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Certificato medico: ultime sentenze

3 Aprile 2020
Certificato medico: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: indennità di accompagnamento; riconoscimento del diritto al beneficio; pronuncia di adozione di persona maggiorenne; certificato medico attestante lo stato di incapacità dell’anziana.

L’indicazione negativa del medico

Una domanda di invalidità civile corredata di certificato medico negativo non esime la Commissione medica dal dare corso all’accertamento delle reali condizioni di salute dell’istante e dalla verifica, con esito favorevole o sfavorevole all’assicurato, in contrasto con quanto asseverato dal medico curante.

Cassazione civile sez. lav., 19/02/2020, n.4191

Invalidità civile: ai fini della procedibilità del ricorso

In tema di invalidità civile, ai fini della procedibilità del ricorso giudiziale, è sufficiente che la domanda amministrativa consenta di individuare la specifica prestazione richiesta, senza che l’eventuale assenza del certificato medico possa incidere sul riconoscimento del diritto al beneficio con decorrenza dalla presentazione della medesima domanda, ove sussistano gli altri presupposti previsti dalla legge.

Cassazione civile sez. lav., 21/11/2019, n.30419

Periodo di malattia indicato dal certificato medico

In tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, devono essere inclusi nel calcolo del periodo, oltre ai giorni festivi, anche quelli di fatto non lavorati, che cadano durante il periodo di malattia indicato dal certificato medico, operando, in difetto di prova contraria (che è onere del lavoratore fornire), una presunzione di continuità, in quei giorni, dell’episodio morboso addotto dal lavoratore quale causa dell’assenza dal lavoro e del mancato adempimento della prestazione dovuta, con la precisazione che la prova idonea a smentire tale presunzione di continuità può essere costituita solo dalla dimostrazione dell’avvenuta ripresa dell’attività lavorativa.

Cassazione civile sez. lav., 13/09/2019, n.22928

Pronuncia di adozione di maggiorenne

Non costituisce preclusione alla pronuncia di adozione di persona maggiorenne, la circostanza che la moglie dell’adottante, non sia in grado di esprimere il suo consenso o dissenso rispetto alla scelta del coniuge, per incapacità, potendo il Tribunale pronunciarsi ex art. 297, co. 2 c.c., ugualmente a favore dell’adozione stessa (nel caso di specie era stato anche depositato in giudizio certificato medico attestante lo stato di incapacità dell’anziana).

Tribunale Perugia sez. I, 31/05/2019, n.1

Riconoscimento del diritto all’indennità di accompagnamento

La domanda amministrativa di invalidità civile deve necessariamente essere abbinata ad un certificato medico introduttivo, anch’esso on line; se la domanda amministrativa di invalidità civile è diretta ad ottenere l’indennità di accompagnamento ex art. 18 della legge n. 18/80 e successive modifiche e integrazioni l’abbinamento deve essere fatto con un certificato medico che espressamente affermi o che la persona sia impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure che la persona necessiti di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita; al contrario, se il certificato medico abbinato affermi espressamente che la persona non sia impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, né che sia persona che necessiti di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, la relativa domanda amministrativa è diretta ad ottenere l’invalidità civile ma non anche l’indennità di accompagnamento.

Tribunale Roma sez. lav., 30/05/2019

Certificato medico e impedimento del difensore

È legittimo il provvedimento con cui il giudice del merito rigetti l’istanza di rinvio dell’udienza, per impedimento del difensore ad essere presente, documentata da un certificato medico che si limiti ad attestare la patologia sofferta e ad indicare una prognosi di alcuni giorni senza però precisare il grado di intensità di tale patologia e la sua attitudine a determinare l’impossibilità del difensore a lasciare la propria abitazione.

(Nella specie, l’impedimento era stato giustificato con un certificato di malattia che prescriveva solamente 6 giorni di riposo assoluto e terapia medica, senza precisare il grado di intensità dell’infermità diagnosticata e la sua assoluta attitudine a determinare l’impossibilità assoluta a partecipare all’udienza).

Cassazione penale sez. V, 25/02/2019, n.26046

Broncopolmonite acuta febbrile

Nel procedimento di sorveglianza, in sede di udienza camerale partecipata ai sensi dell’art. 127 c.p.p., è rilevante l’impedimento del difensore tempestivamente comunicato e determinato da serie ragioni di salute debitamente provate, sicchè esso costituisce una causa di rinvio dell’udienza che, se disattesa, dà luogo a nullità di quest’ultima.

(Nella specie, la Corte ha annullato con rinvio l’ordinanza che, decidendo in assenza del difensore, aveva revocato il beneficio della detenzione domiciliare nei confronti del ricorrente, non tenendo conto del fatto che il difensore aveva fatto tempestivamente pervenire un certificato medico attestante l’impossibilità a partecipare all’udienza per “broncopolmonite acuta febbrile”).

Cassazione penale sez. I, 07/02/2019, n.14622

Legittimo impedimento del difensore

È legittimo il provvedimento con cui il giudice di merito rigetti l’istanza di rinvio dell’udienza documentata da un certificato medico che si limiti ad attestare un’infermità con limitazione funzionale deambulatoria e ad indicare una prognosi di 7 giorni, senza precisare il grado di intensità di tale stato e la sua capacità a determinare l’impossibilità a lasciare l’abitazione da parte del difensore.

Cassazione penale sez. V, 22/01/2019, n.20513

Requisiti del certificato medico indispensabili ai fini della richiesta

Deve ritenersi che, per l’introduzione della domanda amministrativa di riconoscimento del diritto alla indennità di accompagnamento, ex articolo 1 della L. n. 18 del 1980, sia necessario allegare alla domanda di invalidità civile un certificato medico, in forma telematica, che espressamente affermi che l’istante si trovi o nella condizione di essere impossibilitato a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore e/o nella condizione di necessitare di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.

Tribunale Roma sez. lav., 21/01/2019, n.516

Certificazione medica

In tema di legittimo impedimento dell’imputato, è legittimo il provvedimento con il quale il giudice, acquisito il certificato medico prodotto dal difensore, valuti, anche indipendentemente da verifiche fiscali e facendo ricorso a nozioni di comune esperienza debitamente esposte nella motivazione, l’insussistenza di una condizione tale da comportare l’impossibilità per l’imputato di comparire in giudizio, se non a prezzo di un grave e non altrimenti evitabile rischio per la propria salute.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto esente da censure l’ordinanza che aveva rigettato l’istanza di rinvio avanzata per impossibilità di deambulazione, atteso che, come desumibile dalla stessa certificazione medica prodotta, l’imputato aveva solo difficoltà ad appoggiare un piede in terra e tale condizione non poteva ritenersi impeditiva perché rimediabile con appositi ausili).

Cassazione penale sez. IV, 21/12/2018, n.13102

Valore probatorio della denuncia querela

La denuncia querela può essere acquisita come prova agli atti del dibattimento se il querelante sia deceduto ma deve essere oggetto di ulteriori riscontri probatori.

(Nel caso di specie, si trattava del reato di lesioni di lesioni da parte del figlio nei confronti del padre all’interno dello studio ove lavoravano e ove la segretaria dello stesso non confermava il lancio dello sgabello di legno che avrebbe ferito il padre dell’imputato  e il certificato medico redatto il giorno successivo riportava solo le precarie condizioni di salute dell’anziano senza far riferimento ad ematomi, escoriazioni, tramite contusivi o distorsioni).

Tribunale Napoli sez. I, 05/11/2018, n.11823

Rilascio del certificato medico

L’articolo 19, paragrafo 1, della direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l’attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione), deve essere interpretato nel senso che si applica a una situazione, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, in cui una lavoratrice, alla quale sia stato negato il rilascio del certificato medico attestante l’esistenza di un rischio per l’allattamento associato al suo posto di lavoro e, di conseguenza, l’indennità per rischio durante l’allattamento, contesti, dinanzi ad un organo giurisdizionale nazionale o dinanzi a qualsiasi altro organo competente dello Stato membro interessato, la valutazione dei rischi associati al suo posto di lavoro, laddove detta lavoratrice esponga fatti tali da suggerire che questa valutazione non ha incluso un esame specifico che tenesse conto della sua situazione individuale, permettendo quindi di presumere che vi sia stata una discriminazione diretta fondata sul sesso ai sensi della direttiva 2006/54, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare (la Corte si è così pronunciata nella controversia promossa da una lavoratrice spagnola, impiegata in un centro commerciale, nei confronti del proprio datore).

Corte giustizia UE sez. V, 19/09/2018, n.41



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