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Quali sono i diritti disponibili?

30 Marzo 2020 | Autore:
Quali sono i diritti disponibili?

Il mondo dei diritti è molto vasto: gli istituti e le norme applicabili ai vari settori della vita sono diversissimi tra di loro. Il rischio di generare confusione è elevato. Ti forniamo alcune nozioni utili.

Se apri un qualsiasi codice di diritto e non sei uno studioso della materia rischi di confonderti le idee: ti imbatti, infatti, in una serie di disposizioni molto diverse tra loro. Ciascuna norma si riferisce ad una o più situazioni generali che possono verificarsi nella vita quotidiana e persegue lo scopo di sedare eventuali conflitti.

Per raggiungere il fine che gli è proprio, il sistema giuridico opera una distinzione fondamentale: quella tra diritti e doveri dei cittadini. Si tratta di due situazioni soggettive che rappresentano le due facce di una stessa medaglia: da un lato, godi di una situazione di vantaggio personale e, dall’altro, sei gravato di uno specifico obbligo.

I diritti, a loro, volta possono scomporsi in particolari sottocategorie: si parla, ad esempio, di diritti patrimoniali e di diritti personali e, ancora, di diritti relativi e di diritti assoluti.

Una distinzione molto interessante è sicuramente quella tra diritti disponibili e diritti indisponibili. Ma quali sono i diritti disponibili? Prima di fornire una risposta a tale domanda, dobbiamo interrogarci su cosa si intenda per diritto nel nostro ordinamento giuridico.

Cosa sono i diritti?

Il termine “diritto” deriva dal latino e sta ad indicare il principio che deve “dirigere” la condotta umana secondo i canoni di giustizia adottati da un ordinamento giuridico. In altri termini, sulla base della definizione fornita dal nostro legislatore, diritto è una situazione giuridica attiva riconosciuta dal sistema nazionale.

In termini più semplici, parlare di diritti vuol dire fare riferimento a tutti quei vantaggi che, rispetto a una data situazione, sono individuati dalla legge e puoi rivendicare sia nei confronti dello Stato sia nei confronti degli altri individui. Puoi, cioè, “attivarti” per tutelare la tua posizione di supremazia.

I diritti, proprio per le caratteristiche appena viste, sono protetti dal sistema giuridico e possono essere azionati nelle sedi opportune (di solito, il tribunale). Ne deriva che, in caso di loro violazione, hai la possibilità di rivolgerti a un avvocato per chiedere e ottenere il ristoro della situazione pregiudicata. La soluzione che il giudice può adottare, di solito pronunciandosi con una sentenza, è di varia natura: può decidere per il risarcimento del danno o per il ripristino di una situazione precedente o per la condanna a fare qualcosa a carico della parte avversaria.

Premesso ciò, come abbiamo accennato, la categoria generale dei diritti è scomposta in sottocategorie utili a individuare la situazione che più ti interessa nel caso specifico.

Se hai già sentito parlare di diritti disponibili e vuoi sapere di che cosa si tratta, segui le nostre brevi linee guida.

Diritti disponibili: quali sono?

L’espressione utilizzata per indicare la categoria dei diritti “disponibili” ti fornisce già un’idea di cosa si voglia indicare con tale termine: sono tali, infatti, tutte le facoltà di cui il titolare può liberamente “disporre”. In altri termini, sono disponibili tutti quei diritti che possono essere oggetto di accordi aventi rilevanza giuridica: pensa, ad esempio, al diritto di proprietà o al diritto di credito.

Alla luce di tali esemplificazioni, comprendi facilmente che si può disporre soltanto di quelle situazioni giuridiche che presentano determinati requisiti, primo fra tutti il contenuto patrimoniale, ossia la possibilità di dare una valutazione economica del diritto.

Per converso, è espressamente vietata la disposizione dei diritti a contenuto personale o dei cosiddetti diritti personalissimi. Sono, dunque, indisponibili tutte quelle situazioni che attengono alla persona umana considerata nella sua dimensione fisica (es. diritto alla salute), psicologica (es. diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero) o morale (es. diritto a ricevere assistenza dal coniuge).

Ogni transazione, accordo o atto di disposizione di un diritto indisponibile non solo è nullo per legge, ma può determinare una vera e propria responsabilità penale per i soggetti coinvolti: pensa, ad esempio, alla compravendita di organi umani.

La circostanza che una facoltà sia disponibile non vuol dire che non esistano dei limiti che i provvedimenti di disposizione devono rispettare. In altri termini, vi sono delle garanzie di tutela e di salvaguardia dell’intero ordinamento giuridico che impediscono di porre in essere atti che, pur avendo ad oggetto diritti disponibili, sono contrari all’ordine pubblico, al buon costume o a norme imperative. Per fare un esempio, puoi immaginare il padre che dona una cospicua somma di denaro al proprio figlio per truffare i creditori e non adempiere agli obblighi di legge: il diritto di credito è sicuramente un diritto disponibile, ma il fine specifico del contratto è contrario a norme di legge inderogabili, ossia quelle che tutelano i creditori da eventuali di frodi.

I diritti parzialmente disponibili

A metà strada tra i diritti disponibili e quelli indisponibili si trova la categoria dei cosiddetti diritti parzialmente disponibili. Facciamo riferimento, nello specifico, a quella particolare tipologia di situazioni giuridiche che, pur avendo contenuto personale, può essere oggetto di disposizione entro i limiti e alle condizioni dettate dall’ordinamento giuridico.

Le ipotesi tipiche di diritti parzialmente disponibili sono quelle relative alla libertà sessuale, all’onore o all’integrità fisica.

In tali casi, gioca un ruolo fondamentale nella valutazione della liceità della condotta il consenso del titolare del diritto alla limitazione della sua posizione di vantaggio. Facciamo l’esempio della donazione di sangue: nonostante il codice civile vieti le disposizioni del proprio corpo quando cagionano una diminuzione permanente dell’integrità fisica, è ammessa una deroga a tale principio in presenza di un consenso espresso per gli atti di minore importanza.

Perchè operi in funzione scriminante, il consenso deve essere libero (ossia non estorto con la forza), attuale (ossia presente al momento del fatto), informato ed effettivo.



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