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Affidamento dei figli minorenni

1 Maggio 2020
Affidamento dei figli minorenni

I presupposti e gli effetti dell’affidamento dei minori in caso di separazione o divorzio.

Tu e tua moglie avete deciso di separarvi dopo dieci anni di matrimonio. I rapporti si sono incrinati subito dopo la nascita dei vostri figli. Ogni giorno una discussione su chi doveva andare a prendere i figli da scuola o su chi doveva fare la spesa. Ben presto, quindi, è subentrata la routine e la vostra vita di coppia ne ha risentito. Ora, sei preoccupato perché temi che i tuoi figli possano allontanarsi da te. Decidi di chiedere una consulenza ad un avvocato per capire come funziona l’affidamento dei figli minorenni. Dove abiteranno? Potrai portarli con te in vacanza? In questo articolo faremo il punto della situazione sull’affidamento dei figli minorenni: cos’è e come funziona.

Cos’è l’affidamento?

Innanzitutto, è bene chiarire che si parla di affidamento solo riguardo ai figli minorenni. Una volta raggiunta la maggiore età, infatti, il figlio decide autonomamente con quale genitore vivere.

Fatta questa premessa, va detto che l’affidamento è connesso all’esercizio della responsabilità genitoriale, vale a dire al complesso di decisioni da assumere nei confronti dei figli (mantenimento, istruzione, educazione, ecc.). La finalità è sicuramente quella di garantire il principio di bigenitorialità, cioè il diritto del figlio a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore, anche a seguito di separazione o divorzio.

Quando viene disposto l’affidamento?

L’affidamento dei figli minorenni viene disposto dal giudice con la sentenza di separazione o di divorzio con cui vengono decise le modalità di esercizio della responsabilità genitoriale e il diritto di visita del genitore non collocatario. In ogni caso, il giudice valuta in via prioritaria la possibilità che i figli vengano affidati ad entrambi i genitori (cosiddetto affidamento condiviso) e solo in casi eccezionali decide di affidare i figli ad un solo genitore (cosiddetto affidamento esclusivo).

Affidamento dei figli minorenni

Come già detto, la regola generale è che i figli vengano affidati ad entrambi i genitori con collocamento presso uno solo di essi. Ciò vuol dire, in altre parole, che i figli potranno vedere il genitore non collocatario (solitamente il padre) nei giorni e negli orari stabiliti nel provvedimento del giudice. Ovviamente, il genitore che vive con i figli non deve mai ostacolare il diritto di visita dell’altro.

Facciamo un esempio: il mercoledì è il giorno in cui tuo figlio deve stare con il padre. Tuttavia, per fargli un dispetto, permetti a tuo figlio di andare a giocare a casa di un amico. In questo modo, non fai altro che ostacolare il diritto del tuo ex marito di vedere suo figlio. Sappi che, in questo, caso rischi:

  • di essere denunciato perché non rispetti il provvedimento del giudice;
  • di essere sanzionato, in quanto inadempiente alle regole dell’affidamento;
  • che il giudice modifichi le condizioni della collocazione del figlio o l’affidamento.

Quando l’affidamento è condiviso, entrambi i genitori esercitano la responsabilità genitoriale. Essi, infatti, possono assumere autonomamente (quindi, separatamente) le decisioni che riguardano questioni di ordinaria amministrazione (ad esempio, cosa mangiare ogni giorno, quali libri comprare, ecc.), mentre dovranno concordare tutte le decisioni di maggior interesse per i figli (ad esempio, la scelta della scuola, dello sport da praticare e così via). In caso di disaccordo, toccherà rivolgersi al giudice, il quale deciderà sul merito della questione.

Inoltre, qualora sussista il regime dell’affidamento condiviso, ciascun coniuge dovrà contribuire al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito. È chiaro che se, ad esempio, la mamma non lavora, il padre dovrà versare a favore del figlio un assegno di mantenimento periodico che verrà calcolato tenendo conto:

  • delle attuali esigenze del figlio;
  • del tenore di vita goduto dal figlio durante la convivenza con i genitori;
  • dei tempi di permanenza del figlio presso ciascun genitore;
  • delle risorse economiche di entrambi i genitori;
  • della valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.

In casi eccezionali, invece, il giudice può disporre l’affidamento esclusivo del figlio minore ad un solo genitore. Ciò si verifica quando uno dei due genitori è totalmente inadeguato al suo ruolo. Si pensi, ad esempio, ad un padre violento, instabile, alcolizzato, drogato, ecc. In questi casi, il comportamento del genitore potrebbe mettere in pericolo l’equilibrio e lo sviluppo psicofisico dei figli minori. Pertanto, l’altro genitore può chiedere al giudice l’affidamento esclusivo.

Se la domanda di affidamento esclusivo viene accolta, allora il genitore al quale saranno affidati i figli avrà l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale. L’altro genitore, però, non viene tagliato fuori in quanto – se il giudice non dispone diversamente – potrà comunque:

  • intervenire nelle decisioni più rilevanti che riguardano l’educazione, l’istruzione, la salute dei figli;
  • ricorrere al giudice quando ritenga che l’altro genitore abbia assunto decisioni pregiudizievoli all’interesse dei figli;
  • esercitare il diritto di visita nei tempi e modi regolamentati dal provvedimento giudiziale, a meno che la frequentazione con i figli comprometta il loro benessere psico-fisico.

Qual è la differenza tra affidamento e collocamento?

Spesso, si tende a fare confusione tra affidamento e collocamento. L’affidamento riguarda la modalità con cui i genitori esercitano la responsabilità genitoriale, mentre il collocamento è la residenza del minore, cioè dove i figli andranno ad abitare. Ad esempio, il giudice può decidere che il bambino rimanga a vivere con la mamma e che veda il papà nei giorni del martedì e del giovedì dalle ore 17 alle ore 20 (oltre a due o tre fine settimana).

Affidamento dei figli minorenni: un esempio pratico

Infine, è utile capire, dal punto di vista pratico, come vengono regolate le modalità relative all’affidamento dei figli minorenni.

Supponiamo che moglie e marito abbiano deciso di separarsi e che i due figli minorenni vengano affidati ad entrambi i genitori con collocazione presso la mamma. In un eventuale accordo di separazione, quindi, appare ragionevole concordare che:

  • i figli possano trascorrere due giorni a settimana con il papà dalle 16 alle 20;
  • ogni genitore avrà diritto ad avere presso di sé i figli almeno due week-end al mese (dal venerdì pomeriggio alla domenica sera) in modo alternato;
  • le settimane durante le vacanze di Natale e Pasqua spetteranno ad entrambi i genitori in modo alternato. Ad esempio, i figli possono trascorrere il 24 dicembre con un genitore ed il giorno di Natale con l’altro, ecc.;
  • possano essere previsti incontri inframmezzati con l’uno e l’altro genitore (se vi è la disponibilità da parte di entrambi);
  • durante le vacanze estive ogni genitore potrà avere con sé i minori per 2 settimane consecutive (o per altro periodo di tempo concordato).

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