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Ladri in casa: come difendersi?

27 Febbraio 2020 | Autore:
Ladri in casa: come difendersi?

Furto in abitazione: cosa fare? Quando scatta la legittima difesa contro i ladri? Come proteggersi dai ladri che entrano in casa? Trappole: quando sono legali?

Secondo le statistiche, in Italia avvengono circa 520 furti in abitazione al giorno. Un numero incredibile, che giustifica il senso di insicurezza di molti cittadini anche quando si trovano tra le mura domestiche. Per proteggersi da queste indebite intrusioni, gli italiani si muniscono di sistemi in grado di scoraggiare i ladri: telecamere di videosorveglianza, cani da guardia, a volte perfino armi da utilizzare nei casi estremi. Cosa dice la legge a proposito di come difendersi dai ladri in casa?

Con questo articolo spiegheremo ciò che è lecito fare per proteggersi dai furti in abitazione: ci soffermeremo, pertanto, sui metodi che consentono di tutelarsi da indebite intrusioni e sulla legittima difesa domiciliare. Come proteggersi dai ladri in casa? Prosegui nella lettura se ne vuoi sapere di più su questo argomento: ci vorranno solamente dieci minuti per trovare le risposte che cerchi.

Ladri in casa: cosa dice la legge?

Il furto in abitazione è un reato punito dalla legge con la reclusione da quattro a sette anni e con la multa da 927 euro a 1.500 euro. La pena è aumentata (reclusione da cinque a dieci anni e della multa da mille a 2.500 euro) se il reato è aggravato dal ricorrere di alcune circostanze, ad esempio dall’impiego delle armi [1].

I ladri in casa sono dunque perseguibili penalmente e sanzionabili con pene molto elevate: la legge prevede perfino l’arresto in flagranza nel caso in cui un malintenzionato sia colto con le mani nel sacco dalle autorità.

Nonostante le pene elevate per i ladri in casa, i furti in abitazione sono tantissimi. Cosa può fare la vittima di un reato del genere? Come difendersi dai ladri in casa? Vediamo cosa dice la legge.

Ladri in casa: come difendersi secondo la legge?

Come proteggersi dai ladri in casa? Cosa dice la legge a riguardo? Ebbene, forse ti sorprenderà sapere che la legge non dice come difendersi dai ladri in casa: ciò perché, in presenza di fatti che costituiscono reato, l’unica cosa che può fare il privato cittadino è quella di rivolgersi alle autorità competenti (polizia, carabinieri, ecc.), le quali sono le uniche legittimate a impiegare la forza per reprimere i delitti.

Quanto appena detto fa eccezione solamente quando ricorrono le circostanze per potersi parlare di legittima difesa: in casi del genere, la persona derubata può intervenire senza attendere l’arrivo delle forze dell’ordine, ma prestando molta attenzione a non commettere egli stesso un reato.

Vediamo quando è legittima difesa in caso di ladri in abitazione.

Legittima difesa: cos’è?

La legittima difesa è una causa di giustificazione dei reati; in altre parole, al ricorrere di determinate circostanze, se commetti un fatto che astrattamente costituirebbe reato non verrai punito dalla legge proprio perché la legittima difesa giustifica la condotta altrimenti illecita.

Secondo la legge, non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa [2].

In buona sostanza, la legge ti autorizza a commettere quello che in teoria sarebbe un crimine, ma soltanto per salvaguardare un tuo diritto (o quello di altri) da un’offesa ingiusta che si sta verificando in quel momento e dalla quale non c’è altro modo di difendersi. Facciamo qualche esempio.

Tizio viene aggredito per strada da un malintenzionato che gli chiede il portafogli. Dopo averglielo consegnato, Tizio si accorge che il delinquente gli si avvicina sempre più e dalla tasca estrae un coltello: temendo per la propria incolumità, Tizio spinge violentemente a terra il suo aggressore e fugge via.

Tra Caio e Mevio volano parole grosse; a un certo punto, esasperato dalla lite e dai fumi dell’alcol, Mevio sferra un pugno a Caio; questi riesce a evitare il colpo e, temendo di riceverne un altro, reagisce a sua volta con un violento spintone che fa rovinare a terra Mevio.

Nei casi esemplificati, la condotta violenta di chi si difende è giustificata proprio dall’aggressione altrui; se quest’ultima non vi fosse stata, sia Tizio che Caio avrebbero commesso un reato (percosse o lesioni a seconda dell’esito della caduta).

Legittima difesa contro i ladri in casa: come funziona?

La legittima difesa contro i ladri in casa funziona in maniera un po’ diversa. Secondo la legge, chi si trova nella propria abitazione può difendersi contro l’intrusione non autorizzata perfino utilizzando le armi, purché queste siano legittimamente detenute e ricorra la necessità di difendere:

  1. la propria o la altrui incolumità:
  2. i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

Dunque, la legittima difesa domiciliare ti permette di difenderti con le armi, ma soltanto quando vi sia un’aggressione alla propria (o all’altrui) persona, ovvero quando, pur non essendoci un’aggressione in atto, v’è il concreto e imminente rischio che questa si realizzi. Facciamo qualche esempio.

Sempronio viene svegliato nel cuore della notte da alcuni rumori. In punta di piedi si alza per controllare e, dalla fessura della porta semichiusa, vede un individuo nella camera di sua figlia intento a trafugare degli oggetti. Impaurito, spalanca la porta e, brandendo la pistola che ha legittimamente in casa, intima al ladro di andarsene. Questi, anziché desistere, si avvicina minacciosamente al letto ove riposa la figlioletta, sfoderando un coltello dalla tasca. Sempronio, temendo per la vita della figlia, spara al ladro.

Filano, rientrando a tarda notte a casa, sorprende dei ladri intenti a svaligiare l’abitazione. Fa appena in tempo a raggiungere la stanza ove è custodita la sua pistola che uno dei malintenzionati lo aggredisce fisicamente con pugni e calci. Filano, per evitare di soccombere, spara al malvivente.

In entrambe le ipotesi ricorrono gli estremi della legittima difesa domiciliare contro i ladri in casa: nel primo esempio, il furfante, nonostante l’intimazione di andarsene, continua a delinquere e, addirittura, si avvicina minaccioso a un componente della famiglia; nel secondo esempio, invece, è lampante la necessità di difendersi da un’aggressione in atto.

Legittima difesa contro l’intrusione dei ladri in casa

È appena il caso di precisare che, sempre secondo la legge, agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone.

Dunque, la legittima difesa contro i ladri vale anche se questi sono sorpresi nel momento di intrufolarsi in casa, purché però l’intrusione nell’abitazione altrui sia fatta con violenza (l’impiego della forza bruta per spostare il padrone di casa che si para davanti alla porta d’ingresso, ad esempio) oppure con minaccia (brandendo un’arma e minacciando di usarla se il proprietario di casa non consente l’ingresso).

Come difendere i propri beni se il ladro in casa usa violenza?

Una domanda che molti si pongono allorquando si parla di legittima difesa e di ladri in casa è la seguente: se un ladro entra nella mia abitazione e inizia a rubare i miei beni senza alcuna violenza, cosa posso fare per difendere le mie proprietà? Facciamo un esempio.

Tizio sorprende nella propria abitazione un ladro nell’atto di trafugare alcuni gioielli. Nonostante le intimazioni ad andarsene via, il ladro continua placidamente nel completare il suo lavoro. Tizio, esasperato dalla paradossale situazione, consapevole che i carabinieri non giungeranno prima di diverso tempo, impugna un oggetto contundente e colpisce il ladro alla testa.

Nell’esempio appena fatto il padrone di casa ha commesso un reato non giustificato dalla legittima difesa: e, infatti, il proprietario ha percosso e ferito il ladro senza che questi abbi fatto il minimo accenno di aggressione.

Ti starai chiedendo: come posso difendere i miei beni se il ladro non usa violenza? Ebbene, la legge non vieta di tenere una condotta volta a impedire che il ladro porti a compimento i suoi progetti; ciò significa che, almeno in teoria, potresti tentare di frapporti tra il ladro e la refurtiva, oppure addirittura di strappargli di mano gli oggetti (tuoi) che sta trafugando.

Questa tua condotta non sarebbe illecita, perché non procuri del male al ladro e non stai facendo altro che difendere la tua proprietà.

Tuttavia, è appena il caso di dire che l’ipotesi prospettata, per quanto possibile, è a dir poco improbabile: tentare di sottrarre la refurtiva al ladro, infatti, ti esporrebbe al rischio più che concreto di subire un’aggressione. Se ciò dovesse accadere, tornano a valere le regole della legittima difesa: dall’aggressione altrui puoi difenderti, purché tu non abbia altra scelta per salvarti.

Trappole contro i ladri in casa: sono legali?

Molte persone preferiscono adottare delle cautele per prevenire i furti in abitazione: si tratta di vere e proprie trappole contro i ladri in casa.

Alcuni di questi stratagemmi sono molti comuni (il filo spinato a protezione del perimetro della proprietà oppure posizionato al di sopra dei muri di confine); altri lo sono meno (corda di nylon ben tesa a pochi centimetri dal pavimento, in modo da favorire la caduta di chi non dovesse accorgersene; cocci di vetro e chiodi sparsi per la proprietà; recinzione elettrificata, ecc.).

Le trappole contro i ladri in casa sono legali? Dipende: secondo la Corte di Cassazione [3], i mezzi posti a tutela di una proprietà privata che abbiano facoltà di cagionare offese (come ferite o lesioni) a terzi che tentino di introdursi indebitamente sono leciti se sussiste:

  • la proporzionalitàdell’offesa rispetto al bene difeso (la cui valutazione è rimessa alla prudente valutazione del giudice);
  • una non eccessiva attitudine a ledere. Ad esempio, le recinzioni elettrificate non devono possedere un voltaggio troppo elevato, idoneo a causare lesioni o addirittura la morte di colui che tenta di violare la proprietà privata;
  • i pericoli siano visibilio debitamente segnalati. Ciò significa che sono illegali le trappole nascoste (si pensi a un filo elettrificato nascosto ad arte).

In buona sostanza, dunque, possiamo dire che, a prescindere dalla loro visibilità, le trappole contro i ladri in casa sono legali se il loro scopo è solamente quello di difendere un proprio bene oppure la propria o l’altrui incolumità; al contrario, se esse sono in grado di provocare gravi ferite (o perfino la morte), allora la trappola deve ritenersi illegale.

Cani per difendersi dai ladri in casa: sono legali?

È legale tenere dei cani per difendersi dai ladri in casa? Sì, purché ricorrano le condizioni viste nel paragrafo superiore.

La presenza di animali addestrati va anch’essa segnalata con il classico cartello, ovviamente all’esterno della casa. Per sicurezza, nelle ore notturne il cartello dovrebbe trovarsi in una zona illuminata.


note

[1] Art. 624-bis cod. pen.

[2] Art. 52 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 5141 del 04.04.1990.

Autore immagine: Canva.com


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