Quali diritti hanno i nonni sui nipoti

21 Marzo 2020 | Autore:
Quali diritti hanno i nonni sui nipoti

Come viene tutelato il rapporto dalla legge nel caso in cui ci sia ostruzionismo da parte dei genitori?

Il rapporto tra nonni e nipoti è sempre speciale. Sono dei secondi genitori, sempre presenti, soprattutto quando mamma e papà sono alle prese con i ritmi lavorativi: ti crescono, ti danno un punto di riferimento, ti proteggono. Può capitare, purtroppo, che queste relazioni possano essere messe a repentaglio da incomprensioni con i genitori o da altre cause straordinarie, non controllabili, tali da compromettere i diritti dei nonni di vedere i propri nipoti.

In questo articolo scopriremo, quali diritti hanno i nonni sui nipoti. In particolare, analizzeremo alcune pronunce giurisprudenziali che hanno risolto delle controversie familiari, riconoscendo il ruolo fondamentale dei nonni nell’educazione e sviluppo dei minori.

Grado di parentela

Con la parentela si stabilisce il rapporto di consanguineità che intercorre tra due persone che discendono da uno stesso stipite. La parentela può essere:

  • in linea retta, se le persone discendono l’una dall’altra (padre e figlio);
  • in linea collaterale se, pur avendo uno stipite in comune, non discendono l’una dall’altra (cugini).

Per calcolare i gradi, occorre partire da una delle persone fino a risalire allo stipite in comune, senza contarlo, mentre per i rapporti collaterali occorrerà proseguire, discendendo fino all’altro parente.

Facciamo due esempi:

  • in linea retta, padre e figlio sono parenti di primo grado, essendo presente solo uno scatto;
  • in linea collaterale, due fratelli sono parenti di secondo grado, poiché gli scatti saranno due, essendo fratello (1), padre (che non si conta) e l’altro fratello (2).

In questo scenario, il rapporto tra nonno e nipote si pone come rapporto in linea retta di secondo grado: nipote (1), genitore (2), nonno (che non si conta).

Tutela rapporto

La tutela del rapporto tra nonno e nipote è prevista dal codice civile [1]: gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. Da ciò deriva che il nonno al quale è impedito l’esercizio di tale diritto può ricorrere al giudice del luogo di residenza abituale del minore affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse del minore.

Questa previsione è poi confermata anche dalla Carta dei diritti dell’uomo, fornita dalla Corte europea [2] secondo la quale ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza.

Il significativo rapporto affettivo instauratosi tra nonni e nipoti può essere, quindi, tutelato come vita familiare. La mancanza di tutela integra una violazione espressa della legge. Questo diritto non compete solo al nonno biologico, ma anche ad ogni altra persona che affianchi quest’ultimo, sia essa il coniuge o il convivente, e che abbia instaurato con il minore una stabile relazione affettiva, dalla quale lo stesso possa trarre beneficio sul piano dell’educazione e dello sviluppo.

Inoltre, la tutela prescinde da comportamenti pregiudizievoli dei genitori nei confronti dei figli, non essendo soggetta ad alcun vincolo di subordinazione. Se, ad esempio, c’è stato un provvedimento di allontanamento di uno dei genitori dal figlio, per la pericolosità dell’individuo stesso, questo non ostacolerà ai nonni paterni di poter frequentare il minore stesso, sempre previa valutazione degli interessi del nipote.

Tutela condizionata

Tuttavia, il diritto dei nonni a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni è condizionato all’esclusivo interesse del minore. Sarà la valutazione del giudice a stabilire se il rapporto stabile possa o meno sostanziarsi in una fruttuosa cooperazione con i genitori per l’adempimento dei loro obblighi educativi, in modo tale da contribuire alla realizzazione di un progetto educativo e formativo volto ad assicurare un sano ed equilibrato sviluppo della personalità del minore [3].

Il motivo è semplice: in un bilanciamento di interessi del nonno, interessato a mantenere un rapporto stabile e del nipote, dal quale si cerca di garantire un sano ed equilibrato sviluppo della personalità, prevale sempre quest’ultimo.

Ad esempio, in un caso trattato dalla giurisprudenza [3], è stato impedito il rapporto del nonno con i nipoti, in ragione del comportamento negativo e inquietante tenuto dall’uomo, solito appostarsi nei luoghi frequentati dai tre nipoti e seguirli poi con l’autovettura.

E così, qualora non sia funzionale alla crescita serena ed equilibrata del minore, la frequentazione con il nipote non potrà essere riconosciuta, poiché rischiosa per il turbamento e disequilibrio del nipote.

Legame patrimoniale

La tutela di questo rapporto non si limita solo agli aspetti sociali e affettivi, ma si espande anche alle questioni patrimoniali. Secondo la Cassazione [4], è da riconoscersi un pregiudizio non patrimoniale subito dal nipote in conseguenza della morte del nonno.

Il risarcimento del danno da perdita parentale spetterà anche in difetto di un rapporto di convivenza; si dovrà considerare il rapporto affettivo in concreto, la solidarietà familiare e, dunque, la figura di riferimento che il nonno era per il nipote.

La convivenza, anche se non indispensabile, può costituire uno tra gli elementi probatori utili a dimostrare l’ampiezza e la profondità del vincolo affettivo, anche per la determinazione del risarcimento del danno spettante al nipote.

Azioni a tutela del rapporto

Per tutelare il rapporto in questione, i nonni possono agire in giudizio, ottenendo un provvedimento del giudice minorile che consenta la salvaguardia della relazione. Questi provvedimenti, per l’importanza che ricoprono, non sono poi né revocabili, né modificabili, salva la sopravvenienza di fatti nuovi.

Inoltre, la presenza dei nonni per i nipoti è pure fondamentale per i casi di crisi coniugale, dove gli unici a soffrire sono sempre e solo i minori. È, di fatto, possibile il collocamento abitativo presso i nonni del figlio minore coinvolto nella crisi del rapporto genitoriale e familiare. Questo accade in ragione della necessità di reperire il luogo più adatto allo sviluppo psicofisico del minore, ove il tribunale per i minorenni abbia escluso entrambi i genitori naturali dall’esercizio della potestà sul figlio minore. In questi episodi, i nonni affidatari potrebbero ricevere la liquidazione di un contributo di mantenimento del nipote a carico dei genitori.


note

[1] Art. 317 bis c.c.

[2] Art.8 CEDU

[3] Cass. civ., sez. VI, n.15238/2018 del 12.06.2018

[4] Cass. civ., sez. III, n.29332/2017 del 07.12.2017


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