Coronavirus: è caccia al «paziente zero»

23 Febbraio 2020
Coronavirus: è caccia al «paziente zero»

Per evitare l’ulteriore diffusione del Covid 19 prosegue la ricerca del paziente zero dal quale si è propagato il contagio, ma finora non è stato individuato.

Il «paziente zero», quello dal quale sarebbero partiti i contagi di coronavirus in Italia, non è stato ancora individuato in nessuno dei due attuali focolai, in Lombardia e in Veneto: lo ha annunciato il commissario straordinario all’emergenza, Angelo Borrelli nella conferenza stampa alla Protezione civile seguita dalla nostra agenzia Adnkronos. “Le strutture sanitarie non sono riuscite a individuare il paziente zero. È difficile quindi fare previsioni sulla diffusione. L’unica misura concreta da adottare è stata quella di chiudere i territori”, ha detto Borrelli.

Quello che appare certo è che i casi positivi sono tutti in qualche modo collegati tra loro: ad esempio, i due nuovi pazienti emersi stamattina a Torino sono una coppia che ha avuto contatti con una famiglia di Codogno, dunque nella zona dove l’infezione è già conclamata.

Gli iniziali sospetti nei confronti del manager rientrato dalla Cina e amico della coppia di Codogno, che sono stati i primi contagiati in Italia, sono stati smentiti dai test clinici effettuati: non ha mai avuto il coronavirus, come ha annunciato il viceministro della Salute, Pier Paolo Sileri, e dunque non è attribuibile a lui la diffusione del coronavirus in Italia.

A complicare la ricerca c’è il fatto che i due focolai, quello lombardo e quello veneto, sono considerati “quasi indipendenti e frutto di due possibili sorgenti”, come ha spiegato all’AdnKronos Salute il direttore di Malattie infettive del Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma, Roberto Cauda.

In Veneto, si era pensato a un gruppo di otto cinesi, ma si sono rivelati una falsa pista: “sono tutti negativi” ai test, ha dichiarato il presidente della Regione, Luca Zaia, che ha aggiunto, preoccupato: “se non troviamo il paziente zero vuol dire che il virus è più ubiquitario di quello che si potesse pensare”.

Mentre proseguono le ricerche cliniche, l’unico rimedio praticabile è quello di isolare le aree dove il focolaio è conclamato: oltre a quella del Lodigiano con 10 Comuni, dove le misure sono in vigore già da due giorni, ora si è deciso di perimetrare anche il territorio di Vo’ Euganeo in Veneto. Ma per rendere completamente efficaci queste misure occorrerà anche continuare a cercare tutti i contatti dei soggetti contagiati per risalire a chi ha propagato l’iniziale infezione; il contagio infatti può avvenire anche in modo asintomatico e il periodo di incubazione del virus Covid 19 si sta rivelando più lungo di quanto appariva in un primo momento; ora si ipotizza che possa arrivare fino a 27 giorni.



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