Medici senza guanti e mascherine: parte la denuncia

24 Febbraio 2020
Medici senza guanti e mascherine: parte la denuncia

Mancano i dispositivi di protezione per il personale sanitario negli ospedali, nelle guardie mediche e negli ambulatori: la denuncia dei sindacati.

Scoppia la polemica sulla mancanza dei dispositivi di protezione per il personale sanitario, in particolare guanti e mascherine, di cui i medici, sia quelli ospedalieri sia nelle guardie mediche, per arrivare anche ai medici di famiglia ed ai pediatri nei loro ambulatori, sono attualmente sprovvisti.

“Un solo malato ha fatto chiudere un ospedale ed ha contagiato cinque tra medici ed infermieri”, denuncia oggi in una nota l’Anaao-Assomed, principale sindacato dei medici ospedalieri, lamentando che “non è ammissibile la mancanza di idonei dispositivi di protezione, adducendo un esaurimento scorte dall’industria manufatturiera”. Guanti e mascherine sono necessari – prosegue il comunicato – soprattutto nei reparti di pronto soccorso degli ospedali, “per prevenire l’ovvio pericolo di diffusione del contagio in ambienti sovraffollati”.

Intervengono anche i medici di famiglia attraverso la loro Federazione (Fimmg) che in una nota diffusa dall’agenzia stampa Adnkronos Salute denuncia”  che nelle zone dei focolai i colleghi della guardia medica sono senza mascherine e guanti”; per questo la Fimmg “sta valutando l’invio di una diffida ai direttori generali delle aziende sanitarie che, in troppi casi, non hanno fornito i necessari dispositivi di protezione individuale ai medici di continuità assistenziale, i quali con grande professionalità hanno continuato a visitare i pazienti che arrivano nelle sedi senza un filtro telefonico preventivo ed in assenza dei dispositivi previsti dalle legge per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Per fronteggiare l’emergenza arriva la proposta di Confindustria Dispositivi Medici, che suggerisce la via di un accordo “di responsabilità” tra le imprese, “per concentrare al massimo la capacità produttiva, tenere i prezzi ai livelli di mercato pre-crisi, e garantire la fornitura di dispositivi medici a ospedali, Nas e Protezione civile”, come spiega in apertura del convegno di oggi a Roma sul tema “Coronavirus: dubbi, certezze e fake news“. La Confindustria sottolinea che “davanti a questa situazione di chiara emergenza sanitaria le aziende sono chiamate ad un ruolo di grandissima responsabilità”.

Sulla carenza di mascherine arriva anche la precisazione del virologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica delle malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana terapia anti-infettiva (Sita), che all’Adnkronos Salute dichiara: “Le mascherine da chirurgo non servono a nulla contro il coronavirus. Ho visto molte persone usarle per strada o sui mezzi pubblici ma non ci proteggono. Le uniche che andrebbero usate, e cambiate dopo averle indossate per una giornata, sono quelle con il marchio Ffp2 o Ffp3″. Le stesse mascherine sono, invece, indispensabili per gli operatori in ospedale, così il virologo Bassetti lancia l’appello: “non le sprecate se non è necessario e lasciatele agli operatori sanitari. Ci sono protocolli in molte Regioni che prevedono l’obbligo del loro utilizzo negli ospedali soprattutto se si ha a che fare con casi sospetti”.

Tutto questo mentre la Regione Lombardia – ad oggi la più colpita dai contagi in aumento – dispone, nelle nuove regole stabilite per i medici di famiglia ed i pediatri, con un provvedimento firmato dal direttore generale del Welfare, visionato dall’Adnkronos, che “in sala d’aspetto non devono mancare: mascherine e disinfettante. Anche i camici bianchi di fiducia devono avere un kit protettivo: camice monouso in Tnt idrorepellente, occhiali e occhiali a maschera, mascherina Ffp3, guanti, copricapo (da valutare in relazione al contesto)”. Ma i medici di famiglia oppongono che “di tutto questo materiale attendiamo l’arrivo”.



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