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Coppie omosessuali possono sposarsi?

27 Aprile 2020
Coppie omosessuali possono sposarsi?

Cosa sono le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Supponiamo che tu sia omosessuale e che insieme al tuo compagno abbiate deciso di sposarvi. Vivete nella stessa casa e siete una coppia a tutti gli effetti. Per questo motivo, avete deciso di tutelare la vostra unione. Ma le coppie omosessuali possono sposarsi? Fino a poco tempo fa, una cosa del genere era assolutamente impensabile in Italia. Oggi, invece, la legge lo consente grazie all’istituto delle unioni civili. Due persone dello stesso sesso, infatti, possono rendere una dichiarazione all’ufficiale di Stato civile, alla presenza di due testimoni. In questo modo, la coppia assume gli stessi diritti e doveri, come ad esempio l’obbligo di assistenza morale e materiale reciproca. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire quando e come la coppie omosessuali possono sposarsi.

Unioni civili: cosa sono?

In Italia, le coppie omosessuali possono sposarsi ricorrendo all’istituto dell’unione civile che consente a due persone dello stesso sesso di tutelare la loro unione. Detto istituto è stato introdotto nel 2016 dalla legge Cirinnà [1], dopo che il nostro Paese è stato sanzionato più volte dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Unioni civili: requisiti

Le unioni civili, quindi, sono un istituto che tutela l’unione tra due persone dello stesso sesso, garantendo ad entrambe gli stessi diritti e doveri analoghi a quelli che derivano dal matrimonio.

La legge prevede che per costituire un’unione civile occorre che le due persone siano:

  • maggiorenni: quindi, devono aver compiuto almeno 18 anni;
  • dello stesso sesso;
  • capaci di intendere e di volere: in altre parole, la coppia deve esprimere un consenso consapevole;
  • libere di stato: significa che le parti non devono essere già sposate o unite civilmente con altre persone.

Coppie omosessuali possono sposarsi?

Come già detto, in Italia le coppie omosessuali possono sposarsi attraverso l’unione civile. Per costituire validamente un’unione civile occorre che la coppia renda congiuntamente una dichiarazione all’ufficiale di Stato civile (di un qualsiasi Comune) alla presenza di due testimoni (uno per parte). La coppia dovrà dichiarare:

  • i propri dati anagrafici;
  • la cittadinanza;
  • la residenza;
  • l’esistenza di eventuali cause impeditive alla costituzione dell’unione civile: ad esempio, se un partner è già sposato, interdetto per infermità di mente, ecc.

La dichiarazione resa all’ufficiale di Stato civile dovrà, inoltre, contenere:

  • la volontà di costituire l’unione civile:
  • la volontà di assumere il cognome di famiglia o il proprio cognome;
  • l’indicazione del regime patrimoniale: se le parti non effettuano alcuna scelta al riguardo si applicherà direttamente il regime della comunione dei beni.

È prevista la registrazione della dichiarazione nell’archivio dello Stato civile. Attenzione: a differenza del matrimonio, non occorrono le pubblicazioni.

Come si scioglie l’unione civile?

Secondo la legge, l’unione civile si scioglie nei seguenti casi:

  • morte o dichiarazione di morte presunta di una delle parti;
  • volontà delle parti di sciogliere l’unione.

Nel caso in cui le parti decidano di sciogliere l’unione civile, non è previsto il regime intermedio della separazione. Pertanto se viene meno il legame affettivo, ciascun partner ha la facoltà di chiedere il divorzio in qualsiasi momento, anche e se l’altro non è d’accordo. Di conseguenza, lo scioglimento delle unioni civili è molto più snello e rapido in quanto basterà che le parti comunichino all’ufficiale di Stato civile, anche disgiuntamente, la loro intenzione di dividersi. Lo scioglimento automatico è, invece, previsto se una delle due parti provvede alla rettificazione del sesso. Si pensi, ad esempio, al partner uomo che decide di sottoporsi ad un intervento chirurgico per diventare donna.

Trascorsi tre mesi dalla dichiarazione, diviene possibile proporre domanda di divorzio. È prevista la possibilità di riconoscere alla parte economicamente più debole il diritto agli alimenti e l’assegnazione della casa in cui la coppia aveva fissato la propria residenza.

Unione civile: quali effetti produce?

Con l’unione civile, ciascun partner assume gli stessi diritti e doveri. In particolare, è previsto:

  • l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale;
  • l’obbligo alla coabitazione;
  • l’obbligo di contribuzione ai bisogni comuni della famiglia, in base alle proprie sostanze e alla capacità di lavoro professionale e casalingo;
  • la possibilità delle parti di concordare l’indirizzo della vita familiare e fissare la residenza comune (cioè dove la coppia andrà ad abitare).

Inoltre, anche alle coppie omosessuali unite civilmente sono riconosciuti i diritti in materia di successione (come la legittima), il diritto alla pensione di reversibilità, il diritto al ricongiungimento familiare, il diritto di ricevere informazioni sullo stato di salute del partner e di prendere tutte le decisioni in caso di incapacità e decesso dello stesso. Si pensi, ad esempio, a quando muore il partner e occorre decidere se donare o meno i suoi organi.

Non è previsto, invece, l’obbligo di reciproca fedeltà né la possibilità di adottare un bambino. In quest’ultimo caso, tuttavia, la giurisprudenza ha provveduto a colmare il vuoto legislativo permettendo agli omosessuali di adottare il figlio biologico del partner attraverso l’istituto dell’adozione in casi particolari.

Unione civile e matrimonio: differenze

Rispetto al matrimonio, l’unione civile non prevede per la coppia né l’obbligo di fedeltà né quello di collaborazione. Inoltre, con il matrimonio la moglie aggiunge il cognome del marito al proprio, mentre la coppia unita civilmente può scegliere il cognome di famiglia o decidere di anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome, se diverso. In caso di scioglimento dell’unione civile, come già detto, non è prevista la separazione.

Infine, l’unione civile è riservata solo a coppie dello stesso sesso, mentre il matrimonio è ammesso esclusivamente tra due persone eterosessuali.

Unioni civili e convivenze di fatto: differenze

L’unione civile presenta delle differenze anche rispetto alle convivenze di fatto. In particolare: 

  • le unioni civili tutelano esclusivamente l’unione di coppie omosessuali;
  • la convivenza di fatto è rivolta a persone maggiorenni, omosessuali o eterosessuali, unite da legame affettivo che hanno deciso di non sposarsi né di unirsi civilmente, ma che comunque desiderano tutelare i loro rapporti personali e patrimoniali. La stabile convivenza, in tal caso, viene accertata con una dichiarazione anagrafica.

note

[1] L. n. 76/2016 del 05.06.2016


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