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Lavoro stagionale: ultime sentenze

8 Giugno 2021
Lavoro stagionale: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: lavoratore straniero; conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale in lavoro subordinato.

La presenza di elementi di differenziazione tra lavoro stagionale e lavoro a tempo parziale verticale legittima il diverso trattamento sull’indennità di disoccupazione? Quando è consentita la conversione del permesso per lavoro stagionale? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale in lavoro subordinato

La ratio sottesa alla prescrizione della durata del lavoro stagionale per un periodo non inferiore a tre mesi – indicata dall’art. 24 comma 10 del d.lgs. 286/1998 – è correlata all’esigenza di evitare che la stipulazione di un contratto di lavoro stagionale diventi un espediente per soggiornare sul territorio dello Stato e successivamente conseguire, più facilmente rispetto agli extracomunitari non soggiornanti, un permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Diversamente opinando, il lavoro stagionale diverrebbe, da presupposto per la conversione, a mera occasione per la ricerca di impieghi al solo fine di far confluire la domanda per il conseguimento di un soggiorno per lavoro subordinato nella specifica procedura per la conversione con indubbio vantaggio per il lavoratore extracomunitario.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. II, 08/07/2020, n.885

Domanda di conversione del permesso di soggiorno

È illegittimo il decreto della Prefettura con cui è stata rigettata l’istanza di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato unicamente sulla base del fatto che essa è stata presentata in data successiva alla scadenza del precedente permesso di soggiorno; ciò in quanto il ritardo nella presentazione della domanda di conversione del permesso di soggiorno non costituisce, di per sé, fatto ostativo al rilascio del titolo, non trattandosi di termine avente natura decadenziale.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 08/06/2020, n.176

La revoca del permesso di soggiorno per lavoro stagionale

È illegittimo il decreto del Questore con cui è stata disposta la revoca del permesso di soggiorno per lavoro stagionale con la motivazione che l’interessato, sebbene abbia sottoscritto il contratto di lavoro stagionale unitamente al datore di lavoro presso lo sportello unico immigrazione, non si sia mai presentato sul posto di lavoro in base alla dichiarazione del datore che è stata però contraddetta in giudizio dalla prova documentale (copie delle buste paga) che dimostra lo svolgimento dell’attività lavorativa quanto meno per tre mesi consecutivi.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 27/04/2020, n.146

Limiti alla conversione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale

Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale non può essere utilizzato per poi ottenere un permesso di soggiorno per lavoro a tempo indeterminato in elusione della specifica disciplina che regola il rilascio di quest’ultimo e delle specifiche quote di ingresso stabilite dall’ordinamento.

Consiglio di Stato sez. III, 14/02/2020, n.762

Requisiti per la conversione del lavoro stagionale in lavoro subordinato

Ai sensi dell’art. 24 comma 10 d.lg. n. 286 del 1998 i requisiti per la conversione del lavoro stagionale in lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato sono la capienza delle quote fissate dal Decreto Flussi annuale; la presenza di un’offerta di lavoro subordinato; lo svolgimento di regolare attività lavorativa per almeno tre mesi (corrispondenti, nel settore dell’agricoltura, a 39 giornate nel trimestre, con una media di 13 giorni per ogni mese) dopo il primo ingresso in Italia. I suddetti presupposti devono tutti essere presenti al tempo in cui viene proposta la domanda di conversione.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 20/01/2020, n.53

Lavoro stagionale e lavoro a tempo parziale verticale

La presenza di sicuri elementi di differenziazione tra lavoro stagionale e il tipo contrattuale del tempo parziale verticale giustificano il diverso trattamento, consistente nella esclusione del diritto all’indennità di disoccupazione per i periodi di mancata prestazione dell’attività lavorativa nei rapporti di lavoro a tempo parziale verticale su base annua.

Infatti, mentre nel primo, il rapporto cessa a “fine stagione”; nel secondo, il rapporto “prosegue” anche durante il periodo di sosta, con conseguente affidamento, da parte del lavoratore, sulla retribuzione per il lavoro che presterà dopo il periodo di pausa. Non è, pertanto, fondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, dell’art. 45, terzo comma, regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827, convertito, con modificazioni, nella legge 6 aprile 1936, n. 1155.

Tribunale Bergamo sez. lav., 10/10/2019, n.608

Omesso versamento dei contributi previdenziali 

La conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale in lavoro subordinato non potrà essere negata all’immigrato sulla base della condotta inadempiente di un diverso soggetto (il datore di lavoro), che non ha versato i contributi previdenziali.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 08/10/2019, n.1534

Permesso di soggiorno per lavoro stagionale

Lo straniero ha la possibilità di convertire il permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, ciò indipendentemente dalla tipologia di visto (D o C) con il quale il lavoratore ha fatto ingresso in Italia, essendo rilevante la tipologia e la durata del lavoro svolto una volta entrato sul territorio nazionale e la disponibilità delle quote di cui all’art. 3, co. 4, del D.Lgs. n. 286/1998.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. III, 18/09/2019, n.1007

Conversione del permesso per lavoro stagionale: quando è consentita?

Ai sensi dell’art. 24 comma 10 D.Lgs. n. 286/1998, la conversione del permesso per lavoro stagionale è consentita solo a quei soggetti che abbiano svolto una regolare attività lavorativa per un periodo di almeno tre mesi.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 11/09/2019, n.10839

Assunzione di uno straniero per lavoro stagionale

Il titolare dell’autorizzazione ad assumere uno straniero, mediante un contratto di lavoro subordinato stagionale, non è legittimato ad impugnare il provvedimento di diniego del visto d’ingresso, considerato che la funzione del visto è quella di consentire al richiedente straniero l’ingresso nel territorio nazionale e, dunque, unico soggetto leso dall’eventuale diniego può essere considerato solo lo straniero.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 20/02/2019, n.2287

Lavoratore extracomunitario: la perdita del posto di lavoro

In materia di immigrazione, la perdita del posto di lavoro non costituisce motivo di revoca del permesso al lavoratore cittadino extracomunitario ed ai suoi familiari legalmente soggiornanti; infatti, il lavoratore straniero in possesso del permesso di soggiorno per lavoro subordinato che perde il posto di lavoro, anche per dimissioni, può essere iscritto nelle liste di collocamento per il periodo di residua validità del permesso di soggiorno, e comunque, salvo che si tratti di permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per un periodo non inferiore ad un anno ovvero per tutto il periodo di durata della prestazione di sostegno al reddito percepita dal lavoratore straniero, qualora superiore.

T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 13/11/2018, n.302

Offerta di contratto a tempo determinato

Il lavoratore straniero stagionale, che abbia svolto regolare attività lavorativa sul territorio statale per almeno tre mesi, può richiedere la conversione del permesso di soggiorno concessogli nel caso in cui gli sia offerto un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato.

Consiglio di Stato sez. III, 17/07/2018, n.4332

Rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro stagionale

Ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro stagionale, la mancanza della condizione del rientro nello Stato di provenienza non può essere sostituita dallo svolgimento di fatto di attività lavorativa priva di titolo, oppure da un preteso affidamento privo di alcuna giustificazione.

Consiglio di Stato sez. III, 04/05/2018, n.2673

Durata del permesso di soggiorno per motivi di lavoro

Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro è rilasciato all’extracomunitario a seguito della stipula del contratto di permesso di soggiorno per lavoro di cui all’art. 5-bis. d.lg. 25 luglio 1998, n. 286, la cui durata è quella prevista dal contratto di soggiorno e, comunque, non può superare: a) in relazione ad uno o più contratti di lavoro stagionale, la durata complessiva di nove mesi; b) in relazione ad un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, la durata di un anno; c) in relazione ad un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, la durata di due anni; ai sensi dell’art. 5 il rinnovo del permesso di soggiorno è richiesto dallo straniero al Questore della Provincia in cui dimora, almeno sessanta giorni prima della scadenza, ed è sottoposto alla verifica delle diverse condizioni previste per il rilascio, considerato anche che è rinnovato per una durata non superiore a quella stabilita con rilascio iniziale.

T.A.R. Campobasso, (Molise) sez. I, 03/05/2017, n.158

Lavoro stagionale e reddito esiguo 

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, il fatto che l’attività svolta dall’imputato abbia carattere stagionale non risulta da sola idonea dimostrare la sua incapacità di adempiere, potendo al più giustificare versamenti limitati a determinati periodi dell’anno; né valore probante può avere il richiamo alla situazione economica generale, trattandosi di un dato generico.

Cassazione penale sez. VI, 15/03/2017, n.24532

Permessi di soggiorno di breve durata

Con la dizione «permesso di soggiorno di breve durata», di cui all’art. 9, d.lg. 27 luglio 1998 n. 286, devono intendersi i permessi per lavoro stagionale (art. 5 comma 3 bis, lett. a: nove mesi), per visite, turismo e affari (art. 5 comma 3, lett. a: tre mesi) ed altre particolari tipologie quali ad esempio il permesso per ragioni di giustizia (art. 11 comma 1 lett. c bis), del regolamento di cui al d.P.R. 31 agosto 1999 n. 394: tre mesi prorogabili per lo stesso periodo), ma non anche il permesso contemplato dall’art. 29 comma 6, conseguente all’autorizzazione di cui all’art. 31, comma 3, di cui è prevista la durata per « un periodo di tempo determinato », ma rinnovabile anche per lungo tempo nella permanenza dei motivi che ne giustificavano il primo rilascio. (Nella specie ricongiungimento familiare per assistenza a minore)

Consiglio di Stato sez. III, 14/04/2015, n.1909



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2 Commenti

  1. Quest’anno, ci sarà la riapertura delle discoteche e dei locali all’aperto al mare. Io farò un lavoretto stagionale come barman per arrotondare qualche soldino visto che quest’anno le attività hanno risentito fortemente di questa pandemia, Nel frattempo, ho imparato a creare nuovi cocktail e nuove ricette per migliorarmi ed offrire ai miei clienti sapori nuovi

  2. Sono diventato bagnino lo scorso anno e per questa estate ho trovato subito lavoro in un parco acquatico in cui mi verranno dati vitto e alloggio. Oltre ad una bella opportunità per guadagnare un po’, sarà un’occasione per lavorare e divertirmi visto che quest’anno la situazione è stata particolare per tutti noi del settore sportivo. Quindi, sarà anche un modo per distrarsi e uscire di casa sia per noi lavoratori stagionali sia per i bagnanti

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