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Tariffe RCA unisex: niente premi assicurativi più bassi per le donne

28 dicembre 2011


Tariffe RCA unisex: niente premi assicurativi più bassi per le donne

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 dicembre 2011



Le polizze dovranno essere uguali per uomini e donne e non si potranno fare discriminazioni sul sesso dell’assicurato.

Dal 21 dicembre 2012, le assicurazioni non possono più far pagare alle donne premi più bassi rispetto agli uomini sulle polizze RCA. Lo aveva stabilito lo scorso marzo la Corte di Giustizia  [1] e ora il divieto è stato recepito dalle linee guida della Comunità europea [2].

Sino a ieri, le polizze assicurative per la responsabilità automobilistica prevedevano un premio più basso per le donne, che arriva sino al 20% in meno rispetto a quello per gli uomini. Ciò perché il 70% degli incidenti stradali e dei casi di perdita di punti sulla patente, coinvolge il sesso maschile. Quindi, a parità di condizioni, un giovane automobilista, prudente e con un’auto di modesta cilindrata, pagava un premio più alto rispetto alla corrispondente “collega” del sesso debole.

Oggi tutto ciò non potrà più avvenire. Le polizze dovranno essere uguali per uomini e donne e non si potranno fare discriminazioni sul sesso dell’assicurato.

Le donne sono dunque più prudenti alla guida?

Sarà vero o meno. Fatto sta che, per quanto le costituzioni europee prevedono il principio di parità tra i sessi, così non è stato sino ad oggi con le polizze RCA.

Già la Corte di Giustizia, il primo marzo 2011, aveva dichiarato tale pratica contraria al principio di uguaglianza, stabilendo che, a decorrere dal 21.12.12 (data a tutti nota per gli infausti presagi), ogni discriminazione nel pagamento dei premi fondata sul sesso dovrà essere abolita [1].

Così la Commissione europea si è data animo di attuare tale decisione fissando le linee direttrici da impartire agli Stati membri, per rispettare il pari trattamento tra uomini e donne.

Le assicurazioni resteranno libere di applicare, comunque, altri fattori di rischio come per esempio l’età o la provincia di residenza (per es., un automobilista di Napoli paga di più di un automobilista di Torino, proprio per la maggiore presenza di sinistri e di frodi nella prima provincia).

Non è tutto oro quello che luccica. Infatti, con buona probabilità, tutto questo non si tradurrà in un beneficio per le donne, quanto invece in un adeguamento per queste ultime del premio pagato dagli uomini, e quindi con un incremento del prezzo. Con conseguente rincaro delle polizze assicurative e relativi guadagni per le compagnie. Fatta la legge, trovato l’inganno…

note

[1] Corte Giust. UE causa C-236/09.

[2] Direttiva Europea 2004/113/CE

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