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Querela Facebook

26 Marzo 2020 | Autore:
Querela Facebook

Quando si possono querelare gli utenti di Facebook? Quali sono i reati più commessi sui social network? Quando si può querelare Facebook?

Un tempo ci si incontrava nelle piazze e nelle vie del paese; oggi ci si incontra nella piazza virtuale dei social network e ci si scambia saluti, opinioni, pareri e anche insulti. Eh sì: perché, se è difficile avere il coraggio di denigrare una persona che ci sta davanti, è molto più facile fare lo stesso quando si è comodamente seduti a casa dietro a uno schermo che fa da scudo. Ecco perché le querele per Facebook sono sempre più diffuse: gli uffici delle Procure italiane sono pieni di denunce che riguardano ingiurie e diffamazioni fatte sul social network.

Il binomio querela – Facebook fa subito venire alla mente due evenienze: quella di poter denunciare altri utenti che hanno commesso qualche reato mediante il social network (diffamazione, diffusione illecita di immagini, ecc.); quella di poter denunciare Facebook stesso, nell’ipotesi in cui la piattaforma abbia commesso un qualche tipo di illecito (trattamento illecito dei dati personali, ad esempio). Con questo articolo ti parlerò proprio di questo argomento: vedremo in pratica quando si può fare una querela a Facebook oppure contro un utente di Facebook.

Facebook: quando querelare altri utenti?

Facebook è diventato uno strumento utilissimo, ma anche molto pericoloso se non lo si sa utilizzare: e infatti, una semplice parola di troppo potrebbe far scattare la querela per diffamazione. Allo stesso modo, si può querelare un utente Facebook che si sostituisce a un altro, che perseguita un individuo, che lo minaccia oppure che diffonde illecitamente i dati personali altrui.

Nei prossimi paragrafi vedremo i principali casi di querela contro utenti Facebook.

Querela Facebook per diffamazione

Un semplice post pubblico oppure una chat di gruppo possono essere il luogo in cui si può consumare questo reato. Secondo la legge, commette diffamazione chi, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione [1].

Dunque, si possono querelare gli utenti di Facebook quando questi si lascino andare a commenti inappropriati, offensivi dell’altrui dignità.

Affinché scatti il reato di diffamazione, però, occorre che l’espressione ingiuriosa sia percepibile da più persone: per questo occorre che la condotta sia commessa su una pagina pubblica, sulla bacheca del proprio profilo, su una chat con più persone o, comunque, in qualsiasi altro modo idoneo a coinvolgere più soggetti. Un insulto in chat privata non sarebbe un reato.

Anche la condivisione di un’immagine altrui, quando accompagnata da commenti di scherno o ingiurie, è idonea a far scattare il reato di diffamazione e, dunque, a conferire alla persona denigrata il diritto a sporgere querela.

Querela per stalking su Facebook

Uno dei casi più diffusi di querela su Facebook è quello riguardante gli atti persecutori posti in essere nei confronti di una persona.

Lo stalking su Facebook non è così raro: sono purtroppo tante le persone che sono costrette a cambiare profilo oppure a cancellarsi dalla piattaforma perché inseguite virtualmente da malintenzionati.

Perché si possa sporgere querela per stalking su Facebook occorre che la persona offesa:

  • sia stata vittima di numerosi contatti, messaggi o altre azioni tipiche di Facebook;
  • la condotta sopra descritta abbia ingenerato nella vittima un perdurante stato d’ansia, il timore per la propria o l’altrui incolumità oppure l’abbia costretto a modificare le proprie abitudini di vita [2].

Facebook: querela per sostituzione di persona

Chi si iscrive a Facebook appropriandosi dell’identità altrui commette il reato di sostituzione di persona [3]: potrà pertanto essere querelato dal diretto interessato, cioè da colui che ha subito il furto d’identità.

Querela per minacce su Facebook

La minaccia di fare del male a una persona può essere fatta anche attraverso Facebook [4]. In questo caso, è possibile querelare chi ha manifestato la minaccia su Facebook, sia in pubblico che privatamente.

Querela Facebook per diffusione dati personali

La diffusione su Facebook di dati personali altrui senza che il titolare abbia prestato il consenso può costituire un illecito sia civile che penale, soprattutto se la divulgazione dei dati sensibili è stata fatta con lo scopo di trarne un vantaggio o di arrecare un danno.

Pensa a chi scatti, senza consenso, una foto a un passante e poi la condivida pubblicamente sul proprio profilo; oppure, pensa al professionista che, in possesso dei dati dei propri clienti, li divulghi sulla piattaforma Facebook.

Quando si può querelare Facebook?

Sinora abbiamo visto quando è possibile sporgere querela contro gli utenti Facebook; vediamo ora quando è possibile querelare direttamente Facebook.

In realtà, il motivo principale per cui si potrebbe denunciare Facebook è quello riguardante l’illecito trattamento dei dati personali.

Come saprai, chiunque si iscrive a Facebook accetta le condizioni del social network: tra queste, v’è la licenza concessa a Facebook di poter utilizzare i contenuti e i dati inseriti dall’utente, nei limiti degli scopi indicati nelle condizioni d’utilizzo (fini pubblicitari e commerciali).

Se, tuttavia, Facebook cedesse i tuoi dati personali a società non collegate e delle quali nulla viene detto nelle condizioni d’utilizzo, allora potresti querelare Facebook per il trattamento illecito dei tuoi dati.

In Italia, è accaduto solo una volta che il Garante per la privacy condannasse Facebook [5]: il social network sponsorizzava un’app che raccoglieva i dati dei profili Facebook dei propri utenti e li trasmetteva a una terza società.

Il problema era che gli utenti non erano stati adeguatamente informati di questa condivisione automatica dei dati contenuti su Facebook: in pratica, non sapevano che, scaricando l’app, questa avrebbe prelevato i dati direttamente dal social network, per poi essere trasferiti ad altra società.

In casi del genere, potresti sporgere querela contro Facebook; sappi però che questi illeciti sono generalmente puniti dal punto di vista civile e non penale: ciò significa che avrai diritto al risarcimento ma non ci sarà una condanna penale nei confronti del social network.


note

[1] Art. 595 cod. pen.

[2] Art. 612-bis cod. pen.

[3] Art. 494 cod. pen.

[4] Art. 612 cod. pen.

[5] Provvedimenti del Garante privacy, n.5 del 10 gennaio 2019 e n.134 del 14 giugno 2019.

Autore immagine: Canva.com


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