaborazione di una dieta su prescrizione medica [3].

Fallimento dieta: il dietologo è responsabile?

Se non sei riuscito a raggiungere il risultato sperato, ovvero liberarti dei tuoi chili in eccesso, non puoi prendertela con il tuo dietologo e chiedere il risarcimento del danno, né tantomeno puoi pretendere la restituzione dei soldi. Perché? Semplice, il dietologo è tenuto ad un’obbligazione di mezzi, non di risultato. Ciò significa che il medico non è tenuto a raggiungere il risultato sperato, ma deve fare in modo che l’obiettivo (il tuo dimagrimento) “tenda a realizzarsi” attraverso la sua professionalità.

Approfondimento

Per maggiori informazioni, leggi il mio articolo: come dimagrire correttamente.


note

[1] Ministero della Salute parere del 15.12.2009.

[2] L. n. 396/1967.

[3] D. M. n. 744/2009 del 15.12.2009.


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