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Sono erede: cosa devo fare?

14 Aprile 2020
Sono erede: cosa devo fare?

Gli adempimenti da compiere in caso di accettazione dell’eredità.

Supponiamo che sia morto un tuo parente stretto. Non sai come comportarti. Dopotutto, è la prima volta che vivi una situazione del genere. All’improvviso, vieni assalito da mille dubbi e ti domandi sono erede: cosa devo fare? Ti rivolgi ad un avvocato, il quale ti comunica che occorre presentare una dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate. Solo in questo modo, infatti, potrai entrare in possesso dei beni ereditari. Ci sono, inoltre, altri adempimenti burocratici da fare, nel caso in cui la persona deceduta abbia lasciato, ad esempio, dei soldi sul proprio conto corrente. Nell’articolo che segue vedremo cosa fare quando si diventa eredi.

Cos’è la successione?

Quando si parla di successione si fa riferimento alla situazione in cui un soggetto subentra in una serie di rapporti patrimoniali (crediti, debiti, ecc.) di cui era titolare la persona deceduta. La morte, quindi, rappresenta il momento in cui si apre la successione ereditaria.

Come si diventa eredi?

Chiariamo subito un concetto importante: non si diventa eredi in automatico. Questo vuol dire che al momento dell’apertura della successione è necessario individuare i soggetti a cui il patrimonio ereditario deve essere trasmesso. In altre parole, si verifica la chiamata all’eredità (nota nel linguaggio giuridico con il termine di vocazione):

  • attraverso il testamento (successione testamentaria);
  • attraverso la legge (successione legittima).

A questo punto, il soggetto chiamato ha due possibilità:

  • accettare l’eredità: ossia la persona manifesta la volontà, espressa o tacita, di voler effettivamente succedere nel patrimonio del defunto;
  • rinunciare all’eredità: questa ipotesi è abbastanza frequente quando il defunto, ad esempio, ha lasciato in eredità solo debiti.

In sintesi, per divenire eredi è necessario che le persone chiamate accettino l’eredità, in modo tacito oppure espresso. Nel primo caso, la volontà di diventare eredi deve risultare da atto scritto; nel secondo caso, invece, basta un comportamento da cui si evince inequivocabilmente l’intenzione di accettare l’eredità (ad esempio, quando si preleva dal conto del defunto una somma di denaro). 

Sono erede: cosa devo fare?

Fatte le dovute premesse, cerchiamo di capire insieme quali sono gli adempimenti burocratici che occorre compiere una volta divenuti eredi.

Innanzitutto, occorre presentare – entro 12 mesi dalla data del decesso – la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate. Nella dichiarazione, occorre indicare tutti i beni e i diritti di cui era titolare il defunto (beni mobili, beni immobili, rendite, ecc.).

Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione di successione:

  • i chiamati all’eredità: cioè le persone che non hanno ancora accettato l’eredità;
  • gli eredi: coloro che hanno accettano l’eredità;
  • i legatari: i destinatari di beni o diritti determinati dal defunto con testamento;
  • gli immessi nel possesso temporaneo dei beni;
  • gli amministratori dell’eredità;
  • i curatori dell’eredità giacente: nominati quando nessuno accetta l’eredità;
  • gli esecutori testamentari;
  • i trustee: cioè chi amministra i beni a beneficio di un’altra persona.

Non sono, invece, obbligati alla presentazione della dichiarazione di successione:

  • coloro che hanno rinunciato all’eredità;
  • chi ha chiesto la nomina di un curatore per amministrare l’eredità.

Con la dichiarazione, l’Ente calcola le imposte di successione che gli eredi dovranno poi pagare in base al grado di parentela o a seconda di specifiche disposizioni testamentarie.

Inoltre, alla dichiarazione occorre allegare in particolare:

  • il certificato di morte;
  • il certificato di ultima residenza del defunto;
  • la copia di un documento di identità di tutti gli eredi;
  • l’autocertificazione dello stato di famiglia sia del defunto sia degli eredi;
  • la visura catastale dell’immobile: nel caso in cui ci sia una casa;
  • l’atto di notorietà in cui vengono indicati gli eredi, il tipo di successione e il regime patrimoniale;
  • la copia del testamento (solo in caso di successione testamentaria);
  • la dichiarazione della banca da cui si evince la presenza di eventuali conti bancari aperti nome del defunto;
  • eventuali dichiarazioni di rinuncia all’eredità da parte di uno o più eredi.

La dichiarazione di successione va presentata per via telematica dal dichiarante (oppure dal suo commercialista o dal Caf), collegandosi al sito web dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa deve fare l’erede: casi pratici

In conclusione, vediamo alcuni casi pratici che si potrebbero verificare una volta divenuti eredi.

La casa

Per quanto riguarda la casa, in assenza di testamento, l’immobile verrà diviso per quote tra tutti gli eredi. Gli stessi potranno decidere di:

  • vendere l’immobile e dividere il ricavato in parti uguali;
  • assegnare immobile in proprietà a uno degli eredi. Quest’ultimo dovrà poi liquidare agli altri le rispettive quote;
  • dividere l’immobile.

Il conto corrente

Se il defunto era titolare di uno o più conti correnti presso una banca, gli eredi possono avere accesso alle somme di denaro solo dopo avviato la pratica di successione e aver avvisato la banca dell’avvenuto decesso del titolare del conto. A tal fine, è necessario presentare alla banca la seguente documentazione:

  • certificato di morte del titolare del conto;
  • dichiarazione di successione;
  • dichiarazione di pagamento delle imposte di successione.

A questo punto, la banca sbloccherà il conto e liquiderà il denaro agli eredi.

Le cartelle esattoriali

Quando si accetta l’eredità – sia espressamente che tacitamente – potrebbero essere notificate agli eredi delle cartelle di pagamento relative ai debiti del defunto. In tal caso, gli eredi sono tenuti in solido alle obbligazioni tributarie se contratte dal defunto prima della sua morte. Occorre, inoltre, che gli eredi comunichino all’ufficio delle imposte le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale. In questo modo, le cartelle dovranno essere notificate agli eredi personalmente e nominativamente al domicilio comunicato.

La dichiarazione dei redditi

Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi del defunto, uno degli eredi (ad esempio, la moglie o uno dei figli) è tenuto alla compilazione della stessa riportando i dati in un quadro apposito.

L’automobile o altri veicoli

Se il defunto ha lasciato un’automobile (o altri veicoli), allora gli eredi possono accordarsi che il mezzo venga intestato a uno di essi. Ovviamente, sarà necessario effettuare il passaggio di proprietà, rivolgendosi anche ad un’agenzia di pratiche auto.



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