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Proscioglimento per insufficienza di prove: ultime sentenze

4 Aprile 2020
Proscioglimento per insufficienza di prove: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: mancanza di prove a carico dell’imputato; proscioglimento per insufficienza di prove; estinzione del reato; accertamento dei fatti materiali; appello istruttorio contro la sentenza di proscioglimento per insufficienza di prove.

Proscioglimento per insufficienza di prove

Mentre nella vigenza del codice abrogato la declaratoria di estinzione del reato prevaleva, perché più favorevole, sul proscioglimento per insufficienza di prove, con il nuovo codice di procedura penale, invece, deve ritenersi che il proscioglimento nel merito prevalga sulla declaratoria di estinzione del reato anche quando si è in presenza di una situazione di insufficienza o di contraddittorietà della prova. Tale prevalenza dell’assoluzione nel merito può avvenire nel giudizio di legittimità solo se la insufficienza o la contraddittorietà della prova emergano dalla sentenza impugnata.

Cassazione penale sez. IV, 03/02/1994

Proscioglimento per insufficienza di prove dal reato di circonvenzione di incapace

Ai sensi dell’articolo 28 c.p.p. previgente, affinché il giudicato penale eserciti efficacia vincolante nel giudizio extrapenale per quanto concerne l’accertamento dei fatti materiali, è necessario che la decisione del giudice penale sia basata sugli stessi fatti che vengono in considerazione come oggetto di prova nel giudizio civile e, ove non sussista un rapporto di dipendenza tra l’accertamento dei fatti materiali e la controversia da risolvere in sede civile – o amministrativa – il giudice civile – o amministrativo – ha facoltà di utilizzare le prove raccolte nel giudizio penale come elementi concorrenti alla formazione del suo convincimento.

(Nella specie la S.C. ha confermato la decisione di merito che, in un giudizio avente ad oggetto l’annullamento di alcuni negozi ex art. 428 c.c., aveva escluso che la sentenza penale di proscioglimento per insufficienza di prove dal reato di circonvenzione di incapace determinasse preclusioni sull’accertamento delle condizioni psicofisiche della parte offesa per la non coincidenza tra stato di infermità o deficienza psichica nella fattispecie penale e quello di incapacità di intendere e di volere nella fattispecie civile).

Cassazione civile sez. I, 23/11/2000, n.15128

Procedimenti definiti con proscioglimento per insufficienza di prove

Nell’ambito del procedimento di prevenzione ben possono utilizzarsi, stante l’autonomia di questo da quello di cognizione, elementi desumibili da procedimenti definiti con proscioglimento per insufficienza di prove e da altri che siano in corso, essendo però necessario – e di ciò si dia esaurientemente conto – che si tratti di elementi concreti dai quali si possa desumere, con grado di elevata probabilità, che il soggetto sia appartenente ad una associazione mafiosa.

Cassazione penale sez. I, 06/02/1989

Giudice istruttore: la pronuncia del proscioglimento per insufficienza di prove

Sufficienza di prove per il rinvio a giudizio si ha quando le prove raccolte in istruttoria siano in ogni caso idonee ad essere integrate da altre prove assunte nel dibattimento o in questo ad acquisire maggior grado di certezza, sì da far pervenire il giudice alla condanna dell’imputato.

Quando invece le prove raccolte, pur mantenendo una loro validità, si palesano del tutto insuscettibili di raggiungere nel dibattimento attraverso integrazioni o verifiche quel grado di reale consistenza che potrebbe portare alla condanna, allora il giudice istruttore pronuncia il proscioglimento per insufficienza di prove.

Cassazione penale sez. I, 26/04/1988

Sentenza di proscioglimento per insufficienza di prove

L’appello istruttorio contro la sentenza di proscioglimento per insufficienza di prove non subisce limiti di indagine, non è vincolato al principio “tantum appellatum quantum devolutum” e ammette una rivalutazione integrale della situazione processuale e, conseguentemente, sia la possibilità di disporre e di espletare nuovi accertamenti sia quella di contrastare nuovi fatti e nuovi reati. Ma la stessa funzione del giudice di appello non può essere dilatata sino a comprendere l’estensione dell’accusa a soggetti diversi da quelli nei cui confronti si è aperto il rapporto processuale di impugnazione.

Cassazione penale sez. I, 27/10/1984

Dubbio oggettivo insuperabile

La norma di cui all’art. 378 impone il proscioglimento per insufficienza di prove quando il dubbio oggettivo sia insuperabile. Quando, invece, il dubbio stesso sia fondato su motivazione erronee e contraddittorie che concretino la radicale mancanza di prove a carico dell’imputato, la formula di proscioglimento non può essere che quella dell’insussistenza del fatto che, ai sensi dell’art. 203 c.p.p. si estende anche al coimputato non impugnante.

(Nella specie, in relazione al reato di falsità ideologica i giudici di merito avevano riconosciuto la sostanziale inconsistenza dell’ipotesi accusatoria in relazione solo ad alcuni punti del processo verbale, mentre per altri punti dello stesso verbale avevano ritenuti possibili e compatibili con la buona fede dei verbalizzanti degli errori di indicazione relativi allo stato di esecuzione di un edificio).

Cassazione penale sez. V, 18/10/1984

L’esistenza dell’elemento materiale del reato

Nel caso in cui l’imputato abbia proposto appello avverso sentenze di proscioglimento per insufficienza di prove circa l’esistenza dell’elemento materiale del reato, al fine di ottenere il proscioglimento con formula piena, il giudice di secondo grado ha il dovere-potere di rivalutare tutta la prova, senza che sia operante la limitazione ex art. 515 c.p.p., con il divieto della “reformatio in peius”.

Cassazione penale sez. V, 22/06/1984

Procedimento di prevenzione

In un procedimento di prevenzione ben può il giudizio di pericolosità del proposto essere fondato anche su dati negativi emergenti da un processo penale a suo carico anche se esso processo si sia concluso con un proscioglimento per insufficienza di prove.

Cassazione penale sez. I, 16/01/1984

Formula di proscioglimento per insufficienza di prove

Nell’ipotesi in cui il reato – fine si estingue per effetto della amnistia, la circostanza aggravante del nesso teleologico mantiene la sua operatività rispetto al reato – mezzo. Tuttavia detta circostanza è inapplicabile, qualora la declaratoria di improcedibilità per amnistia sia stata pronunciata dal giudice, perché ritenuta più favorevole rispetto alla formula di proscioglimento per insufficienza di prove.

Cassazione penale sez. V, 11/07/1983, n.9084

L’ammissibilità del proscioglimento per insufficienza di prove

Le cause di non punibilità costituiscono eccezioni sia di carattere sostanziale che formale, per cui possono trovare applicazione solo se le situazioni di fatto cui si riferiscono siano provate pienamente e non in parte soltanto. Con la conseguenza che è esclusa l’ammissibilità del proscioglimento per insufficienza di prove.

Cassazione penale sez. V, 03/03/1981

Assoluzione per insufficienza di prove 

Il sindacato della Corte di Cassazione sulle sentenze di proscioglimento per insufficienza di prove non può estendersi al controllo sulla fondatezza delle ragioni del dubbio rimasto nei giudici di merito, ove gli stessi abbiano espresso il loro convincimento con adeguata motivazione esente da vizi logici e giuridici. Cio’, infatti, implicherebbe una rivalutazione critica dei fatti e delle prove, e cioe’, una indagine di fatto che e’ preclusa in questa fase del giudizio.

Cassazione penale sez. I, 25/01/1978, n.5853

Sentenza penale di proscioglimento per insufficienza di prove

La sentenza penale di proscioglimento per insufficienza di prove (emessa in seguito a giudizio) rende improponibile l’azione civile ex art. 2054 c.c. solo quando abbia messo in dubbio l’investimento o lo scontro, la partecipazione ad essi del conducente ovvero il nesso di causalità; il dubbio sulle modalità dell’azione dell’imputato si risolve, invece, in un dubbio sull’elemento soggettivo del reato e non preclude l’azione civile, stante la presunzione di colpa che può essere vinta solo con la dimostrazione di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Cassazione civile sez. III, 22/01/1979, n.477



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