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Interrompere la prescrizione con una email certificata (PEC)

17 Giugno 2014
Interrompere la prescrizione con una email certificata (PEC)

Può considerarsi perfezionata, ai fini interruttivi della prescrizione di un credito, una messa in mora inviata, tramite posta elettronica certificata, da un mittente Pec all’indirizzo Pec del destinatario (società) risultante dal registro imprese, rivelatosi poi non attivo?

La notifica o l’invio di un atto a mezzo Pec (posta elettronica certificata) è equiparata all’invio tramite raccomandata solo qualora vengano rispettati determinati requisiti previsti dalla normativa in materia [1].

In primo luogo, tanto mittente quanto destinatario devono essere muniti di valido indirizzo Pec. Per le società è utilizzabile e considerato come “ufficiale” quello presente nelle visure rilasciate dalla Camera di commercio.

Inoltre, il messaggio inviato deve risultare effettivamente consegnato alla casella del destinatario, e tale passaggio risulta provato tramite la ricezione di un messaggio di notifica di avvenuta consegna.

In presenza di tali requisiti, il destinatario non potrà eccepire la mancata ricezione o lettura del messaggio, essendo parificato ad ogni effetto alla tradizionale corrispondenza cartacea consegnata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno presso l’indirizzo di residenza, a nulla valendo eventuali modifiche o disattivazioni dell’indirizzo Pec successive all’avvenuta consegna.

Qualora, invece, il messaggio risulti regolarmente inviato, ma non consegnato – ad esempio per indirizzo Pec inattivo – non potrà considerarsi validamente compiuto l’effetto di legge connesso, in tal caso l’interruzione della prescrizione.


note

[1] In particolare dal dPR 11 febbraio 2005 n. 68 e nel D.lgs. n. 82 del 7 marzo 2005, meglio noto come Codice dell’amministrazione digitale, con relative successive modifiche ed integrazioni.


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