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Responsabilità del primario: ultime sentenze

2 Aprile 2020
Responsabilità del primario: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: struttura ospedaliera complessa; obblighi di garanzia connessi all’esercizio della professione sanitaria; responsabilità del primario ospedaliero; danni derivanti a neonato da difettosa assistenza.

Responsabilità del primario 

Il medico in posizione apicale che abbia correttamente svolto i propri compiti di organizzazione, direzione, coordinamento e controllo, non risponde dell’evento lesivo conseguente alla condotta colposa del medico di livello funzionale inferiore a cui abbia trasferito la cura del singolo paziente, altrimenti configurandosi una responsabilità di posizione, in contrasto con il principio costituzionale di personalità della responsabilità penale.

(La S.C. in applicazione di tale principio, ha escluso la responsabilità penale di un primario di reparto per l’omicidio colposo di un paziente che non aveva visitato personalmente, verificatosi nell’arco di dieci giorni, senza che in tale ambito temporale gli fosse segnalato nulla dai medici della struttura).

Cassazione penale sez. IV, 18/01/2019, n.18334

Puntuale conoscenza delle situazioni cliniche

Il primario ospedaliero, che, ai sensi dell’art. 7 d.P.R. 27 marzo 1969 n. 128, ha la responsabilità dei malati della divisione (per i quali ha l’obbligo di definire i criteri diagnostici e terapeutici, che gli aiuti e gli assistenti devono seguire), deve avere puntuale conoscenza delle situazioni cliniche che riguardano tutti i degenti, a prescindere dalle modalità di acquisizione di tale conoscenza (con visita diretta o interpello degli altri operatori sanitari), ed è, perciò obbligato ad assumere informazioni precise sulle iniziative intraprese dagli altri medici cui il paziente sia stato affidato, indipendentemente dalla responsabilità degli stessi, tanto al fine di vigilare sulla esatta impostazione ed esecuzione delle terapie, di prevenire errori e di adottare tempestivamente i provvedimenti richiesti da eventuali emergenze.

Cassazione civile sez. III, 29/11/2010, n.24144

Responsabilità del primario-capo di un’équipe chirurgica

Gli obblighi di garanzia connessi all’esercizio della professione sanitaria possono essere delegati, con conseguente esclusione della responsabilità del titolare originario della posizione di garanzia. Perché ciò avvenga è peraltro necessario che il delegato sia persona capace e competente nel settore e che il delegante tenga sempre conto delle peculiarità del caso in esame, dell’eventuale carattere di urgenza che lo stesso presenta e della gravità dello stato di salute del paziente.

(Fattispecie relativa ad affermazione di responsabilità del primario-capo di un’équipe chirurgica che, dopo l’intervento, risultava non avere compiutamente delegato ad altri sanitari e a personale paramedico attrezzato la cura del decorso postoperatorio del paziente, poi deceduto).

Cassazione penale sez. IV, 12/02/2010, n.20584

Responsabilità del primario e dei medici del reparto di psichiatria

Il medico psichiatra è titolare di una posizione di garanzia nei confronti del paziente, anche se questi non sia sottoposto a ricovero coatto, ed ha, pertanto, l’obbligo – quando sussista il concreto rischio di condotte autolesive, anche suicidiarie – di apprestare specifiche cautele.

(In applicazione del principio, la Corte ha confermato l’affermazione di responsabilità del primario e dei medici del reparto di psichiatria di un ospedale pubblico per omicidio colposo in danno di un paziente che, ricoveratosi volontariamente con divieto di uscita senza autorizzazione, si era allontanato dal reparto dichiarando all’infermiera di volersi recare a prendere un caffè al distributore automatico situato al piano superiore, ed ivi giunto si era suicidato gettandosi da una finestra).

Cassazione penale sez. IV, 27/11/2008, n.48292

Responsabilità del primario per i danni economici

Sussiste la responsabilità del primario per i danni economici recati ad azienda sanitaria in conseguenza di errata prestazione medica caratterizzata da gravi carenze diagnostiche e terapeutiche e pertanto connotabile come gravemente colposa (fattispecie relativa ad errato intervenuto di ernia discale che ha causato la paralisi degli arti inferiore del paziente).

Corte Conti, (Toscana) sez. reg. giurisd., 31/08/2007, n.802

Struttura chirurgica ospedaliera

Sussiste la responsabilità del primario responsabile di struttura chirurgica ospedaliera che ha eseguito interventi chirurgici (quali mastoplastiche riduttive ed additive, orecchie a sventola, liposuzioni) non rispondenti a finalità cliniche atte a risolvere un problema di salute dei pazienti, bensì mere finalità estetiche, cui è conseguita una spesa posta a carico del Servizio sanitario, in palese contrasto con la normativa statale e regionale di riferimento.

Corte Conti, (Toscana) sez. reg. giurisd., 27/02/2007, n.171

Carenza di controlli

In tema di responsabilità del primario ospedaliero per i danni derivanti a neonato da difettosa assistenza nelle varie fasi del parto, se è vero che costui non può essere chiamato a rispondere di ogni evento dannoso che si verifichi in sua assenza nel reparto affidato alla sua responsabilità, non essendo esigibile un controllo continuo ed analitico di tutte le attività terapeutiche che vi si compiono, tuttavia, la “responsabilità del malato” che gli attribuisce l’art. 7 d.P.R. 27 marzo 1969 n. 128, e, in particolare, la pratica sui degenti, prevista dalla stessa norma, degli “interventi diagnostici e terapeutici che ritenga di non affidare ai suoi collaboratori” gli impongono la puntuale conoscenza delle situazioni cliniche che riguardano i degenti, a prescindere dalle modalità della acquisizione di tale conoscenza (con visita diretta o interpello degli altri medici ed operatori sanitari), e la “vigilanza sull’attività del personale sanitario “implica quantomeno che il primario si procuri informazioni precise sulle iniziative intraprese dagli altri medici (o che questi intendono intraprendere) cui il paziente sia stato affidato, ed indipendentemente dalla responsabilità degli stessi, con riguardo a possibili, e non del tutto imprevedibili, eventi che possono intervenire durante la degenza del paziente in relazione alle sue condizioni, allo scopo di adottare i provvedimenti richiesti da eventuali esigenze terapeutiche. In tale quadro, anche la contingente mancanza di un’apparecchiatura necessaria, per quanto non imputabile al primario, non lo esime dal dovere di adottare, o controllare che siano adottati, i possibili accorgimenti sostitutivi, e di informare la paziente del maggior rischio connesso ad un parto che si svolga senza l’ausilio di detto strumento, e ciò anche in assenza, nella legislazione nazionale, di uno standard di riferimento degli strumenti di cui una struttura sanitaria pubblica deve necessariamente disporre.

(Nella specie, i giudici di merito, con valutazione ritenuta corretta dalla S.C., avevano posto a carico di un primario della divisione di ostetricia di un ospedale le irreversibili menomazioni a carico del sistema nervoso centrale cagionate ad un neonato a seguito di grave asfissia al momento della nascita, addebitandogli la carenza di controlli, ed in particolare di un monitoraggio continuo – dovuta anche alla indisponibilità di un cardiotografo – durante il ricovero della partoriente e durante le varie fasi del parto, colposamente non accelerate in relazione alle particolarità del caso, determinate dalla immaturità del feto ed alla rottura anticipata della membrana).

Cassazione civile sez. III, 16/05/2000, n.6318

Servizio Sanitario Nazionale per il fatto dei suoi dipendenti

L’abbandono di un ferro chirurgico nel corpo di un paziente sottoposto ad operazione non implica di per sè l’immediata riconducibilità di tale evento dannoso alla diretta responsabilità del primario chirurgo, nè una sua “culpa in vigilando”, in quanto, in linea di principio, nulla impedisce e, anzi, costituisce prassi diffusa che il primario primo operatore affidi l’esecuzione di fasi complementari e, comunque, di minore difficoltà agli altri chirurghi (com’è peraltro confermato dalla prescrizione che impone la registrazione dei nominativi degli operatori e del ruolo svolto da ciascuno di essi nell’intervento), senza che ciò determini la necessità in ogni caso e, dunque, anche in quelle fasi di assoluta semplicità esecutiva, di una minuziosa e continua sorveglianza del primario stesso sulle modalità d’esecuzione.

Consiglio di Stato sez. V, 16/11/1998, n.1617

Servizio Sanitario Nazionale

Il Primario, quale dirigente del reparto, diviene responsabile della custodia dei farmaci presi in carico sin dal momento della consegna, e ciò sia titolo di agente contabile secondario (con conseguente possibilità di responsabilità contabile), sia comunque quale figura di vertice dell’anzidetta articolazione amministrativa (con conseguente possibilità di responsabilità amministrativa); ne consegue che, in caso di sottrazione di costosi medicinali non idoneamente custoditi in reparto, va affermata la responsabilità del primario ad esso preposto a titolo di responsabilità contabile, in cui rimane comunque assorbita la concorrente prospettata responsabilità amministrativa.

Corte Conti, (Basilicata) sez. reg. giurisd., 02/12/1997, n.256

Responsabilità del primario di un ospedale

In sede di giudizio di responsabilità, per danno patito dalla Usl a seguito del risarcimento ottenuto da un paziente, sussiste la responsabilità del primario di un ospedale il quale ritarda l’intervento chirurgico causando danni permanenti a carico del paziente stesso.

Corte Conti sez. II, 20/09/1996, n.100/A

Responsabilità della direzione del servizio ospedaliero

Spetta all’aiuto medico investito delle funzioni vicarie la responsabilità della direzione del servizio ospedaliero di laboratori per analisi chimico-cliniche e microbiologiche in caso di assenza o di impedimento del primario medico preposto alla struttura e non al biologo o al chimico, ai quali può essere attribuita solo la responsabilità dei singoli settori specialistici nei quali si articola il servizio di analisi, comunque sempre sotto la responsabilità del primario medico o del suo sostituto.

T.A.R. Trento, (Trentino-Alto Adige), 01/08/1995, n.241



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