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Italia divisa in tre zone: scatta l’obbligo di stare chiusi a casa

26 Febbraio 2020
Italia divisa in tre zone: scatta l’obbligo di stare chiusi a casa

Emergenza Coronavirus: scenari apocalittici in un’Italia che rischia di affondare per colpa dell’isterismo collettivo.

L’economia affonda e, questa volta, gli italiani non potranno dare la colpa al Governo ma alla propria stessa stupidità. Il coronavirus era probabilmente presente in Italia già da prima della crisi: i nostri imprenditori viaggiavano per e dalla Cina quando già i focolai si erano accesi e ora spuntano le dichiarazioni di medici che affermano di avere curato polmoniti con sintomi particolari e più virulente del solito. Ma nessuno se n’è accorto e l’Italia è andata avanti lo stesso. Ora, invece, abbiamo la dimostrazione di come il panico per qualcosa che non si conosce possa gettare in ginocchio ben 60milioni di persone.

Così il Governo sta correndo ai ripari con misure urgenti per evitare che la nostra economia – già paralizzata – si fermi definitivamente e ci mandi a picco. Ieri, è stato varato un Dpcm. L’Italia viene divisa in tre zone: la zona rossa (quella degli 11 Comuni), la zona gialla (in tutto sei Regioni) e quella bianca (il resto d’Italia). 

Ci sono misure che riguardano scuole, università, uffici pubblici, trasporti, esercizi commerciali ed anche cittadini. Scatterà in tutti i luoghi, soprattutto quelli con maggiore accesso di pubblico, l’obbligo di esporre le informazioni sulle misure di prevenzione, ma anche la disponibilità di disinfettanti per il lavaggio delle mani all’ingresso. Ecco le principali misure.

Leggi anche Coronarivus: come il virus dell’ignoranza uccide l’economia.

Mezzi pubblici e concorsi

Le aziende di trasporto pubblico locale dovranno adottare «interventi straordinari di pulizia dei mezzi». Infine, in «tutte le fasi» dei concorsi dovrà essere garantita una distanza di sicurezza anti-contagio per evitare «la trasmissione droplet» (le goccioline di saliva). Una misura, questa, non facile da applicare soprattutto per i maxi-concorsi con migliaia di candidati. 

In Veneto, Lombardia ed Emilia saranno anche sospesi gli esami per la patente di guida negli uffici della Motorizzazione civile di 14 province (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza) ma sarà assicurata la validità dei fogli rosa in scadenza.

Obbligo di stare chiusi a casa per gli infetti

Chi presenta i sintomi del coronavirus o ha soggiornato nelle aree a rischio della Cina oppure ha soggiornato nella zona rossa dei focolai del virus ha l’obbligo di comunicarlo all’Asl. Su di lui scatta il divieto di uscire di casa e di restare in quarantena.

Veniamo alle giustificazioni dal lavoro. Chi farà la quarantena potrà ottenere la certificazione ai fini Inps dalla stessa Asl che rilascerà una dichiarazione indirizzata a Inps, datore di lavoro e medico curante in cui sarà specificata «la data di inizio e fine» del periodo di “isolamento” domiciliare. Fin qui, le ultimissime misure per l’area bianca.

Lavoro a casa

Per gli oltre 26 milioni di persone che vivono tra Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli, Emilia e Liguria c’è la riscrittura delle regole dello smart working che non sarà più automatico, ma applicato in via provvisoria fino al 15 marzo in tutti i Comuni delle 6 Regioni.

Stop gite scolastiche

Nella zona gialla, viene indetto lo stop a gite scolastiche e viaggi di istruzione fino al 15 marzo.

La riammissione a scuola avverrà solo dietro certificato medico se ci sono stati 5 giorni di assenza. 

I dirigenti scolastici potranno disporre lezioni a distanza con modalità telematica. 

Stop partite allo stadio

Nelle zone gialle, le partite e gli allenamenti saranno svolti a porte chiuse almeno per la prossima giornata di campionato.



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