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Legge sul tuning: cosa prevede?

24 Marzo 2020 | Autore:
Legge sul tuning: cosa prevede?

Modificare la propria auto è legale? Quando il tuning è illecito? Cos’è l’omologazione e quando si deve fare? Tuning: quali modifiche sono legali?

La creatività di una persona può manifestarsi in tanti modi: scrivendo un romanzo, suonando uno strumento, componendo una poesia, modificando la carrozzeria o la parte meccanica della propria auto. Eh sì, hai compreso bene: c’è chi, per dare sfogo al proprio estro, cambia i connotati alla propria autovettura tramutandola in qualcosa di diverso. Cosa prevede la legge sul tuning?

Per tuning deve intendersi l’attività di modifica svolta su un veicolo, cioè su un mezzo di trasporto. Generalmente, il tuning è rivolto soprattutto alle auto, le quali vengono ritoccate ad arte per trasmutarle in qualcosa di diverso.

Il tuning può essere meramente estetico, e cioè limitarsi alla carrozzeria e al telaio, oppure meccanico, cioè riguardare la parte dell’auto che riguardo il suo funzionamento (il motore, la marmitta, ecc.). Cosa dice la legge a proposito del tuning? Ci sono limiti oltre i quali non ci si può spingere? Il tuning è legale? Prosegui nella lettura se cerchi risposte a queste domande.

Tuning: cosa dice la legge?

Non esiste una legge che preveda il tuning; in altre parole, in Italia non esiste un provvedimento che si occupa di definire il tuning e di disciplinarlo. Ciò non significa, però, che non ci siano regole da rispettare.

Il principio guida che deve tener presente ogni appassionato di tuning è il seguente: tutti i veicoli a motore, per essere ammessi alla circolazione, devono essere soggetti all’accertamento dei dati di identificazione e della loro corrispondenza alle prescrizioni tecniche ed alle caratteristiche costruttive e funzionali previste dalla legge [1].

Tutto ciò significa che, se vuoi fare del tuning sulla tua auto, dovrai sottoporre il veicolo modificato agli opportuni controlli, dato che le variazioni comporteranno una differenza tra ciò che è prescritto sul libretto di circolazione e quelle che sono le reali condizioni del mezzo.

Tuning: quando è legale?

Per la legge, il tuning è legale solo in due casi:

  • se le modifiche sono compatibili con le caratteristiche tecniche del mezzo, così come indicate nella carta di circolazione;
  • se le modifiche, pur non essendo compatibili con le prescrizioni tecniche e le caratteristiche della carta di circolazione, sono approvate e omologate dal dipartimento per i trasporti terresti.

Devi sapere che ogni vettura a motore, prima di essere messa in commercio, viene verificata dal Dipartimento per i Trasporti Terrestri e del trasporto intermodale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; solamente se ottiene l’omologazione, il mezzo può essere venduto per essere messo su strada.

I veicoli, i loro componenti o entità tecniche, prodotti in serie, sono soggetti all’omologazione del tipo; questa ha luogo a seguito dell’accertamento di cui si è detto, effettuato su un prototipo, secondo le modalità stabilite con decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Quando acquisti l’auto dalla concessionaria, è chiaro che si tratta di veicolo già omologato, cioè conforme a legge; se, però, modifichi le caratteristiche della vettura facendo del tuning, allora potrebbe aversi una macchina non più conforme alla prescrizioni di legge.

Ecco perché, nel caso del tuning, le modifiche apportate al veicolo devono essere oggetto di omologazione nell’ipotesi in cui le caratteristiche del mezzo siano difformi a quelle originariamente previste.

Per evitare situazioni di illegalità, dunque, un veicolo sottoposto a tuning deve essere omologato, ma solo quando le variazioni siano sostanziali. Spieghiamo meglio questo aspetto.

Tuning: quando c’è bisogno di omologazione?

Quando il tuning modifica in modo sostanziale il veicolo (ad esempio, variandone l’assetto, aggiungendo volume o pezzi che originariamente non erano previsti, oppure quando viene modificata la parte meccanica), allora la vettura modificata deve essere sottoposta a nuova omologazione.

L’accertamento ha luogo mediante visita e prova da parte dei competenti uffici delle direzioni generali territoriali del Dipartimento per i Trasporti Terrestri e del Trasporto Intermodale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In buona sostanza, quando siano apportate una o più modifiche alle caratteristiche costruttive o funzionali, ovvero ai dispositivi d’equipaggiamento, oppure sia stato sostituito o modificato il telaio, i veicoli a motore ed i loro rimorchi devono essere sottoposti a visita e prova presso i competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri.

Entro sessanta giorni dall’approvazione delle modifiche, gli uffici competenti del Dipartimento per i Trasporti Terrestri ne danno comunicazione ai competenti uffici del Pra solo ai fini dei conseguenti adeguamenti fiscali.

Tuning: quando è illegale?

La legge sul tuning prevede che sia sanzionabile chiunque circola con un veicolo al quale siano state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione.

Chi lo fa rischia le seguenti sanzioni:

  • una multa da 422 a 1697 euro;
  • ritiro della carta di circolazione del veicolo [2].

Tuning: quando non c’è bisogno di omologazione?

La legge sul tuning prevede che le modifiche del veicolo necessitino dell’omologazione da parte dell’autorità competente, quando il mezzo di trasporto non corrisponda più alle caratteristiche originariamente approvate dal Dipartimento per i Trasporti Terrestri (e rinvenibili sulla carta di circolazione).

L’omologazione a seguito di tuning sarà evitabile solamente nel caso in cui venga montato un pezzo già omologato per l’auto in questione, oppure quando il tuning sia talmente lieve da risultare sostanzialmente irrilevante: è il caso della modifica del colore della luce interna che illumina l’abitacolo della vettura oppure dell’impianto stereo.

Tuning: cosa si può fare e cosa no?

Vediamo cosa prevede la legge sul tuning a proposito delle modifiche più comuni che vengono apportate alle autovetture.

Secondo la legge sul tuning, i paraurti non si possono modificare, a meno che gli stessi non siano già previsti come opzionali in fase di omologazione; se scegli di cambiare i paraurti con quelli opzionali, a tua richiesta (ma solo con una visita e una prova precedente) può essere annotato il cambiamento sulla carta di circolazione.

Il codice della strada proibisce di installare luci che abbiano colori diversi da quelli stabiliti per legge: ad esempio, le luci di posizione anteriori devono essere bianche o gialle; quelle posteriori rosse mentre quelle laterali arancioni.

Tutto ciò significa che il tuning sulle luci è ammesso solo presso un’autofficina autorizzata con conseguente omologazione da parte della Motorizzazione Civile.

Per quanto riguarda i vetri, in Italia non è consentito circolare con cristalli che oscurino del tutto l’interno dell’abitacolo. Inoltre, i vetri che interessano la visuale del conducente per 180 gradi (parabrezza, finestrini laterali anteriori) non possono essere né oscurati, né coperti. I vetri oscurati sono pertanto ammessi, purché consentano di vedere all’interno dell’auto.

È possibile utilizzare delle pellicole sui vetri laterali posteriori e sul lunotto posteriore (a patto che siano presenti i retrovisori su entrambi i lati della vettura), sempre che sia presente il marchio identificativo del costruttore e che siano omologate per il vetro sulle quali sono applicate.

Anche le modifiche alla marmitta sono illecite, a meno che non vengano omologate. Stesso dicasi per la rumorosità della marmitta, che non deve superare quella indicata sulla carta di circolazione del veicolo.

Per quanto riguarda alettoni, spoiler e minigonne, vale il principio secondo cui esse sono ammesse, purché non sporgano dalla sagoma del veicolo, siano efficacemente ancorate e non presentino bordi appuntiti o taglienti.


note

[1] Art. 75 del codice della strada.

[2] Art. 78 del codice della strada.

Autore immagine: Canva.com


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