Diritto e Fisco | Articoli

Si può rifiutare la sorveglianza sanitaria?

24 Marzo 2020 | Autore:
Si può rifiutare la sorveglianza sanitaria?

Il diritto alla salute deve essere sempre tutelato, anche in ambito lavorativo. Il datore di lavoro ha specifici obblighi in tal senso. Quali garanzie ti riconosce la legge?

Il nostro ordinamento giuridico predispone una serie di disposizioni a tutela della salute di tutti gli individui presenti sul territorio nazionale. Un’attenzione particolare viene rivolta ai lavoratori e, tra questi, soprattutto a coloro che sono esposti a maggiori pericoli. In capo al datore di lavoro, infatti, sono previste una serie di prescrizioni alle quali deve rigorosamente attenersi per non incorrere in sanzioni.

Le regole di condotta cui il datore di lavoro è vincolato sono contenute nel Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro e possono essere riassunte nell’obbligo di sottoporre il dipendente a visite mediche periodiche. Si parla, in altri termini, di sorveglianza sanitaria. L’argomento ti interessa sia che tu sia un lavoratore sia che tu sia un datore di lavoro e, in entrambi i casi, puoi avere necessità di capire se si può rifiutare la sorveglianza sanitaria e quali sono le eventuali conseguenze.

Te lo spieghiamo in questo breve articolo, nella speranza di riuscire ad indicarti la corretta strada da seguire.

Cosa si intende per sorveglianza sanitaria

Il datore di lavoro, sia pubblico che privato, ha l’obbligo di sottoporre i propri dipendenti a visite mediche periodiche. Per assolvere a tale adempimento deve procedere all’individuazione e nomina di un medico competente che si occupi di attuare la cosiddetta sorveglianza sanitaria. Quando ci riferiamo a tale tipo di controllo vogliamo indicare, nello specifico, un complesso di diritti inderogabili del lavoratore conquistati grazie alle numerose battaglie delle associazione di categoria.

Se, dunque, hai un contratto di dipendenza sappi che la legge ti riconosce i seguenti privilegi:

  • diritto ad essere sottoposto a visita medica prima di prendere servizio nel posto di lavoro al quale sei destinato per verificare la compatibilità delle tue condizioni di salute con le mansioni che ti sono assegnate (si parla, in tal caso, di visita pre-assuntiva in quanto l’esito positivo degli accertamenti è condizione necessaria per il perfezionamento del contratto di lavoro);
  • diritto ad essere sottoposto periodicamente e con cadenza regolare a visite mediche che accertino il tuo stato di salute generale;
  • diritto a richiedere di essere sottoposto a visita medica se ritieni che le tue condizioni di salute possano peggiorare a causa dell’attività lavorativa svolta;
  • diritto ad essere sottoposto a visita medica in caso di cambio di mansioni o di cessazione del rapporto di lavoro.

Ricorda, però, che gli esami cui puoi e devi sottoporti non possono mai essere diretti ad accertare la presenza di una gravidanza in corso o avere finalità incompatibili con gli scopi della legge. Sono, al contrario, consentite le indagini necessarie a verificare l’utilizzo, da parte del lavoratore, di alcol o droghe.

Le visite mediche richieste al lavoratore comprendono, quindi, tutti gli esami clinici e diagnostici ritenuti necessari in considerazione della natura dell’attività che deve essere svolta. È, dunque, possibile che gli accertamenti prescritti siano diversi da lavoratore a lavoratore.

Chi è il medico competente?

La sorveglianza sanitaria deve essere attuata dal datore di lavoro per il tramite di un medico competente che sia in possesso di specifici requisiti richiesti dalla legge.

In particolare, perché un medico possa essere nominato responsabile del settore sanitario di un contesto lavorativo è necessario che abbia una specializzazione in medicina del lavoro o medicina preventiva dei lavoratori: deve, cioè, possedere delle conoscenze dettagliate della materia per tutelare sia il datore di lavoro sia il lavoratore da possibili conseguenze negative. Inoltre, il medico competente deve essere disponibile a relazionarsi, almeno trimestralmente, con il servizio sanitario nazionale per trasmettere tutte le informazioni acquisite durante lo svolgimento della sua attività.

Per quanto riguarda, infine, la tipologia di incarico che riceve, il  sistema giuridico riconosce alle parti una grande autonomia nella scelta del contratto da applicare. Il medico competente, infatti, può svolgere le sue  mansioni sia come dipendente del datore di lavoro sia come libero professionista sia come dipendente di una struttura sanitaria pubblica o privata convenzionata con l’impresa.

E se rifiuti le visite mediche?

La nostra Costituzione, in materia di diritto alla salute, stabilisce che nessuno può essere sottoposto ad accertamenti sanitari contro la sua volontà. Ti puoi chiedere, a questo punto, se tale principio si applica anche nel rapporto di lavoro e se ti consente ti rifiutare la sorveglianza sanitaria imposta dal datore.

Per rispondere a tale quesito dobbiamo mettere sul piatto di una bilancia gli interessi in gioco: da un lato il tuo diritto a non sottoporti a esami medici se non lo vuoi e, dall’altro, il diritto del datore di lavoro a verificare che i propri lavoratori godano di buona salute. Il confronto tra questi due privilegi è stato operato direttamente dal nostro sistema giuridico che ha adottato una decisione drastica: il lavoratore non può rifiutare la sorveglianza sanitaria senza incorrere in sanzioni.

Se, quindi, hai intenzione di opporti agli accertamenti richiesti dal medico competente su delega del datore di lavoro ti consigliamo di non farlo. Vai sicuramente incontro a procedure disciplinari che possono condurre, in ultimo, al tuo licenziamento per giusta causa. Nell’ipotesi di visita pre-assuntiva rischi addirittura di non essere assunto e, dunque, di non ottenere il posto di lavoro tanto desiderato.

Peraltro, prova a guardare la sorveglianza sanitaria da una prospettiva diversa: essa ti consente di accedere a una serie di esami clinici e diagnostici che altrimenti non faresti e di indagare il tuo stato di salute a costo zero. Tutte le spese delle visite mediche sono, infatti, poste a carico del datore di lavoro.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube