Coronavirus: nuovi obblighi e agevolazioni

26 Febbraio 2020 | Autore:
Coronavirus: nuovi obblighi e agevolazioni

Misure più strette in tutta Italia per evitare contagi, dai concorsi alle partite, dal telelavoro alla scuola. Aiuti per cittadini e imprese della zona rossa.

Governo, Regioni e Comuni in campo per mettere sul tavolo delle misure concrete che, da una parte, aiutino chi sta pagando il prezzo del coronavirus in termini economici e, dall’altra, evitino il dilagare dell’epidemia del panico generalizzato che minaccia il futuro dell’Italia a breve e medio termine.

L’Esecutivo ha appena approvato un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che tiene conto delle tre realtà diverse di cui oggi è formato il Paese: quella più critica che si concentra nella zona rossa, cioè nel 10 Comuni tra Lombardia e Veneto più colpiti dal coronavirus, la zona gialla che comprende le sei regioni con più contagi e la cosiddetta zona bianca, dove – almeno per ora – il virus ha dato tregua.

A livello nazionale, il Governo ha deciso di imporre ovunque, specialmente nei posti più frequentati, l’obbligo di esporre le informazioni sulle misure di prevenzione e di mettere a disposizione dei cittadini all’ingresso dei disinfettanti per il lavaggio delle mani all’ingresso. Un obbligo che Comuni e associazioni di categoria hanno esteso agli esercizi commerciali. Sempre allo scopo di garantire una maggiore prevenzione, i mezzi di trasporto pubblico devono istituire dei turni speciali di pulizia, cosa che già avviene, ad esempio, sui convogli di Trenitalia e di Italo.

Vincoli anche per i concorsi che, logicamente, vedono insieme una grande quantità di persone nello stesso ambiente: si dovrà garantire ai candidati una distanza di sicurezza anti-contagio per evitare il contagio attraverso le goccioline di saliva.

Chi è stato di recente nelle aree più colpite della Cina ma anche nei Comuni della zona rossa italiana ha l’obbligo di comunicarlo all’Asl per essere messo in quarantena a casa. L’Azienda sanitaria rilascerà, nel caso fosse necessario, la certificazione ai fini Inps per comunicare la circostanza all’Istituto, al datore di lavoro e al medico curante. Il certificato riporterà le date di inizio e fine del periodo di isolamento obbligatorio.

Stringendo la visuale e concentrandosi sulla zona gialla (quindi, quella delle regioni in cui si trova il maggior numero di contagi da coronavirus), verranno riscritte le regole del telelavoro. In tutti i Comuni di Lombardia Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Liguria, lo smart working non sarà più automatico, ma verrà applicato in via provvisoria fino al 15 marzo. Nelle stesse regioni resta il divieto di effettuare gite scolastiche e viaggi di istruzione fino al 15 marzo. Si prevede che la riammissione a scuola avverrà secondo le regole di una volta, cioè con l’obbligo di certificato medico dopo 5 giorni di assenza. Ma il decreto prevede anche la possibilità per i dirigenti scolastici di ricorrere a lezioni a distanza con modalità telematica. Lo stesso possono fare le università che, in più, dovranno garantire agli studenti appena possibile il recupero delle attività formative e soprattutto di esami, prove o verifiche.

Nella zona gialla, il coronavirus colpisce anche lo sport: partite e allenamenti (anche di serie A) si terranno a porte chiuse almeno per la prossima giornata di campionato.

In Veneto, Lombardia ed Emilia saranno anche sospesi gli esami per la patente di guida negli uffici della Motorizzazione civile di 14 province (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza) ma sarà assicurata la validità dei fogli rosa in scadenza.

Infine, negli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Corte di appello cui appartengono gli 11 Comuni della zona rossa si potrà stabilire la riduzione dell’orario di apertura al pubblico.

E arriviamo alla zona rossa, dove oltre alle misure restrittive imposte dalla quarantena che interessa 50mila persone tra Lombardia e Veneto, ci sono delle nuove agevolazioni. Il Governo ha sospeso versamenti fiscali, cartelle e rate della pace fiscale in scadenza tra il 21 febbraio e il 31 marzo. Un altro decreto dovrà pensare ad obblighi ed adempimenti per gli intermediari, come avvocati, commercialisti e consulenti.

Per chi ha la residenza o la sede operativa, per le imprese con sede legale o sede operativa alla data del 21 febbraio nell’area della zona rossa sono sospesi i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli da cartella di pagamento e gli atti in scadenza tra il 21 febbraio e i 31 marzo 2020. Non ci sarà, però, il rimborso di quanto già versato. La sospensione interessa anche i sostituti di imposta e le ritenute alla fonte. Adempimenti e versamenti dovranno essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine di sospensione, quindi entro il 30 aprile.



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