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Social network: pro e contro

26 Febbraio 2020 | Autore: Roberta Jerace
Social network: pro e contro

Vantaggi e svantaggi dei social.

I social network hanno cambiato il modo in cui lavoriamo, studiamo e soprattutto in cui ci relazioniamo agli altri. Passiamo sempre più tempo con il nostro smartphone in mano a scorrere le bacheche di Facebook, Instagram, Twitter o il più recente Tik Tok. Forse hai più volte avuto la sensazione di perdere del tempo con lo sguardo sullo schermo e forse anche quella di abusare di questo mezzo di comunicazione, è normale quindi chiederti quali siano dei social network: pro e contro.

Sono molti i vantaggi dei social network come la libera condivisione delle informazioni, la possibilità di trovare qualcuno lontano da te mille miglia e poterci parlare in tempo reale, i social sono anche utili sul fronte lavorativo sia per pubblicizzare la tua attività sia per intraprendere una carriera tra le nuove figure professionali del web che sono sempre più richieste. Ma esistono anche numerosi svantaggi come il rischio di una dipendenza o di cyberbullismo a cui i social network espongono.

Ricorda che la legge tutela dalla diffamazione che viene praticata sul web da quelli che possiamo definire “leoni da tastiera” che si nascondono dietro lo schermo per minacciare, offendere o compromettere la reputazione delle loro vittime.

Vantaggi dei social network

L’informazione libera e indipendente è indubbiamente una delle maggiori conquiste dell’era digitale, e oggi, grazie soprattutto alle piattaforme di libera condivisione che consentono lo scambio di notizie, di idee e di contenuti, è possibile accedere ad altre fonti di informazione che prima erano in mano dei media convenzionali. Inoltre, l’aggregazione in gruppi sui social, che hanno soppiantato il ruolo dei forum, offre la possibilità di trovare una soluzione a dubbi o scambiarsi opinioni e impressioni in tempo reale su qualunque argomento.

I social network hanno il vantaggio di farti ritrovare amici o parenti con i quali per un motivo o per l’altro hai perso i contatti; ma ti permettono anche di restare semplicemente in comunicazione con qualcuno che hai conosciuto in vacanza, per lavoro o in Erasmus e che magari abita letteralmente dall’altra parte del mondo. La connettività globale ha abbattuto i confini fisici e permesso la creazione di una rete virtuosa di comunicazione.

L’interculturalità digitale sui social network permette, lo scambio di esperienze intellettuali ma anche di competenze pratiche come imparare una lingua, insegnare un mestiere o condividere il proprio hobby, in uno spazio digitale che si apre alla multiculturalità.

Un fattore da tenere in considerazione e che viene molto spesso sottovalutato è che i social network sono un mezzo di comunicazione economico poiché tutti hanno la possibilità di connettersi senza costi particolari o addirittura senza alcun costo se si usufruisce di una connessione Wi-fi libera come accade in molte zone pubbliche e presso numerose attività private.

I social network sono un mezzo di comunicazione democratico. Nei Paesi che non hanno particolari restrizioni (tra le nazioni dove internet non è libero vi sono: Corea del Nord, Cina, Vietnam, Etiopia, Cuba, Bielorussia, Siria, Arabia Saudita, Iran, Uzbekistan) si ha la possibilità di esprimersi liberamente finanche su ideologie politiche, gusti e scelte di ogni genere e tipo. Spesso i social hanno anche la funzione di sensibilizzatore sociale e persino mezzo di reclamo collettivo e di denuncia dei crimini, corruzione, disuguaglianze o qualsivoglia tipo di ingiustizia.

Se è vero che c’è il rischio di isolarsi dietro una tastiera è anche vero, secondo una ricerca di Business Insider del 2017, che le relazioni nate online hanno più probabilità di evitare l’epilogo in divorzio o comunque risultano più durature. Sia per gli amori che per le amicizie i social network amplificano le possibilità di nuove conoscenze, starà poi a te decidere se trasformare quelle conoscenze virtuali in reali.

I social network possono anche offrire la possibilità di dare uno slancio al business. Le aziende hanno da tempo iniziato a usare questo strumento poiché viene percepito come meno aggressivo rispetto alle pubblicità tradizionali. Sono numerosissime le aziende che sfruttano i social per garantirsi la propria web reputation e sviluppare una brand identity. Anche tu puoi imitare questo esempio e sfruttare i social network per offrire maggiore visibilità al tuo prodotto o garantire alla tua azienda un parco contatti più ampio attraverso i servizi di social digital marketing.

In un mercato del lavoro in continua flessione non è poi da sottovalutare la capacità dei social di moltiplicare le possibilità di lavoro. Questo avviene secondo due direttive principali: in primo luogo perché vengono utilizzati da portali come Infojob o LinkedIn che hanno trasformato i social network in vetrine vere e proprie in cui pubblicizzare le capacità professionali degli iscritti; in secondo luogo perché il mondo dei social media mette a disposizione nuovi lavori digitali per chi sa stare al passo con i tempi.

Grazie all’esistenza dei social potrai diventare: digital content manager, video editor, social media manager, seo specialist, social media analyst e se sei particolarmente bravo perché no persino influencer.

Contro dei social network

Uno degli svantaggi dell’era digitale è, certamente, il rischio per la privacy sui social network; su di essi, infatti, è possibile reperire senza molte difficoltà informazioni di ogni genere da quelle anagrafiche, alle abitudini, dal posto di lavoro ai luoghi di frequentazione abituale. Meglio stare attento/a alle informazioni che condividi per prevenire frodi, furti d’identità e altri rischi connessi alla tutela della privacy.

La dipendenza da social network viene percepita dalla popolazione media come un pericolo reale, tuttavia, non ci sono dati statistico-scientifici riguardo la dipendenza ma piuttosto riguardo il tempo di esposizione ai social network, che non è detto indichi una dipendenza ma semplicemente il tempo che per studio o per lavoro si passa su internet. Secondo uno studio dell’Università della Sapienza di Roma le nuove generazioni passano in media tra le 4 e le 6 ore al giorno sui social esponendosi però così al rischio di dipendenza.

L’uso eccessivo dei social dalle analisi effettuate dagli esperti sembra che contribuisca a uno stato di stress e depressione. Una ricerca del Journal of Social and Clinical Psychology mette in relazione l’utilizzo eccessivo dei social network con sintomi simili alla depressione. Mettere continuamente a confronto la propria vita con quella degli altri può far insorgere un senso di inadeguatezza e all’errata conclusione che la propria vita sia noiosa e triste. Aumenta così la sensazione di solitudine e di vuoto che può portare a momenti di depressione o a esacerbare una patologia depressiva già latente.

Esistono anche dei sintomi psicofisici da eccesso di social network, si tratta di tutta una serie di segnali che il corpo invia e che conseguono tra le altre cose all’eccesiva esposizione alla luce blu degli smartphone, tra questi vi sono: mal di testa, bruciore agli occhi, mancanza di sonno, stanchezza mentale, agitazione, senso di insofferenza per la sensazione di aver perso tempo.

Aalcuni studi hanno collegato l’uso eccessivo dei social network e la bassa autostima, il meccanismo è subdolo: per “fare colpo” sui follower molti sono tentati di mostrare una vita diversa da quella reale pur di ottenere commenti e like. Tuttavia, si tratta di reazioni non legate a eventi autentici della propria vita e di questo è consapevole l’autore del post che ancora una volta dovrà fare i conti con la realtà insoddisfacente della propria quotidianità.

Inoltre, la ricerca di approvazione negli altri genera un meccanismo per il quale si diventa schiavi delle opinioni altrui e si compromette l’autostima ancora di più; autostima che al contrario dev’essere un percorso personale basato sulla propria efficacia e sul riconoscimento delle proprie qualità.

Il cyberbullismo è un fenomeno molto serio soprattutto per i più giovani, tra di loro il 70% ammette di esserne stato vittima almeno una volta, tra il 15% e il 40%, invece, sono coloro che ne sono oggetto abituale.

Le differenze con il bullismo tradizionale fanno sì che il fenomeno del cyberbullismo sia sotto certi aspetti anche più temibile: il cyberbullo, ad esempio, non agisce in un contesto reale e non può sempre osservare le conseguenze delle proprie azioni, in alcuni casi questo lo rende ancora più aggressivo e prevaricatore.

Il cyberbullismo avviene in una “piazza pubblica” (lo spazio potenzialmente infinito della rete) ben più ampia di ogni luogo reale in cui può avvenire un atto di prevaricazione o intimidazione. Il cyberbullo, infine, può sfruttare l’anonimato nascondendosi dietro le tecnologie e compiendo azioni che più difficilmente metterebbe in atto se dovesse esporsi pubblicamente con il suo viso e il suo nome.

I volti che può assumere il cyberbullismo si moltiplicano costantemente, oggi si parla di haters (coloro che fomentano l’odio con insulti e derisioni), di sextortion (il ricatto di chi minaccia di rendere pubbliche foto o video di natura sessuale), di revenge porn (la vendetta di chi usa immagini e video di natura intima per screditare la vittima) o di grooming (l’adescamento di minori sul web attraverso manipolazione psicologica) e altre forme di aggressione che hanno come base di appoggio i social network.

Diffamazione sui social

Per quanto riguarda i reati che si possono profilare con l’uso improprio di internet, ha una certa rilevanza la diffamazione sui social network. Chi offende la dignità, l’onore o la reputazione di un’altra persona utilizzando i social network si macchia del reato di diffamazione, anzi addirittura di diffamazione aggravata poiché chiunque può leggere l’offesa sulla “pubblica piazza” dei social.

Insultare una persona sui social, infatti, corrisponde a usare la stampa per oltraggiarla pubblicamente in un “luogo” infinitamente più ampio di ogni luogo materiale, con tutta la gravità che questa circostanza comporta. Più precisamente, l’utilizzo di internet integra l’ipotesi di diffamazione aggravata con l’uso di un mezzo di pubblicità, proprio per la particolare capacità divulgativa del mezzo telematico.


Di Roberta Jerace


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