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Lavoro stagionale: ultime sentenze

1 Aprile 2020
Lavoro stagionale: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: lavoratore straniero stagionale; permessi per lavoro stagionale; conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale in lavoro subordinato.

La presenza di elementi di differenziazione tra lavoro stagionale e lavoro a tempo parziale verticale legittima il diverso trattamento sull’indennità di disoccupazione? Quando è consentita la conversione del permesso per lavoro stagionale? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Lavoro stagionale e lavoro a tempo parziale verticale

La presenza di sicuri elementi di differenziazione tra lavoro stagionale e il tipo contrattuale del tempo parziale verticale giustificano il diverso trattamento, consistente nella esclusione del diritto all’indennità di disoccupazione per i periodi di mancata prestazione dell’attività lavorativa nei rapporti di lavoro a tempo parziale verticale su base annua.

Infatti, mentre nel primo, il rapporto cessa a “fine stagione”; nel secondo, il rapporto “prosegue” anche durante il periodo di sosta, con conseguente affidamento, da parte del lavoratore, sulla retribuzione per il lavoro che presterà dopo il periodo di pausa. Non è, pertanto, fondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, dell’art. 45, terzo comma, regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827, convertito, con modificazioni, nella legge 6 aprile 1936, n. 1155.

Tribunale Bergamo sez. lav., 10/10/2019, n.608

Omesso versamento dei contributi previdenziali 

La conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale in lavoro subordinato non potrà essere negata all’immigrato sulla base della condotta inadempiente di un diverso soggetto (il datore di lavoro), che non ha versato i contributi previdenziali.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 08/10/2019, n.1534

Permesso di soggiorno per lavoro stagionale

Lo straniero ha la possibilità di convertire il permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, ciò indipendentemente dalla tipologia di visto (D o C) con il quale il lavoratore ha fatto ingresso in Italia, essendo rilevante la tipologia e la durata del lavoro svolto una volta entrato sul territorio nazionale e la disponibilità delle quote di cui all’art. 3, co. 4, del D.Lgs. n. 286/1998.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. III, 18/09/2019, n.1007

La conversione del permesso per lavoro stagionale 

Ai sensi dell’art. 24 comma 10 D.Lgs. n. 286/1998, la conversione del permesso per lavoro stagionale è consentita solo a quei soggetti che abbiano svolto una regolare attività lavorativa per un periodo di almeno tre mesi.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 11/09/2019, n.10839

Assunzione di uno straniero per lavoro stagionale

Il titolare dell’autorizzazione ad assumere uno straniero, mediante un contratto di lavoro subordinato stagionale, non è legittimato ad impugnare il provvedimento di diniego del visto d’ingresso, considerato che la funzione del visto è quella di consentire al richiedente straniero l’ingresso nel territorio nazionale e, dunque, unico soggetto leso dall’eventuale diniego può essere considerato solo lo straniero.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 20/02/2019, n.2287

Lavoratore extracomunitario: la perdita del posto di lavoro

In materia di immigrazione, la perdita del posto di lavoro non costituisce motivo di revoca del permesso al lavoratore cittadino extracomunitario ed ai suoi familiari legalmente soggiornanti; infatti, il lavoratore straniero in possesso del permesso di soggiorno per lavoro subordinato che perde il posto di lavoro, anche per dimissioni, può essere iscritto nelle liste di collocamento per il periodo di residua validità del permesso di soggiorno, e comunque, salvo che si tratti di permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per un periodo non inferiore ad un anno ovvero per tutto il periodo di durata della prestazione di sostegno al reddito percepita dal lavoratore straniero, qualora superiore.

T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 13/11/2018, n.302

Offerta di contratto a tempo determinato

Il lavoratore straniero stagionale, che abbia svolto regolare attività lavorativa sul territorio statale per almeno tre mesi, può richiedere la conversione del permesso di soggiorno concessogli nel caso in cui gli sia offerto un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato.

Consiglio di Stato sez. III, 17/07/2018, n.4332

Rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro stagionale

Ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro stagionale, la mancanza della condizione del rientro nello Stato di provenienza non può essere sostituita dallo svolgimento di fatto di attività lavorativa priva di titolo, oppure da un preteso affidamento privo di alcuna giustificazione.

Consiglio di Stato sez. III, 04/05/2018, n.2673

Durata del permesso di soggiorno per motivi di lavoro

Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro è rilasciato all’extracomunitario a seguito della stipula del contratto di permesso di soggiorno per lavoro di cui all’art. 5-bis. d.lg. 25 luglio 1998, n. 286, la cui durata è quella prevista dal contratto di soggiorno e, comunque, non può superare: a) in relazione ad uno o più contratti di lavoro stagionale, la durata complessiva di nove mesi; b) in relazione ad un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, la durata di un anno; c) in relazione ad un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, la durata di due anni; ai sensi dell’art. 5 il rinnovo del permesso di soggiorno è richiesto dallo straniero al Questore della Provincia in cui dimora, almeno sessanta giorni prima della scadenza, ed è sottoposto alla verifica delle diverse condizioni previste per il rilascio, considerato anche che è rinnovato per una durata non superiore a quella stabilita con rilascio iniziale.

T.A.R. Campobasso, (Molise) sez. I, 03/05/2017, n.158

Lavoro stagionale e reddito esiguo 

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, il fatto che l’attività svolta dall’imputato abbia carattere stagionale non risulta da sola idonea dimostrare la sua incapacità di adempiere, potendo al più giustificare versamenti limitati a determinati periodi dell’anno; né valore probante può avere il richiamo alla situazione economica generale, trattandosi di un dato generico.

Cassazione penale sez. VI, 15/03/2017, n.24532

Permessi di soggiorno di breve durata

Con la dizione «permesso di soggiorno di breve durata», di cui all’art. 9, d.lg. 27 luglio 1998 n. 286, devono intendersi i permessi per lavoro stagionale (art. 5 comma 3 bis, lett. a: nove mesi), per visite, turismo e affari (art. 5 comma 3, lett. a: tre mesi) ed altre particolari tipologie quali ad esempio il permesso per ragioni di giustizia (art. 11 comma 1 lett. c bis), del regolamento di cui al d.P.R. 31 agosto 1999 n. 394: tre mesi prorogabili per lo stesso periodo), ma non anche il permesso contemplato dall’art. 29 comma 6, conseguente all’autorizzazione di cui all’art. 31, comma 3, di cui è prevista la durata per « un periodo di tempo determinato », ma rinnovabile anche per lungo tempo nella permanenza dei motivi che ne giustificavano il primo rilascio. (Nella specie ricongiungimento familiare per assistenza a minore)

Consiglio di Stato sez. III, 14/04/2015, n.1909



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