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Cosa serve per aprire un bar

28 Marzo 2020 | Autore:
Cosa serve per aprire un bar

Requisiti, procedura e costi per aprire un bar di successo.

Il bar è la tipologia di attività commerciale ideale per chi ama lavorare a stretto contatto con le persone. Un ambiente stimolante e divertente permette di coniugare al meglio le idee di chi decide di investire in questa attività con le necessità dei consumatori. In Italia, aprire un bar rappresenta un’opportunità concreta di guadagno visto che il mercato di riferimento non è per nulla saturo. In questo articolo, ti indicherò cosa serve per aprire un bar, quali leggi bisogna rispettare, quali requisiti è obbligatorio avere, qual è la procedura da seguire e quanti sono orientativamente i costi da sostenere.

Bar: cosa prevede la legge

Aprire un bar è più complicato di quanto tu possa immaginare. L’apertura di un bar è disciplinata dalla legge sulla somministrazione di alimenti e bevande [1]. Al fine di poter aprire l’esercizio commerciale si deve rispettare quanto stabilito in materia dalla normativa regionale e dalla normativa locale del Comune in cui ha sede l’attività.

Da qualche anno, sono state abolite le licenze che regolavano la concorrenza. Ad eccezione dei regolamenti comunali che disciplinano l’apertura di esercizi commerciali nei centri storici, adesso non è più nella facoltà dei Comuni decidere il numero di bar che possono essere aperti sul territorio [2].

Infine, per poter ottenere il via libera, è necessario che il tuo locale sia in regola con quanto stabilito dalla normativa igienico-sanitaria per i pubblici esercizi [3].

Ma vediamo cosa serve per aprire un bar dal punto di vista pratico.

Quali sono i requisiti per aprire un bar?

Per aprire un bar è necessario che tu sia in possesso di due requisiti personali: aver compiuto i 18 anni e aver frequentato la scuola dell’obbligo. Inoltre, la legge richiede il possesso di un solo requisito tra quelli che ti elencherò qui di seguito:

  • essere diplomato presso un istituto alberghiero;
  • aver frequentato un corso di somministrazione di alimenti e bevande;
  • aver lavorato, per almeno due anni nell’ultimo quinquennio, presso un’impresa del settore alimentare come dipendente qualificato alla vendita, alla preparazione o all’amministrazione di prodotti alimentari;
  • aver esercitato in proprio, per almeno due anni nell’ultimo quinquennio, l’attività di vendita all’ingrosso o al dettaglio di prodotti alimentari.

Infine, è obbligatorio il possesso dell’attestato di analisi dei pericoli e dei punti critici di controllo (HACCP), in quanto come proprietario del bar hai sicuramente a che fare con il cibo e devi conoscere quali alimenti, quali preparazioni o quali procedure possono costituire un rischio di intossicazione alimentare.

Requisiti del locale

Il locale da te scelto deve avere una serie di requisiti previsti dalla legislazione locale; in particolare, deve:

  • avere una destinazione d’uso commerciale;
  • rispettare i vincoli paesaggistici e storici previsti dal comune;
  • rispettare i regolamenti in materia di sicurezza sul lavoro;
  • rispettare i regolamenti in materia di igiene;
  • essere correttamente isolati a livello acustico.

Cosa fare per aprire un bar

Quando apri un bar nasce un’impresa. La prima cosa che devi fare è aprire una partita Iva, elemento indispensabile per tutti gli aspetti fiscali. Poi, devi metterti in regola con il Comune. Pertanto, devi trasmettere allo sportello unico per le attività produttive, prima dell’inizio dell’attività, la segnalazione certificata di inizio attività (Scia) con i seguenti allegati: planimetria del locale e visura catastale, notifica sanitaria alla Asl competente per territorio, dati del titolare, dati dell’impresa, certificato di agibilità del locale.

Anche l’iscrizione alla camera di commercio è un adempimento burocratico che devi fare per aprire un bar. Pertanto, devi effettuare l’iscrizione al registro delle imprese che provvede poi a comunicare all’Inps e all’Inail l’apertura della nuova posizione fiscale.

Ma non è tutto, per completare l’iter burocratico è necessario effettuare ulteriori adempimenti che ti vado ad indicare di seguito. Per la diffusione di musica e immagini all’interno del tuo bar devi pagare i diritti alla Siae. Per poter aprire l’attività commerciale devi obbligatoriamente ottenere la certificazione antincendio a seguito di un controllo del locale da parte dei Vigili del Fuoco.

Per la vendita di alcolici o superalcolici hai bisogno di una specifica licenza che devi richiedere all’Agenzia delle Entrate. Infine, per esporre l’insegna sulla pubblica via devi richiedere l’autorizzazione comunale.

Quanto costa aprire un bar

L’investimento iniziale da sostenere per aprire un bar dipende dalle dimensioni del locale e dalla posizione in cui si trova. Se non hai un locale di proprietà, la voce che va a pesare di più economicamente è l’affitto, seguito dalle utenze e dal personale. A ciò devi aggiungere le spese relative all’arredamento e ai macchinari. Pertanto, volendo azzardare una quantificazione, la cifra minima per aprire un bar si aggira intorno ai 50mila euro.

Il franchising

Se non hai a disposizione la somma necessaria per effettuare l’investimento iniziale, puoi optare per il franchising. In questo modo, entri nel settore  attraverso l’affiliazione ad un marchio già affermato che ti aiuta nell’apertura del locale e ti fornisce le materie prime. Alcuni brand possono creare il bar secondo il loro modello e consegnartelo pronto già pronto per l’uso.

L’investimento economico iniziale si aggira intorno ai 15mila euro. Tieni presente che parte dei tuoi guadagni con questa formula vanno all’azienda che ti ha concesso di utilizzare il marchio. Inoltre, sia ben chiaro che il titolare del bar sei tu e che il successo del tuo progetto dipende da te e dalle tue strategie.

Consigli utili

Per avere successo con il tuo bar segui alcuni dei miei suggerimenti.

Come in qualsiasi attività, hai bisogno di esperienza. Devi avere le conoscenze specifiche del settore di riferimento, devi sapere cosa fare quando si presentano delle criticità, devi capire la tipologia di clientela che frequenta il tuo bar.

Sulla base della clientela che vuoi attirare, scegli l’arredamento del tuo bar. Se vuoi una clientela giovane crea un ambiente colorato e dinamico. Se, invece, preferisci i lavoratori opta per un ambiente elegante con colori freddi.

La posizione che scegli per il tuo bar è di fondamentale importanza per ottenere successo. Aprire un bar in periferia non è la stessa cosa di aprirlo in centro città. Nel primo caso, hai bisogno di più spazio per far sedere i clienti all’interno e all’esterno del bar. Nel secondo caso, la tipologia di offerta cambia completamente e il tuo bar deve avere le caratteristiche della velocità e dell’efficienza.

Valuta con attenzione cosa offre la concorrenza. Cerca di introdurre novità e diversificare l’offerta rispetto alle attività presenti a pochi passi da te. Potrebbe essere la chiave per ottenere successo.

Infine, punta sulla qualità dei prodotti. Trattandosi di un’attività di somministrazione di cibo e bevande, più alta è la qualità dei prodotti che scegli e maggiore è la possibilità di fidelizzare un cliente. Ricorda che la qualità costa, ma è un investimento che alla lunga ripaga sempre.


note

[1] Legge n. 287 del 25.08.1991

[2] Circolare Min. Svil. Econ. n. 3635/C del 06.05.2010

[3] D.P.R. n. 327 del 26.03.1980


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