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Coppia omosessuale: adozione

28 Aprile 2020
Coppia omosessuale: adozione

L’adozione di bambini da parte delle coppie gay.

Tu e la tua compagna siete una coppia omosessuale e vivete nella stessa casa. All’inizio non è stato facile, soprattutto far accettare il vostro amore alle rispettive famiglie. Ora però vorresti adottare la figlia della tua compagna, avuta da una sua precedente relazione. Con la bambina hai un ottimo rapporto: giocate insieme, andate al cinema e al parco, l’accompagni agli allenamenti. Insomma, siete una famiglia felice e ti senti a tutti gli effetti una mamma, oltre che una moglie.

Ma le coppie omosessuali possono accedere all’adozione? Sai così poco al riguardo che decidi di rivolgerti ad un avvocato di fiducia, il quale ti informa che, in realtà, la possibilità c’è. La legge prevede, infatti, l’adozione in casi particolari che, secondo un indirizzo giurisprudenziale ormai prevalente, consente anche al genitore omosessuale (cosiddetto genitore sociale) di adottare il figlio del partner biologico. L’importante è che l’adozione risponda al preminente interesse del minore. Nell’articolo che segue ti spiegherò come e quando le coppie omosessuali possono adottare.

Le unioni civili

Prima di capire se le coppie omosessuali possono adottare, occorre fare una brevissima premessa sulle unioni civili. La legge Cirinnà [1] ha previsto la possibilità per le coppie maggiorenni dello stesso sesso di costituire un’unione civile. In tal modo, la coppia può acquisire una serie di diritti e doveri analoghi a quelli previsti per il matrimonio.

Possono costituire un’unione civile due persone:

  • dello stesso sesso;
  • maggiorenni;
  • capaci di intendere e di volere;
  • che abbiano la liberà di stato (cioè non devono essere già sposate o unite civilmente con altre persone).

Per costituire un’unione civile basterà che la coppia renda una dichiarazione all’ufficiale di stato civile (del Comune scelto) alla presenza di due testimoni. Non sono previste attività preliminari, come avviene invece per il matrimonio che deve essere preceduto dalle pubblicazioni.

A seguito dell’unione civile, la coppia: :

  • acquista gli stessi diritti e gli stessi doveri: ad esempio, l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione;
  • è tenuta a contribuire, in base alle proprie sostanze e alla capacità di lavoro professionale o casalingo, ai bisogni della famiglia;
  • concorda l’indirizzo di vita familiare.

L’adozione da parte delle coppie omosessuali: cosa dice la legge?

La legge Cirinnà, pur regolando le unioni civili, non ha previsto la possibilità per le coppie omosessuali di adottare un bambino. Durante l’iter di approvazione della legge, infatti, è stata eliminata la cosiddetta stepchild adoption (fortemente voluta dalla stessa senatrice Cirinnà), ossia la facoltà di adottare il figlio del partner biologico. Si pensi, ad esempio, ad una coppia di donne, di cui una sia già mamma di un bambino avuto da una precedente relazione. In base alla legge attuale, la partner omosessuale non ha alcun diritto sul bambino e non può chiedere di adottarlo.

La possibilità di adottare il figlio del partner biologico è, invece, prevista per i coniugi eterosessuali, grazie all’istituto dell’adozione in casi particolari. Tale tipologia di adozione consente al minore, pur in mancanza di alcuni requisiti come ad esempio lo stato di abbandono, di avere una famiglia che ne garantisca una crescita sana ed equilibrata. 

Le coppie omosessuali possono adottare?

Stando alla legge, le coppie dello stesso sesso non possono adottare. Tuttavia, la giurisprudenza ha colmato la lacuna legislativa riconoscendo al genitore omosessuale (cosiddetto genitore sociale) la possibilità di adottare il figlio del partner biologico, a condizione che:

  • tra il genitore sociale e il minore sussista un legame familiare stabile e consolidato;
  • l’adozione risponda al preminente interesse del minore;
  • l’adozione sia conforme all’ordine pubblico nazionale: vale a dire all’insieme dei principi fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione e vigenti nello Stato italiano. Secondo i giudici, l’adozione a favore di una coppia gay non è contraria all’ordine pubblico nazionale. Ciò in quanto il minore ha il diritto di godere della relazione affettiva instaurata con le persone che, di fatto, fanno parte della sua vita e, quindi, del suo nucleo familiare (ciò a prescindere dai legami genetici e dall’orientamento sessuale).

In presenza di tali presupposti, si potrebbe quindi procedere nella forma dell’adozione prevista in casi particolari anche per le coppie omosessuali.

Come possono adottare le coppie omosessuali?

Chi intende chiedere l’adozione del figlio del partner biologico deve presentare una domanda al tribunale per i minorenni (del distretto in cui si trova il minore). Il tribunale dovrà verificare l’esistenza dei requisiti previsti dalla legge per l’adozione in casi particolari. Nello specifico, occorre accertare:

  • la constatata impossibilità di affidamento preadottivo;
  • l’età dell’adottante superiore di almeno 18 anni quella dell’adottando;
  • il consenso dell’adottante;
  • il consenso dell’adottando che abbia compiuto i 14 anni (se il bambino ha compiuto i 12 anni deve essere sentito);
  • l’assenso dei genitori e del coniuge dell’adottando. Nel caso in cui il rifiuto dell’assenso sia ritenuto dal tribunale ingiustificato o contrario all’interesse dell’adottando, l’adozione sarà disposta ugualmente.

Per valutare se l’adozione risponde al preminente interesse del minore, il giudice può disporre delle indagini tramite i servizi sociali. La verifica riguarderà:

  • l’idoneità affettiva dell’adottante e la sua capacità di educare ed istruire il minore;
  • la situazione patrimoniale ed economica della coppia;
  • la salute e l’ambiente familiare;
  • i motivi per i quali l’adottante desidera adottare il minore: ad esempio, in virtù di un rapporto affettivo pregresso tra il bambino e la compagna della mamma;
  • la personalità del minore.

La giurisprudenza, inoltre, ha previsto anche la possibilità che possa essere trascritto in Italia il certificato di nascita di un bambino nato in seguito a fecondazione assistita, indipendentemente dall’orientamento sessuale della coppia. Di conseguenza, anche nel nostro Paese il minore ha il diritto ad essere identificato come figlio di due genitori omosessuali.

note

[1] L. n. 76/2016 del 20.05.2016.


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