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Distanza parcheggio dalle strisce

26 Febbraio 2020 | Autore:
Distanza parcheggio dalle strisce

Nell’effettuare un parcheggio il conducente di un veicolo non è sempre tenuto a rispettare una distanza minima. I casi di divieto di fermata e di sosta, le sanzioni previste per la sua violazione e le modalità di opposizione all’eventuale multa.

Non sempre è facile trovare parcheggio quando si è alla guida di un veicolo, sia esso un’autovettura, un motociclo o un ciclomotore. Succede così che se hai fretta, se sei ritardo ad un appuntamento, se non hai voglia di continuare a girare inutilmente fino all’esaurimento, preso dalla disperazione, lasci il veicolo dove capita, anche in divieto di sosta. Attenzione, però, perché i vigili spesso sono in agguato dietro l’angolo e al rientro, puoi trovare l’amara sorpresa della contravvenzione. E’ bene, pertanto, prestare attenzione ai segnali stradali che indicano le aree dove non è consentito parcheggiare in conformità a quanto stabilito dal codice della strada.

Tuttavia, nel caso specifico degli attraversamenti pedonali, il nostro legislatore ha previsto il divieto di fermata e di sosta del veicolo [1] ma non ha precisato qual è la distanza del parcheggio dalle strisce pedonali che bisogna osservare per non incorrere in una sanzione.

Cosa sono gli attraversamenti pedonali

Il codice della strada definisce gli attraversamenti pedonali come quella parte della carreggiata, opportunamente segnalata ed organizzata, sulla quale i pedoni in transito dall’uno all’altro lato della strada godono della precedenza rispetto ai veicoli [2].

Gli attraversamenti sono evidenziati sulla carreggiata mediante delle zebrature con strisce bianche parallele alla direzione di marcia dei veicoli, la cui lunghezza non deve essere inferiore a 2,50 m, sulle strade locali e su quelle urbane, e a 4 m. sulle altre strade.

La larghezza delle strisce, commisurata al flusso del traffico pedonale, e quella degli intervalli è di 50 cm [3].

Sulle strade dove è consentita la sosta, per migliorare la visibilità da parte dei conducenti, nei confronti dei pedoni che si accingono ad impegnare la carreggiata, gli attraversamenti pedonali possono essere preceduti, nel verso di marcia dei veicoli, da una striscia gialla a zig zag, di lunghezza commisurata alla distanza di visibilità [4].

Esiste una distanza minima del parcheggio dalle strisce pedonali?

Innanzitutto, il codice della strada disciplina in maniera chiara e precisa il divieto di fermata e di sosta, indicando con la prima una temporanea sospensione della marcia che normalmente non implica l’allontanamento del conducente dal veicolo e con la seconda l’interruzione della marcia del mezzo prolungata per un apprezzabile lasso di tempo [5].

In particolare, poi, prevede che entrambe sono vietate sui passaggi e sugli attraversamenti pedonali [6], mentre solo la sosta non è consentita sulla striscia gialla a zig zag, che può precedere gli attraversamenti pedonali.

Nulla stabilisce per quanto attiene alla prossimità o ad una precisa distanza dalle strisce, da rispettare nel momento in cui si parcheggia.

Posto che il nostro legislatore quando ha inteso introdurre un limite lo ha sempre fatto espressamente, ne consegue che la mancata previsione dello stesso nel caso in esame, porta ad escluderne la sussistenza. Pertanto, attualmente non vige alcun divieto di parcheggio (di fermata o di sosta) in prossimità degli attraversamenti pedonali. Ciò è tanto vero che spesso nelle città italiane si trovano parcheggi, delimitati dalle strisce bianche o blu, posizionati al ridosso degli attraversamenti pedonali. Pertanto, laddove i guidatori fossero tenuti ad osservare una distanza minima dalle strisce, non dovrebbero essere poi realizzati dei parcheggi proprio in adiacenza dei medesimi attraversamenti.

Va comunque precisato che il comportamento del conducente deve essere conforme a quanto stabilito in via generale dal codice della strada. Pertanto, lo stesso deve adottare le opportune cautele per evitare incidenti o situazioni di pericolo all’incolumità degli utenti o di impedimento all’accesso e allo spostamento degli altri veicoli in sosta.

Quando è prevista una distanza minima del parcheggio?

Il codice della strada, invece, prevede una distanza minima del parcheggio quando vieta la sosta:

  • nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 m. dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione [7];
  • negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 m. nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza [8];
  • limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale ed in loro prossimità sino a 5 m. prima e dopo le installazioni destinate all’erogazione [9].

In quali altri casi sono vietate la fermata e la sosta?

Fuori dai casi già sopra esaminati in cui la fermata e la sosta sono vietate sui passaggi e gli attraversamenti i pedonali, il codice della strada prevede altre ipotesi nelle quali dispone un analogo divieto.

Ad esempio la fermata e la sosta sono vietate:

  • in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari delle linee ferroviarie o tranviarie;
  • nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi;
  • sui dossi e nelle curve;
  • fuori dai centri abitati, sulla corrispondenza ed in prossimità delle aree di intersezione;
  • sui marciapiedi.

In altri casi, è vietata solo la sosta, mentre è consentita una breve fermata come ad esempio:

  • allo sbocco dei passi carrabili;
  • in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote o due motocicli;
  • negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide;
  • nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;
  • nelle aree pedonali urbane;
  • nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati.

Qual è il comportamento del conducente durante la fermata e la sosta

Durante la fermata e la sosta il conducente deve comportarsi in maniera tale da evitare possibili incidenti e deve adottare le cautele opportune per impedire l’uso del veicolo senza il suo consenso [10].

Inoltre, salvo diversa segnalazione, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, in modo parallelo e secondo il senso di marcia. Durante la sosta il motore del veicolo deve essere spento [11].

Fuori dei centri abitati, i veicoli in sosta o in fermata devono essere collocati fuori della carreggiata [12].

Nelle strade urbane a senso unico di marcia la sosta è consentita anche lungo il margine sinistro della carreggiata, purché rimanga spazio sufficiente al transito almeno di una fila di veicoli e comunque non inferiore a tre metri di larghezza [13].

Quali sono le sanzioni per la violazione del divieto di fermata e di sosta

La violazione del divieto di fermata e di sosta comporta l’applicazione di sanzioni diverse, il cui importo cambia in base a diversi fattori.

Nel caso di violazione di uno qualsiasi dei divieti di fermata o di sosta o di violazione del divieto di sosta negli spazi e nelle carreggiate riservate ai mezzi pubblici ed ai mezzi trasporto delle persone invalide è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 41 euro a 168 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da 87 euro a 345 euro per i restanti veicoli.

In tutte le altre ipotesi, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 25 euro a 100 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da 42 euro a 173 euro per i restanti veicoli [14]. Tali sanzioni sono giornaliere nel senso che si applicano e si conteggiano in ragione dei giorni di calendario per i quali si protrae la violazione [15].

Alcune tipi di infrazioni del divieto di sosta comportano oltre alla sanzione pecuniaria anche la decurtazione di punti dalla patente di guida.

Più precisamente, quando il veicolo viene lasciato negli spazi riservati allo stazionamento e fermata di autobus, filobus, veicoli circolanti su rotaia e veicoli di servizio di piazza oppure negli spazi riservati alla fermata e sosta di veicoli per persone invalide o anche nelle corsie riservate ai mezzi pubblici o per la fermata e la sosta dei veicoli elettrici in ricarica.

Infine, la violazione del divieto di fermata o di sosta può comportare l’eventuale sanzione accessoria della rimozione del veicolo.

Come pagare la sanzione per divieto di fermata e di sosta

La sanzione applicata per la violazione del divieto di fermata e di sosta può essere pagata:

  1. entro 5 giorni dalla contestazione immediata dell’infrazione, se l’agente accertatore consegna la multa al conducente nel momento in cui commette la violazione, o dalla notifica del verbale, se lo stesso gli viene recapitato a casa a mezzo posta. In tal caso si applica uno sconto del 30% dell’importo della sanzione;
  2. dopo i 5 giorni e più precisamente nei successivi 55 giorni, cioè in tutto nei 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica della multa. In questa ipotesi si paga una sanzione in misura ridotta;
  3. oltre i 60 giorni e, pertanto, si ha il raddoppio della sanzione inizialmente prevista dal verbale, maggiorata degli interessi dovuti per il ritardo [16].

Se l’avviso di accertamento della violazione viene lasciato sul parabrezza dell’autovettura, il termine dei 5 giorni per il pagamento in misura scontata non decorre dal momento in cui è stato trovato l’avviso ma da quando il verbale viene notificato a casa.

Peraltro, nel verbale di accertamento d’infrazione è contenuta un’informativa che indica la possibilità di usufruire dello sconto del 30%.

Come opporsi ad una multa per divieto di fermata e di sosta

Qualora si voglia contestare la contravvenzione ricevuta per violazione del divieto di fermata e di sosta, sono percorribili tre differenti strade:

  • il ricorso in autotutela, da presentare all’organo amministrativo che ha emesso la contravvenzione;
  • il ricorso al prefetto, che va proposto nel termine di 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica del verbale di contravvenzione;
  • in alternativa, il ricorso dinanzi al giudice di pace del luogo in cui è stata commessa l’infrazione, da proporre nel termine di 30 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica del verbale.

Tra le motivazioni più utilizzate per contestare la multa ricevuta per inosservanza del divieto di fermata e di sosta, ci sono la mancanza o la non chiara leggibilità della segnaletica e i vizi formali del verbale (come, ad esempio, la mancata indicazione del giorno e dell’ora nella quale è avvenuta l’infrazione, l’errata indicazione del tipo e della targa del veicolo o anche la mancata esposizione dei fatti, ecc.).


note

[1] Art. 158 cod. strada.

[2] Art. 3 cod. strada.

[3] Art. 145, Reg. att. cod. strada.

[4] Art. 145 co. 4 Reg. att. cod. strada.

[5] Art. 157 co. 1 cod. strada.

[6] Art. 158, lett. g. cod. strada.

[7] Art. 158 co. 1 lett. f.

[8] Art. 158 co. 2 lett. d.

[9] Art. 158 co. 2 lett. o.

[10] Art. 158 co. 4 cod. strada.

[11] Art. 157 co. 2 cod. strada.

[12] Art. 157 co. 3 cod. strada.

[13] Art. 157 co. 4 cod. strada.

[14] Art. 158 co. 6 cod. strada.

[15] Art. 158 co. 7 cod. strada.

[16] Art. 203 cod. strada.


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