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Legge sulla sicurezza: cosa prevede

3 Aprile 2020 | Autore:
Legge sulla sicurezza: cosa prevede

I temi della sicurezza e dell’immigrazione hanno formato oggetto di due distinti decreti legge, emanati tra il 2018 e il 2019, su proposta dell’allora ministro degli Interni, Matteo Salvini. Quale è il loro contenuto e quali modifiche vorrebbe apportarvi l’attuale capo del Viminale, Luciana Lamorgese.

Il decreto sicurezza [1], avente ad oggetto la disciplina delle materie dell’immigrazione, della sicurezza urbana, della lotta al terrorismo e alla mafia, è stato approvato, su proposta del ministro degli Interni, Matteo Salvini, nell’ottobre 2018 e poi, convertito in legge [2] nel dicembre dello stesso anno. Successivamente lo stesso ministro ha presentato un decreto sicurezza–bis [3], convertito in legge [4] durante l’estate scorsa, con il quale ha apportato alcune modifiche alla normativa già vigente.

Pertanto, se si vuole conoscere la legge sulla sicurezza cosa prevede, occorre esaminare il contenuto di entrambi tali decreti. E’ comunque opportuno precisare che è al vaglio dell’attuale Governo un piano di modifica degli stessi, soprattutto in ordine ai temi della cittadinanza e del diritto all’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo.

Cosa prevede il decreto sicurezza

Il decreto sicurezza, nel testo convertito in legge, prevede disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale, immigrazione e sicurezza pubblica. Inoltre, contiene misure per la funzionalità del ministero dell’Interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Esaminiamolo nel dettaglio.

Immigrazione

In materia di immigrazione, il decreto sicurezza prevede che solo in presenza di situazioni di emergenza umanitaria, ovvero di seri motivi come per protezione sociale, ragioni di salute o calamità naturali nel paese d’origine, risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato, può essere concesso il permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che ne fanno richiesta.

Coloro che fuggono da conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità hanno diritto al premesso di soggiorno così come i soggetti che sono vittime di sfruttamento da lavoro o di persecuzione. In questi casi è ammesso il ricorso ad un procedimento immediato innanzi alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.

Il permesso di soggiorno dura da 6 mesi a 2 anni a seconda dei casi e può essere rinnovato.

Per i richiedenti asilo politico sono aumentati i reati (vedi la violenza sessuale, la produzione, la detenzione ed il traffico sostanze stupefacenti, la rapina e l’estorsione, il furto, la minaccia, la violenza o la resistenza a pubblico ufficiale), che comportano la revoca dello status di protezione internazionale e l’espulsione immediata.

E’ prevista la revoca della cittadinanza per le persone che vengono ritenute pericolose per lo Stato, in caso di condanna in via definitiva per reati legati al terrorismo. Inoltre, può essere rigettata una domanda di cittadinanza anche se presentata da chi ha sposato un cittadino o cittadina italiana. Non è ammesso il patrocinio gratuito per i migranti i cui ricorsi contro il rigetto della richiesta di protezione umanitaria, sono dichiarati inammissibili.

Gli Sprar, cioè i piccoli centri che ospitano i migranti, possono accogliere solo i titolari di protezione internazionale e i minori non accompagnati. Non possono più accogliere i richiedenti asilo politico, che devono essere trasferiti nei centri di accoglienza ordinari in attesa delle decisioni sulle loro domande.

Gli irregolari, invece, vengono trattenuti nei centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) e in altri luoghi fino a un massimo di 180 giorni.

Sicurezza urbana

Il decreto sicurezza prevede, altresì, le modalità di ricognizione delle situazioni di occupazioni abusive di immobili ed i piani provinciali per le esecuzioni dei provvedimenti di sgombero, anche mediante l’impiego della forza pubblica.

Per chiunque invade arbitrariamente terreni od edifici pubblici altrui, sia pubblici sia privati, al fine della occupazione o di trarne profitto, è prevista la punizione con la reclusione fino a 4 anni congiuntamente ad una multa da 206 euro a 2.064 euro.

Inoltre, è introdotto il reato di blocco stradale e di occupazione dei binari ferroviari.

Infine, la polizia locale dei comuni con più di 100.000 abitanti possono adoperare in via sperimentale, i così detti taser (armi ad impulsi elettrici).

Sono stati previsti fondi per il pagamento degli straordinari per la polizia di Stato oltre ad uno stanziamento per i compensi dei vigili del fuoco e del personale volontario per il biennio 2018/2019.

Lotta al terrorismo

Per prevenire gli attentati terroristici, il decreto sulla sicurezza prevede che gli esercenti che effettuano il noleggio di tir o di furgoni devono comunicare in anticipo rispetto alla consegna, ad un centro di elaborazione, i dati identificativi del soggetto che intende noleggiare un autoveicolo di questo tipo.

Il centro procede, quindi, ad un raffronto dei dati comunicati con quelli conservati per finalità di prevenzione e repressione del terrorismo e nel caso di potenziale pericolo, deve inviare una segnalazione alle forze dell’ordine.

A coloro che sono sospettati di preparare un attentato o di fiancheggiare un’organizzazione terroristica viene esteso il Daspo, cioè il divieto di accesso, dalle manifestazioni sportive ai mercati, alle fiere ed agli spettacoli.

Lotta alla mafia

Per contrastare le infiltrazioni mafiose negli enti locali e negli appalti pubblici nei casi in cui un prefetto dovesse segnalare situazioni anomale o di condotte illecite, è prevista la nomina di un commissario straordinario.

Gli immobili confiscati alle organizzazioni criminali possono essere dati in affitto “sociale” alle famiglie in condizioni di disagio.

Cosa prevede il decreto sulla sicurezza-bis

Il decreto legge entrato in vigore ad agosto 2019, intitolato “Disposizioni urgenti in materia di contrasto all’immigrazione illegale e di ordine e sicurezza pubblica”, si può considerare come un prolungamento e una specificazione del decreto sicurezza.

Immigrazione

Si compone di 18 articoli e prevede una stretta sull’immigrazione clandestina. Regolamenta tra le altre cose, la chiusura dei porti italiani alle navi delle Ong che soccorrono i migranti e stabilisce le sanzioni in caso di forzatura del blocco.

Innanzitutto, attribuisce al ministro dell’Interno la competenza di limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi sospette nel mare territoriale per ragioni di ordine e di sicurezza pubblica.

In caso di violazione del divieto di ingresso nelle acque territoriali, il capitano della nave può essere condannato al pagamento di una sanzione compresa tra un minimo di 150.000 euro ed un massimo di 1 milione di euro. Inoltre, è previsto il sequestro della nave come sanzione aggiuntiva.

Nell’ipotesi in cui il comandante della nave dovesse commettere il delitto di resistenza o violenza contro una nave da guerra, può essere arrestato in flagranza.

E’ estesa alle procure distrettuali la competenza per le indagini che riguardano il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. A tal fine possono eseguire intercettazioni e operazioni sotto copertura.

Il decreto sicurezza-bis ha previsto anche lo stanziamento di 3 milioni di euro per il triennio 2019/2021 per contrastare il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e coprire i costi degli operatori di polizia che dovranno compiere le indagini sotto copertura.

Gestione dell’ordine pubblico

In materia di gestione dell’ordine pubblico è stata introdotta una nuova figura di reato contro chi utilizza, durante le manifestazioni che si svolgono in luoghi pubblici o aperti al pubblico, razzi, fuochi d’artificio, petardi o crea in altro modo pericolo a cose e a persone. La pena in questo caso va da 6 mesi a 2 anni.

Le pene sono aumentate per coloro che durante tali manifestazioni utilizzano caschi o qualsiasi altro dispositivo che renda irriconoscibile la persona.

Sono state inasprite le sanzioni previste per chi compie i reati contro gli agenti impiegati durante tale tipo di manifestazioni.

Non è prevista più l’archiviazione per tenuità per chi commette i reati di violenza, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Manifestazioni sportive

In particolare per le manifestazioni sportive il decreto sulla sicurezza-bis prevede che il questore può impedire l’accesso a tali manifestazioni a coloro che hanno denunce pendenti o hanno preso parte ad episodi violenti o hanno incitato alla violenza in occasione di eventi sportivi, sia in Italia sia all’estero.

Invece, i sindaci possono allontanare i bagarini dai luoghi pubblici.

Cosa prevede la modifica dei decreti sicurezza

L’attuale ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha elaborato un piano di modifica dei decreti sicurezza Salvini, in relazione:

  • alle norme dettate per le navi delle organizzazioni umanitarie, le quali in caso di violazione del divieto di ingresso nelle acque italiane, verrebbero sanzionate con una multa compresa tra i 10.000 euro e i 50.000 euro. Inoltre, solo in caso di reiterazione della condotta contestata, si procederebbe alla confisca della nave e all’arresto del comandante;
  • ai permessi di soggiorno, di cui verrebbe ampliata la tipologia per le ipotesi di disagio psichico e di gravi vulnerabilità oltre che per le vittime di tratta e per i nuclei familiari;
  • all’iscrizione all’anagrafe dei Comuni di residenza, ai quali andrebbero registrati i richiedenti asilo;
  • alla cittadinanza. Pertanto, dovrebbe essere di 2 anni, con il silenzio-assenso, il tempo massimo per l’ultimazione delle pratiche per la concessione della cittadinanza per residenza e matrimoni, salvo che nei casi di gravi procedimenti penali in atto.

Consegue che tale proposta di modifica, se approvata dalla maggioranza, apporterebbe cambiamenti importanti sotto diversi punti di vista al contenuto dei decreti sicurezza attualmente vigenti.


note

[1] D.L. n. 113/2018.

[2] L. n. 132/2018.

[3] D.L. n. 53/2019.

[4] L. n. 77/2019.


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