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Congedo di paternità allungato di due giorni

26 Febbraio 2020 | Autore:
Congedo di paternità allungato di due giorni

L’Inps chiarisce le modalità per usufruire dell’astensione obbligatoria. La domanda va presentata per iscritto 15 giorni prima.

L’Inps ha chiarito ai neopapà come possono usufruire di un congedo di paternità più lungo di due giorni. Dallo scorso 1° gennaio, infatti, i lavoratori dipendenti del settore privato che hanno «ampliato la famiglia» potranno restare a casa sette giorni anziché cinque. Anzi, non potranno ma «dovranno» restare a casa: la fruizione è obbligatoria e la domanda scritta deve essere presentata al datore di lavoro o all’Inps nel caso in cui sia l’Istituto, e non l’azienda, a corrispondere l’indennità. Resta, quindi, escluso il settore pubblico.

Il congedo obbligatorio era stato introdotto dalla legge Fornero [1] e confermato ogni anno. L’ultima legge di Bilancio, però [2], l’ha allargato alle nascite e alle adozioni o affidamenti avvenuti nel 2020 e l’ha portato a sette giorni da fruire, anche in via non continuativa, entro i primi cinque mesi di vita o ingresso in famiglia o in Italia del minore.

Come detto, il congedo di paternità è obbligatorio. Significa che per sette giorni, consecutivi o frazionati a seconda delle esigenze del dipendente, il neopapà deve assentarsi dal lavoro e restare a casa per dedicarsi alla famiglia. La fruizione va fatta sempre per giorni interi di lavoro: non è possibile restare a casa solo per qualche ora ed accumulare le astensioni fino ad arrivare, complessivamente, a sette giorni. Altro vantaggio è che il congedo può essere preso anche mentre la mamma del neonato è a casa in maternità.

L’Inps chiarisce, inoltre, che il congedo di paternità resta fissato in sette giorni anche in caso di parto plurimo: che si tratti di un bambino o di tre gemelli, la durata non cambia.

Per poter fruire del congedo bisogna presentare domanda scritta al proprio datore di lavoro, se è questi obbligato al pagamento della relativa indennità per conto dell’Inps, indicando il giorno o i giorni in cui vorrebbe assentarsi. La domanda va fatta con almeno 15 giorni di anticipo, anche in relazione all’evento nascita, se possibile, in base alla data presunta del parto. Chi riceverà l’indennità dall’Inps, invece, dovrà presentare la richiesta di congedo dall’istituto di previdenza.

Il congedo è retribuito al 100% rispetto alla retribuzione e coperto da contributi

Esiste anche la possibilità per i papà di chiedere nel 2020 un ulteriore congedo facoltativo, previo accordo con la madre lavoratrice in sostituzione di un giorno del congedo di maternità obbligatorio.



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