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Quali sono i diritti non patrimoniali?

20 Aprile 2020
Quali sono i diritti non patrimoniali?

La tutela civile e penale dei diritti della personalità. Dal diritto alla vita al diritto alla privacy.

Ognuno di noi acquista, al momento della nascita, una serie di diritti che ci caratterizzano come persona. La nostra Costituzione definisce tali diritti come inviolabili, nel senso che non possono essere modificati né violati da nessuna legge. Tali diritti sono tutelati sia dal punto di vista penale (si pensi, ad esempio, ai delitti contro l’incolumità personale) sia dal punto di vista civile (ad esempio, il diritto all’immagine, il diritto al nome, ecc.). È importante, quindi, sapere quali sono i diritti non patrimoniali (anche noti come diritti della personalità). Se tali diritti non venissero garantiti, ogni uomo non sarebbe in grado di vivere e relazionarsi con gli altri. Nell’articolo che segue vedremo quali sono i diritti non patrimoniali e come vengono tutelati.

Cosa sono i diritti non patrimoniali?

I diritti non patrimoniali (comunemente noti come diritti della personalità) sono tutti quei diritti che hanno ad oggetto interessi strettamente connessi al concetto di persona. Tali diritti sono:

  • assoluti: in quanto si tratta di diritti che si acquistano al momento della nascita e fanno capo a tutti (cittadini, stranieri, apolidi);
  • indisponibili: in quanto non possono essere trasmessi o ceduti ad altri né il titolare può rinunciarvi;
  • imprescrittibili: nel senso che non hanno una “scadenza”. Questo vuol dire che sei libero di esercitarli oppure no;
  • indefettibili: nel senso che non possono mai mancare.

A chi spettano di diritti non patrimoniali?

Come avrai già capito, i diritti non patrimoniali si acquistano con la nascita e sono riconosciuti ad ogni persona (cittadini, stranieri, apolidi). Essendo diritti necessari, possono essere fatti valere nei confronti di tutti e ogni singolo uomo ha il dovere di rispettarli.

Quali sono di diritti non patrimoniali?

Abbiamo detto che i diritti non patrimoniali sono i diritti che hanno ad oggetto beni immateriali attinenti alla persona umana (detti appunti diritti della personalità). In particolare, quando parliamo di diritti non patrimoniali ci riferiamo al:

  • diritto alla vita e all’integrità fisica: la nostra Costituzione vieta, infatti, la pena di morte e pone la vita umana al di sopra della pretesa punitiva dello Stato. Tale diritto viene tutelato sia nei confronti della persona già nata sia nei confronti del nascituro (cioè chi deve ancora nascere). Inoltre, il codice civile vieta tutti gli atti di disposizione del proprio corpo in grado di ridurre l’integrità fisica o che siano contrari alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume. Ad esempio, il nostro ordinamento ammette la donazione del sangue o del midollo osseo, mentre vieta il trapianto di cornea di persona ancora vivente. È vietata, altresì, l’eutanasia cioè il procurare intenzionalmente la morte di qualcuno perché gravemente malato;
  • diritto all’integrità morale: vale a dire il complesso di prerogative che rappresentano la personalità di un individuo, ad esempio il decoro, l’onore, la reputazione, ecc. In buona sostanza, si tratta della dignità sociale. Per questo il nostro ordinamento ha previsto alcune forme di tutela come il reato di diffamazione;
  • diritto all’immagine: cioè il diritto della persona affinché la propria immagine non venga divulgata, esposta o comunque pubblicata, senza il proprio consenso e/o fuori dai casi previsti dalla legge. Ognuno, infatti, ha il diritto di impedire che altri facciano uso e abuso della propria immagine. È vietata, infatti, ogni utilizzazione o riproduzione dell’immagine altrui (a meno che ciò non risulti giustificato, ad esempio, dalla notorietà di cui gode una persona). In ogni caso, la diffusione di immagini non deve pregiudicare la dignità, il decoro o la reputazione di una persona;
  • diritto al nome: il nome ci permette di essere identificati come persone. Ciascuno di noi ha l’uso esclusivo del proprio nome, nonché dello pseudonimo (il cosiddetto nome d’arte) qualora abbia acquistato la stessa importanza del nome;
  • diritto alla riservatezza: ossia il diritto all’intimità della vita privata. In altre parole, l’individuo ha il potere di escludere i terzi da tutto ciò che riguarda la propria persona. Si pensi all’inviolabilità del domicilio, alla libertà di segretezza della corrispondenza, ecc. Ne consegue che si considera lecita l’intromissione nella sfera privata solo in caso di consenso dell’interessato;
  • diritto alla privacy: possiamo considerarlo un’estensione del diritto alla riservatezza. In pratica, è il diritto della persona affinché siano tutelati i propri dati personali (ossia qualsiasi informazione relativa alla propria persona) e i dati sensibili (cioè tutti quei dati che rivelano l’origine della persona, l’orientamento religioso, le opinioni politiche, ecc.);
  • diritto all’oblio: in questo caso, si intende il diritto a non diffondere, senza particolari motivi, informazioni “delicate”, ad esempio riguardanti i precedenti penali di una persona, a meno che non si tratti di casi ricollegabili a fatti di cronaca. Tuttavia, trascorso un certo lasso di tempo, la persona ha comunque il diritto a rivolgersi ad esempio al gestore di un sito web per far eliminare dal motore di ricerca le notizie (vero o false) che lo riguardano;
  • diritto a conoscere le proprie origini: tale diritto riguarda i figli adottati che una volta raggiunta la maggiore età, possono accedere alle informazione che riguardano la propria famiglia di origine. Tale diritto del figlio, tuttavia, va bilanciato con il diritto della madre a non voler rivelare la sua identità. Per questo motivo, il nostro ordinamento prevede che il figlio debba rivolgersi al giudice che deve garantire l’interpello nei confronti della madre. Quest’ultima sarà libera di decidere di farsi conoscere dal figlio oppure rigettare l’interpello. Nel caso in cui la madre sia deceduta, allora il figlio avrà comunque diritto a conoscere le proprie origini.

Come vengono tutelati i diritti non patrimoniali?

Come anticipato in premessa, i diritti non patrimoniali sono tutelati sia sul piano civile sia sul piano penale. In particolare, il codice penale prevede una serie reati che puniscono le violazione più gravi (come ad esempio il reato di diffamazione, l’utilizzo illecito dei dati, ecc.). Il tal caso, la vittima della violazione può sporgere una denuncia-querela per tutelare i propri diritti e costituirsi parte civile in un eventuale processo penale finalizzato ad accertare le responsabilità del colpevole.

Dal punto di vista civile, invece, possono essere individuate due forme di tutela:

  • preventiva: necessaria per dare una risposta urgente ed ottenere la cessazione della condotta illecita. L’azione in questo caso è l’inibitoria;
  • successiva: vale a dire l’azione risarcitoria, volta ad ottenere un ristoro patrimoniale per il danno subito a seguito della violazione.


1 Commento

  1. Vorrei segnalare un’imprecisione riguardo ai figli adottivi che ricercano le origini: l’istanza può essere fatta solo al raggiungimento del 25 esimo anno di età ( Cassazione civile Sezioni unite, sentenza 25 gennaio 2017 n. 1946) e non sl raggiungimento della maggiore età come indicato nel vostro articolo.

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