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Ricorso cartella imposta di registro

29 Febbraio 2020
Ricorso cartella imposta di registro

Ho ricevuto una cartella dell’Agenzia delle Entrate relativa ad Imposta di Registro, che mi pare possa rientrare nella fattispecie da Voi descritta di nullità per “difetto di motivazione” dovuto alla mancanza di allegata sentenza per cui viene chiesta tale imposta, e per l’impossibilità di comprendere e valutare la determinazione del tributo. Non ho mai precedentemente ricevuto nessuna comunicazione né avvisi di liquidazione. Posso fare ricorso?

Le considerazioni del lettore circa l’obbligo di motivazione dell’imposta di registro, tanto con riferimento all’identificazione dell’atto giudiziario tassato, quanto con riferimento ai criteri di calcolo, sono corrette, ma riguardano, non la cartella esattoriale, bensì l’avviso di liquidazione. Difatti, è con quest’ultimo atto, e non con la cartella esattoriale, che l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate liquida l’imposta di registro e deve fornire al contribuente, non solo i dati identificativi del provvedimento giudiziario tassato (autorità giudiziaria, numero della sentenza, numero di ruolo, data), ma anche i criteri di calcolo dell’imposta (in misura fissa o proporzionale) e delle sanzioni, le aliquote applicate e gli interessi. Al provvedimento di liquidazione deve essere allegato anche il testo della sentenza, qualora quest’ultima non sia già stata notificata al contribuente.

La cartella esattoriale, invece, qualora sia stata preceduta dall’avviso di liquidazione regolarmente notificato al contribuente, può limitarsi a richiamare tale avviso, senza dover nuovamente fornire al destinatario i dati già in suo possesso (né tantomeno il testo della sentenza).

Nel caso di specie, la cartella esattoriale origina da un presunto avviso di liquidazione, che tuttavia il lettore afferma non essergli mai stato notificato. Il più importante vizio di nullità della cartella di pagamento è proprio questo: l’omessa notifica dell’avviso di liquidazione, quale atto prodromico indispensabile per poter iscrivere a ruolo l’imposta di registro e riscuoterla mediante Agenzia delle Entrate Riscossione.

Difatti, ai sensi dell’art. 54 del Testo Unico Imposta di Registro (D.P.R. n. 131/1986), l’ufficio del registro notifica apposito avviso di liquidazione al soggetto o ad uno dei soggetti obbligati al pagamento dell’imposta, con invito ad effettuare entro il termine di sessanta giorni il pagamento dell’imposta. Nell’avviso devono essere indicati gli estremi dell’atto da registrare o il fatto da denunciare e la somma da pagare.

Inoltre è previsto un preciso termine di decadenza entro il quale l’Agenzia delle Entrate deve notificare l’avviso di liquidazione, a pena di nullità: “l’imposta sugli atti soggetti a registrazione ai sensi dell’art. 5 non presentati per la registrazione deve essere richiesta, a pena di decadenza, nel termine di cinque anni dal giorno in cui, a norma degli articoli 13 e 14, avrebbe dovuto essere richiesta la registrazione o, a norma dell’art. 15, lettere c), d) ed e), si e’ verificato il fatto che legittima la registrazione d’ufficio. Nello stesso termine, decorrente dal giorno in cui avrebbero dovuto essere presentate, deve essere richiesta l’imposta dovuta in base alle denunce prescritte all’art. 19” (art. 76 D.P.R. n. 131/1986).

Nel caso di specie, poiché non è nota la data di pubblicazione della sentenza, non è possibile verificare se sia decorso o meno il termine di decadenza. In ogni caso, la cartella esattoriale è nulla e illegittima perché non preceduta dall’atto impositivo legittimante la riscossione (avviso di liquidazione).

Si consiglia pertanto di procedere con l’impugnazione della cartella di pagamento per i seguenti motivi:

1) Nullità della cartella di pagamento priva di titolo. Omessa notifica dell’avviso di liquidazione ex art. 54 DPR n. 131/1986;

2) Nullità della cartella di pagamento per violazione dell’obbligo di motivazione ai sensi del comb. disp. degli artt. 54 DPR n. 131/1986 e 7 Statuto del contribuente.

Il ricorso deve essere notificato sia all’Agenzia delle Entrate Riscossione, sia all’Agenzia delle Entrate, quale ente creditore. La notifica può essere effettuata direttamente a mezzo del servizio postale mediante spedizione dell’atto in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento. Tale ipotesi è rimasta possibile solo per i soggetti che non si avvalgono della difesa tecnica nelle cause di valore inferiore ai tremila euro; in tutti gli altri casi, il ricorso deve essere obbligatoriamente notificato a mezzo pec e iscritto telematicamente (da luglio 2019 è divenuto obbligatorio in tutta Italia il processo tributario telematico).

Il ricorso deve assumere anche la forma del reclamo, in quanto, per le controversie di valore inferiore a 50mila euro, è prevista la mediazione tributaria obbligatoria. In sostanza, dalla notifica del ricorso (da effettuare entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato), decorrono 90 giorni, durante i quali la controparte può accogliere o meno il reclamo in autotutela. Decorsi i 90 giorni senza riposta o con risposta insoddisfacente, è possibile iscrivere a ruolo il ricorso presso la Commissione Tributaria Provinciale competente entro i successivi 30 giorni, depositando copia del ricorso, con attestazione di conformità all’originale notificato, unitamente alla ricevuta di spedizione e all’avviso di ricevimento, versando il contributo unificato tributario.

Articolo tratto da una consulenza dell’Avv. Maria Monteleone



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