Diritto e Fisco | Articoli

Separazione per infedeltà giustificata da una foto

24 Febbraio 2020
Separazione per infedeltà giustificata da una foto

È sufficiente una fotografia come prova per dimostrare il tradimento del coniuge e ottenere a suo danno l’addebito? 

Ti sei visto con una donna. L’appuntamento era in pieno giorno, nei pressi di un bar. Avete preso un caffè e poi vi siete appartati in un angolo più riservato, in modo da non avere occhi indiscreti addosso. Il caso ha voluto che di lì passasse un’amica di tua moglie che, a tua insaputa, vi ha scattato una foto. Così la sera, quando sei tornato a casa, ti sei visto sbattere in faccia quella stessa foto a dimostrazione del tradimento appena compiuto.

Hai negato qualsiasi coinvolgimento sentimentale o solo fisico con questa persona che, peraltro, hai visto una sola volta. La foto, a tuo dire, non prova niente se non il semplice appuntamento che poteva anche essere di lavoro. Insomma, manca la dimostrazione dell’infedeltà. Peraltro, sempre secondo il tuo punto di vista, essendo stata scattata senza alcun consenso, l’immagine costituisce una violazione della privacy passibile di denuncia penale. È davvero così? È consentito chiedere la separazione per infedeltà giustificata da una foto? 

La questione è stata sottoposta all’attenzione della Cassazione che, proprio di recente [1], si è espressa nel seguente modo. Ma procediamo con ordine.

Separazione: prove di infedeltà

L’infedeltà comporta la dichiarazione di responsabilità, da parte del giudice della separazione o del divorzio, per la fine del matrimonio. È il cosiddetto “addebito”.

Ciò nonostante l’infedeltà non comporta alcuna conseguenza né sul piano penale, né risarcitorio. Non è infatti né un reato, né un illecito civile. Si tratta di una violazione delle regole del matrimonio; tuttavia, l’unica conseguenza per chi tradisce è l’impossibilità di chiedere l’assegno di mantenimento o di rivendicare i diritti di erede. 

Se però, nel corso del processo, dovesse risultare che l’infedeltà non è la causa della fine del matrimonio ma la conseguenza di una crisi già in atto per altre ragioni (ad esempio, le violenze subite, l’allontanamento dalla casa coniugale, l’altrui infedeltà), allora non comporta più l’addebito e non ha conseguenze.

Quali sono le prove per dimostrare l’infedeltà? La legge non lo dice e, pertanto, deve ritenersi che si possano usare le tipiche prove di un processo civile.

Dunque, la dimostrazione di una infedeltà può essere data con testimonianze di terzi (anche quella di un detective privato), per ammissione dello stesso coniuge, fotografie, sms o chat segrete nella misura in cui non vengano contestate dall’interessato con validi motivi. Ad esempio, è possibile contestare una foto se i soggetti non si vedono bene o se non è chiara la data o la circostanza in cui è stata scattata.

Ma attenzione: la prova non deve dimostrare il rapporto fisico tra i due amanti. Basterebbero solo gli scambi di messaggi, con complimenti espliciti o un rapporto sentimentale in atto. Anche questo può considerarsi tradimento. 

Una foto è prova di tradimento?

Una semplice foto può costituire prova di un tradimento se le persone immortalate non si stanno baciando e, soprattutto, non stanno compiendo atti sessuali solo a patto che i due siano in atteggiamenti «intimi». È questo il principio sdoganato dalla Cassazione. 

Secondo i giudici supremi, la dimostrazione della violazione del dovere di fedeltà può desumersi anche da foto che mostrano il coniuge «in un atteggiamento di intimità» con un’altra persona. Tale comportamento, «secondo la comune esperienza, induce a presumere l’esistenza tra i due di una relazione extraconiugale».

La foto non autorizzata è reato?

Una foto che immortala due persone che si baciano o comunque in atteggiamenti intimi non viola la privacy se si tratta di un luogo pubblico o aperto al pubblico. Quindi, sarebbe illegittimo arrampicarsi su un albero per arrivare alla finestra di un appartamento e filmare ciò che succede al suo interno; così come è reato posizionarsi sull’uscio di casa e registrare le conversazioni che avvengono al di là della porta. Invece, tutto ciò che avviene in spazi pubblici possono essere oggetto di riprese video o audio. Non è neanche reato fotografare due persone all’interno di un’auto se non si trovano in un cortile privato, non accessibile al transito degli estranei.

Le prove fotografiche così acquisite possono essere utilizzate nel processo civile nel corso della causa di separazione per ottenere l’addebito. 


note

[1] Cass. ord. n. 4899/20 del 24.02.2020.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube