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Quali sono i diritti dei minorenni?

26 Marzo 2020 | Autore:
Quali sono i diritti dei minorenni?

Nel nostro ordinamento l’età delle persone è presa in seria considerazione. Con il raggiungimento della maggiore età, infatti, vengono riconosciuti una serie di diritti e di doveri nuovi. Vediamo il perché.

In Italia e in Europa si guarda con particolare attenzione al tema della minore età. In conformità con gli studi psicologici sull’età evolutiva, si ritiene che sia indispensabile preservare il bambino da situazioni compromettenti il suo normale sviluppo psicofisico.

Il percorso che l’individuo deve seguire per giungere alla cosiddetta maturità è lungo e faticoso e assume un rilievo diverso a seconda della fascia di età presa in considerazione. Così, è evidente che i bambini hanno una capacità di comprendere il significato delle proprie azioni inferiore a quello dell’adolescente o di colui che è in procinto di affacciarsi al mondo degli adulti. Inoltre, il minorenne ha una ridotta possibilità di difendersi da situazioni che lo mettono, nella migliore delle ipotesi, in condizione di disagio o difficoltà.

Per tali ragioni, nel corso degli anni, sono stati adottati molti testi normativi finalizzati a rispondere al quesito: quali sono i diritti dei minorenni? In altri termini, sia il legislatore nazionale sia la comunità internazionale hanno voluto mantenere alta l’attenzione sulla condizione dei minori e ribadire la necessità di predisporre per loro una tutela rafforzata.

Le norme che puoi prendere in considerazione sono moltissime. Per agevolare la tua ricerca, possiamo anzitutto suggerirti di distinguere l’ambito nazionale da quello internazionale.

I diritti dei minori in Italia

Come spesso accade quando si parla di diritti nel nostro ordinamento, la prima fonte di ispirazione deve essere la Costituzione che, com’è noto, contiene i principi essenziali della nostra convivenza sociale. Successivamente, occorre guardare a tutte le norme di dettaglio che hanno lo scopo di attuare le prescrizioni costituzionali.

Procediamo, quindi, gradatamente.

Le norme della Costituzione

Ai minori si applicano tutte le disposizioni generali che fanno riferimento ai diritti del cittadino e della persona: pensa, ad esempio, al divieto di discriminazione per motivi di età o al diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero.

A tali norme si aggiungono, poi, una serie di precetti che guardano nello specifico al fattore anagrafico. Così, il minore ha sicuramente diritto di essere mantenuto, educato ed assistito dai genitori oltre che di accedere all’istruzione inferiore e superiore anche se versa in condizioni di difficoltà economiche.

Inoltre, il ragazzo non può essere esercitare attività lavorativa se non in presenza di determinati requisiti: a parità di lavoro deve avere la stessa retribuzione di un adulto e deve avere assolto all’obbligo scolastico per almeno dieci anni.

Le norme di legge

Accanto ai precetti costituzionali, devi sapere che in Italia sono state adottate varie leggi di dettaglio finalizzate a dare attuazione alle convenzioni internazionali sulla tutela dei minori. Di tale aspetto si sono occupati anche i codici deontologici degli ordini professionali e alcuni accordi stipulati tra le diverse rappresentanze di categoria.

Per fare un esempio, pensa al tema della riservatezza dei minori: l’argomento è stato affrontato dall’ordine dei giornalisti e dalla federazione nazionale della stampa italiana all’interno della Carta di Treviso, ossia un protocollo che vuole bilanciare il diritto di cronaca con il maggiore interesse del bambino. Il fine di tale accordo, in particolare, è quello di sviluppare codici di condotta idonei a tutelare i ragazzi da informazioni dannose per il loro sviluppo psicologico ed emotivo. Così, ad esempio, è imposto ai giornalisti l’anonimato dei minori coinvolti in fatti di cronaca di qualsiasi natura.

Quanto poi alle leggi ordinarie, il nostro sistema giuridico ha prestato particolare attenzione ad alcuni aspetti della vita dei ragazzi; tra questi, pensa sia allo sfruttamento del lavoro minorile sia all’adescamento per scopi sessuali e pedopornografici. Sono state, infatti, inserite nel sistema giuridico delle norme particolarmente rigorose. Così, ad esempio, in caso di violenza sessuale il minore ha il diritto di ottenere l’assistenza dei servizi del Dipartimento della giustizia minorile e, in tema di servizio militare, è vietato allo Stato di procedere all’arruolamento di chi non abbia ancora compiuto il diciottesimo anno di età.

Anche nell’ambito dei reati minorili è prevista un’apposita tutela: in particolare, la procedura applicabile agli autori degli illeciti è parzialmente diversa da quella predisposta per gli adulti. Non solo, infatti, sono previste delle riduzioni di pena in considerazione della limitata capacità di intendere e di volere del ragazzo, ma sono introdotti degli istituti specifici finalizzati a un rapido reinserimento del reo nella comunità civile.

Pensa, ad esempio, alla cosiddetta messa alla prova, ossia alla procedura attraverso la quale si sospende il procedimento penale per attivare tutte le condotte necessarie a eliminare le conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato. In altri termini, l’ordinamento penitenziario vuole riconoscere una seconda possibilità a un soggetto ancora immaturo la cui esistenza rischia di essere compromessa per sempre.

Convenzioni internazionali sui minori: quali sono?

Infine, ti facciamo presente che non solo l’Italia si è interrogata sulle misure da adottare per i minorenni, ma tutti gli Stati della comunità internazionale si sono posti un analogo problema. Numerosi sono gli accordi vigenti in materia, ciascuno dei quali affronta uno specifico aspetto della vita.

Tra tutti, il più importante è sicuramente la Convenzione internazionale sui Diritti dell’Infanzia del 1989, ossia l’atto adottato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite con cui si dettano i diritti inderogabili di bambini e adolescenti.

Nel dettaglio, in tale accordo di carattere universale si sanciscono alcuni principi fondamentali ai quali non è possibile derogare in nessun caso. Gli Stati aderenti alle Nazioni Unite hanno, quindi, deciso che:

  1. in tutti i settori della vita pubblica e privata, ogni iniziativa che si intende intraprendere deve far prevalere l’interesse del minore;
  2. tutti gli Stati devono impiegare la giusta quantità di risorse disponibili per garantire il diritto alla sopravvivenza, allo sviluppo e alla vita del bambino;
  3. il minore deve sempre essere ascoltato in tutti i casi in cui si devono adottare delle decisioni che lo riguardano e le sue opinioni devono essere prese in considerazione dagli adulti.


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