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Bonus ristrutturazioni: spetta anche per la seconda casa?

27 Febbraio 2020 | Autore:
Bonus ristrutturazioni: spetta anche per la seconda casa?

C’è la detrazione fiscale del 50% per i lavori di sistemazione in un’immobile che non è abitazione principale? E se sì, per quali interventi?

Avrai sicuramente sentito parlare della possibilità di portare in detrazione i lavori di ristrutturazione di un immobile per recuperare fino al 50% delle spese sostenute. È un’agevolazione che esiste da tempo e che è tuttora valida. Quello che magari ti sarai chiesto è se interessa solo l’abitazione principale o se il bonus ristrutturazioni spetta anche per la seconda casa.

Nel tentativo sia di spingere i proprietari degli immobili a rinnovare l’estetica delle città sia di garantire lavoro alle imprese edili, il Governo ha deciso che riconoscere il bonus ristrutturazioni anche per la seconda casa è cosa buona e giusta. Due le percentuali di detrazione fiscale sull’Irpef lorda: il 50% per le spese sostenute nel 2020 ed il 36% dal 2021. L’agevolazione è da spalmare in 10 rate annuali di pari importo. In entrambi i casi, cioè che si tratti del 50% o del 36%, c’è un limite di spesa. Tra le condizioni poste dalla legge: gli interventi di ristrutturazione devono riguardare soltanto gli edifici già censiti al catasto o di cui è stato chiesto il censimento. Non vale, quindi, ricorrere al famoso concetto del «già che ci siamo» ed attaccare un altro pezzo di immobile a quello esistente oppure costruirne uno nuovo accanto e pretendere il bonus anche su quello.

In cambio, il bonus ristrutturazione per la seconda casa consente di detrarre diversi interventi di manutenzione sia ordinaria sia straordinaria e si allarga anche all’acquisto degli immobili. Vediamo in che modo.

Bonus seconda casa: in che cosa consiste?

Il bonus ristrutturazioni sulla seconda casa consiste nella possibilità di portare in detrazione le spese effettivamente sostenute e documentate su alcuni lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria effettuati in un immobile che non corrisponde con l’abitazione principale. Il bonus si estende anche all’acquisto di abitazioni situate in edifici completamente ristrutturati.

Bonus seconda casa: a quanto ammonta?

La detrazione fiscale riconosciuta sull’Irpef lorda dal bonus ristrutturazioni per la seconda casa è del 50% sulle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 96mila euro. La detrazione scende al 36% dal 2021 con un limite di spesa relativo ai pagamenti effettuati dopo il 31 dicembre 2020 di 48mila euro.

In entrambi i casi, il bonus riguarda ogni singola unità immobiliare. Significa che se hai più di una seconda casa da ristrutturare, potrai beneficiare della detrazione per ciascuna di esse.

Bonus seconda casa: per quali lavori?

Il bonus ristrutturazioni per la seconda casa riguarda gli interventi:

  • di manutenzione ordinaria solo sulle parti comuni dell’edificio;
  • di manutenzione straordinaria;
  • di restauro e risanamento conservativo;
  • di ristrutturazione edilizia.

I lavori che godono di detrazione del 50% sono quelli effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, possedute o detenute e sulle loro pertinenze. Come detto in precedenza, non c’è alcun limite numerico e non è previsto che l’immobile sia adibito ad abitazione principale. Ecco perché si può usufruire del bonus ristrutturazioni anche per la seconda casa.

La detrazione non è ammessa sui lavori che riguardano le nuove costruzioni o i volumi autonomi rispetto all’unità immobiliare principale: l’edificio oggetto del bonus deve già essere censito o in attesa di censimento al catasto.

Bonus seconda casa: rientrano gli interventi minori?

Il bonus ristrutturazioni per le seconde case interessa, oltre ai lavori sopra citati, altri interventi definiti «minori», ovvero:

  • la realizzazione di autorimesse o di posti auto pertinenziali;
  • ricostruzione e ripristino di edifici non rientranti nelle categorie residenziali danneggiati da eventi calamitosi;
  • misure antisismiche, agevolate anche al 70%, 75% e 80%.

Beneficiano del bonus altri interventi minori su cui la legge nulla dice a proposito del tipo di unità immobiliare, cioè se debba essere residenziale o meno. Si tratta di:

  • abbattimento di barriere architettoniche;
  • prevenzione di atti illeciti;
  • cablatura e contenimento acustico;
  • lavori mirati al risparmio energetico;
  • bonifica dall’amianto;
  • interventi per ridurre il rischio di incidenti domestici.

La detrazione, in questo caso, viene riconosciuta a patto che i lavori siano fatti sulle singole unità immobiliari e le loro pertinenze, oppure sulle parti comuni degli edifici residenziali.

Bonus seconda casa: rientrano i pannelli fotovoltaici?

È prevista la detrazione Irpef del 50%, nell’ambito degli interventi finalizzati al risparmio energetico, anche per gli impianti fotovoltaici che producono energia elettrica. La detrazione, dal 2021, scende al 36%. L’impianto, però, deve servire soltanto l’abitazione e rispondere ai suoi bisogni di energia, quindi il bonus non è cumulabile con le tariffe incentivanti. Lo è, invece, con il meccanismo dello scambio sul posto e del ritiro dedicato, in quanto si tratta di un modo di riconoscere il costo dell’energia ceduta alla rete. Il beneficio decade, però, se l’energia prodotta in eccesso configura esercizio di attività commerciale.

Il bonus è vincolato alla comunicazione obbligatoria all’Enea per via telematica entro 90 giorni dalla data in cui i lavori sono stati ultimati o l’impianto è stato collaudato. Tuttavia, è stato chiarito che la comunicazione tardiva rispetto ai tre mesi indicati non fa perdere il diritto alla detrazione. L’importante è che venga fatta.



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