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Si può donare un’eredità?

23 Febbraio 2020
Si può donare un’eredità?

Donazione di eredità prima e dopo l’accettazione: come si procede?

La donazione, si sa, può avere ad oggetto denaro, beni mobili (ad esempio, un televisore, un’auto, una collezione di libri) o immobili (una casa, un terreno). Potrebbe anche riguardare un diritto reale minore come l’usufrutto o la nuda proprietà; un diritto di credito nei confronti di un’altra persona e, addirittura, beni futuri (ad esempio, tutti i canoni di locazione che produrrà l’affitto di un appartamento). Ma si può donare un’eredità? Cosa prevede la legge a riguardo? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Donazione di eredità non ancora accettata

La legge ammette la possibilità di donare una eredità anche prima dell’accettazione dell’eredità stessa. Ciò, però, comporta una accettazione tacita dell’eredità ad opera del donante. Quindi, in buona sostanza, si verificano due passaggi in un unico contesto: l’eredità prima diventa del donante e poi da questi passa al donatario. 

Con tale atto il donante trasferisce al donatario tutti i beni e i diritti compresi nell’asse ereditario: non solo l’attivo (denaro, immobili, ecc.) ma anche il passivo (eventuali debiti con privati, con il fisco, ecc.). 

In pratica, la donazione ha ad oggetto solo i diritti sull’eredità e, quindi, la singola quota spettante all’erede prima ancora della materiale divisione dei beni. 

Luca è erede, insieme ai suoi fratelli, del patrimonio del padre. A lui va il 33% dell’eredità. Nell’eredità è compresa una casa. Luca, però, vorrebbe donare la sua quota alla moglie. Quest’ultima, quindi, non riceverà in donazione alcun bene specifico ma solo il 33% di tutti i beni, compreso l’immobile. 

Donazione di eredità già accettata

Se è vero che è valida la donazione di una eredità non ancora accettata, lo è, a maggior ragione, quella avvenuta dopo l’accettazione. Anche in questo caso, il patrimonio del defunto passa prima nella disponibilità del donante e poi si trasferisce sul donatario. 

Nel caso di donazione di beni mobili, il notaio nell’atto pubblico o in una nota a parte sottoscritta dal donante, dal donatario e dal notaio stesso e dai testimoni, deve individuare e specificare i beni donati indicandone il relativo valore. Se non lo fa, l’atto non è valido; se, invece, indica il valore solo per alcuni beni, l’atto è valido limitatamente a questi.

Se oggetto della donazione è un’auto, una moto o altro bene mobile registrato per trascrivere il trasferimento al Pra è necessario l’atto notarile.

Si può donare una eredità futura?

Immaginiamo che una persona doni a un’altra l’eredità di una persona che ancora non è morta. Seppure la legge ammette la possibilità di donazione di cose future, è vietato donare un’eredità non ancora aperta.

Si possono donare i diritti solo su singoli beni dell’eredità?

Quanto visto nei paragrafi precedenti si riferisce alla donazione dei diritti che spettano al donante su tutti i beni ereditari. È la cosiddetta donazione della quotona. 

Ma il donante può anche donare i diritti che gli spettano solo su alcuni beni ereditari facenti parte di una più ampia massa ereditaria. È la cosiddetta donazione della quotina.

Marco è coerede per 1/3 del patrimonio del nonno composto da 10 appartamenti. Marco decide di donare la quota di 1/3 solo di 2 immobili al figlio Domenico. 

Come suggerito dal Consiglio Nazionale del notariato [1], in ipotesi del genere configurandosi una donazione di cosa altrui, è possibile stipulare una delle seguenti donazioni:

  • di quote su un singolo bene incluso in una più ampia massa comune effettuata in favore di uno dei comproprietari da parte di tutti gli altri, per rendere il primo proprietario esclusivo del bene;
  • dell’intera quota ereditaria su tutti i beni da parte di un coerede nei confronti di uno o di tutti gli altri coeredi;
  • della quota di un singolo bene facente parte di una più ampia massa comune effettuata da un singolo comproprietario con l’intervento di tutti gli altri, i quali, pur mantenendo la titolarità delle quote sul bene, acconsentono a che sul medesimo si formi una nuova e distinta comunione con il donatario, da assoggettarsi a divisione separata rispetto a quella dell’originaria massa comune. 

note

[1] Studio Cons. Nazionale Notariato n. 200/2016


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