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Evasione: gli accessi in azienda dell’agenzia delle Entrate

7 Giugno 2014
Evasione: gli accessi in azienda dell’agenzia delle Entrate

Studi di settore: i controlli per verificare i dati aziendali e le rilevazioni di Gerico.

 

Controlli precisi e circostanziati sugli studi di settore per riscontrare elementi probatori idonei a fondare eventuali rettifiche senza basarsi solo su Gerico. È questa la linea intrapresa dall’Agenzia delle Entrate per le verifiche che sono state avviate sui dati del periodo d’imposta 2011. Gli uffici territoriali delle Entrate sono impegnati da qualche giorno in accessi brevi, volti anche al riscontro della veridicità degli studi di settore presentati dai contribuenti.

I funzionari accedono nella sede dell’impresa e riscontrano una serie di elementi sulla struttura aziendale.

Innanzitutto identificano, oltre al contribuente o legale rappresentante, il personale dipendente presente al momento dell’accesso.

Riscontrano, poi, quali sono i locali destinati all’esercizio dell’attività e la presenza di beni strumentali particolarmente rilevanti o significativi.

Se l’esercizio ha un misuratore fiscale verificano che sia regolarmente tenuto e siano stati assolti gli obblighi relativi.

Infine, invitano il contribuente a esibire documenti fiscali, contabili ed extracontabili, tra cui bilancio, registri Iva e beni strumentali e libro unico del lavoro, da produrre anche in occasione di un secondo incontro.

Questi controlli non sono rivolti solo ai contribuenti che sono risultati non congrui e/o non coerenti, ma a una vasta platea di imprese a prescindere dal risultato dichiarato.

Il primo riscontro riguarda la veridicità dei dati indicati nel modello presentato per avere prova che l’eventuale congruità non sia dipesa da irregolarità.

Ma c’è un altro elemento da considerare. L’accertamento da studi di settore ha subito, negli ultimi tempi, una significativa evoluzione. Se inizialmente venivano emessi atti quasi in via automatica, con i quali era rettificato il reddito del contribuente solo sul presupposto del valore risultante dall’applicazione di Gerico, dopo il 2009 l’ufficio ha iniziato a convocare i contribuenti per il contraddittorio preventivo, necessario per adeguare i risultati statistici alla realtà aziendale. L’orientamento ormai costante della Cassazione afferma che la presunzione da studi di settore è semplice e pertanto necessita di ulteriori elementi a supporto della pretesa.

I controlli avviati ora dall’Agenzia sono finalizzati a evitare rettifiche inutili basate soltanto sui dati emergenti a tavolino.

L’operazione fa sperare che vengano compiute sulla situazione dell’impresa, non solo azioni finalizzate a riscontrare la veridicità dei dati dichiarati o a emettere un atto privo di fondamento, ma che siano considerati ulteriori elementi per eventuali non congruità.

È auspicabile, infatti, che siano abbandonati gli accertamenti quasi automatici discendenti solo dal risultato di Gerico e che sia compiuto un effettivo riscontro su possibili evasioni di imposta.

In questi ultimi tempi i controlli dell’amministrazione hanno certamente indotto i contribuenti, in via generalizzata, a dichiarare di più. Si pensi al redditometro, alle indagini bancarie, alle verifiche presso i contribuenti, al controllo dell’emissione di scontrini e ricevute.

Se anche gli studi di settore saranno controllati con questa minuziosità, al contribuente non resta che rispondere con lealtà e correttezza, anche per evitare pesanti sanzioni o accertamenti.

D’altra parte è auspicabile che i buoni propositi che sembrano caratterizzare queste verifiche producano frutto anche nell’eventuale atto emesso: senza puntare a raggiungere solo risultati in termini astratti.


note

Autore immagine: 123rf com


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