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Lo sai che? Tasse sulla casa in sede di separazione e divorzio: addio alle agevolazioni

Lo sai che? Pubblicato il 24 settembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 settembre 2013

L’entrata in vigore del D.L. 104/2013 cancella numerose agevolazioni fiscali fra le quali quelle previste per i trasferimenti di immobili fra coniugi in sede di separazione e divorzio. Vediamo quali saranno gli effetti e a partire da quale momento.

Abbiamo visto come, dal primo gennaio 2014, il sistema delle aliquote fiscali sui trasferimenti immobiliari sia destinato a cambiare profondamente. In particolare usciranno di scena molte delle agevolazioni storiche previste da tempo dalla Legge e al contempo salirà il peso delle tasse che la parte acquirente di un immobile dovrà versare all’Erario.

Nei procedimenti di separazione e divorzio, oltre all’affidamento dei figli, all’assegno a favore dei figli e del coniuge più debole, all’assegno divorzile, ci sono accordi fra tra i coniugi aventi ad oggetto il trasferimento di un immobile.

Fino ad oggi queste ultime operazioni relative ad esempio alla casa coniugale o altro appartamento della coppia hanno goduto di un trattamento fiscale agevolato, andando esenti rispettivamente dalle tasse di registro, ipotecaria e catastale [1] anche laddove il trasferimento dell’immobile fosse a favore dei figli.

A partire dall’anno prossimo invece il cosiddetto Decreto Scuola [2] ha previsto che anche questi scambi pagheranno un’imposta di registro del 9% sul valore catastale rivalutato (2% se si tratterà di prima casa per l’acquirente). Come è facile immaginare, si tratta di una somma che può raggiungere cifre cospicue e che dovrà essere sborsata in un momento di difficoltà oltre che personale anche economica.

Si fa notare inoltre che se uno dei coniugi decidesse, ad esempio, di liquidare le ragioni dell’altro in denaro invece che con un bene immobile, non andrebbe soggetto ad una tale imposizione fiscale in quanto il passaggio di denaro continuerebbe ad essere esente da imposta. Ciò rafforza ancora di più la convinzione che con questo genere di norme la Legge metta i bastoni fra le ruote a quelle coppie, ad oggi la maggioranza, che non dispongono di grosse disponibilità liquide.

note

[1] Art. 19 L. n. 74/1987

[2] D.L. n. 104/2013


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2 Commenti

  1. Egregio Avvocato,
    ammesso che tale “sostituzione” sia possibile, vi sono agevolazioni fiscali se in sede di divorzio a liquidare il 50% dell’immobile (quindi la quota di uno dei genitori) è il figlio maggiorenne invece che il coniuge stesso?
    Mille grazie,
    cordiali saluti

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