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Aprire un centro di assistenza fiscale

7 Aprile 2020 | Autore:
Aprire un centro di assistenza fiscale

Se vuoi intraprendere una nuova attività professionale, hai bisogno di conoscere le norme applicabili al settore che ti interessa. Ti illustriamo procedure, regole e disciplina del sistema fiscale italiano.

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente intendi avviare una nuova attività lavorativa. Com’è facile intuire, a seconda del contesto professionale che prendi in considerazione, vai incontro a una pluralità di adempimenti di cui devi tenere conto.

Le operazioni da porre in essere variano da soggetto a soggetto e da attività ad attività, ma vi sono delle linee guida comuni che ti permettono di orientarti nel labirinto della burocrazia.

In particolare, se sei interessato ad aprire un centro di assistenza fiscale in questa breve guida possiamo fornirti dei suggerimenti utili.

Occorre premettere che, come spesso avviene, le nostre sono delle indicazioni generali riferite al settore di tuo interesse. Per verificare se stai percorrendo la strada corretta, però, necessiti sicuramente dell’accompagnamento di un esperto del settore.

Ti indicheremo, nel dettaglio, quali sono le autorizzazioni da richiedere e quali sono i costi da sostenere per intraprendere questa nuova esperienza.

Cosa è un centro di assistenza fiscale

Per Caf si intende un ufficio che offre servizi di consulenza ai contribuenti, ossia a tutti coloro che, secondo il sistema tributario, sono tenuti a pagare le imposte. Più in generale, le sue attività sono rivolte a quella parte della popolazione che, per un motivo o per un altro, deve mettersi in contatto con il sistema fiscale e previdenziale italiano.

Come suggerisce la stessa terminologia utilizzata per definire tali centri, i Caf svolgono una funzione di assistenza agli utenti che si presentano agli sportelli. In altri termini, essi, da un lato, forniscono tutte le informazioni sulle procedure da seguire per ottenere i benefit del nostro sistema giuridico e, dall’altro, predispongono tutta la documentazione necessaria.

In via di sintesi, ti possiamo ricordare che i centri di assistenza fiscale si occupano, in particolare, della predisposizione di tutte le pratiche da trasmettere all’Inps (pensa, ad esempio, al bonus nascita per le neo-mamme o alla richiesta della pensione di invalidità per chi ne possiede i requisiti), delle dichiarazione dei redditi (pensa, soprattutto, al modello 730) e del modello Isee (ossia l’indice della situazione economica del nucleo familiare indispensabile per ottenere detrazioni fiscali o agevolazioni di ogni tipo). Non considerare, però, tale elenco esaustivo e completo: quelli indicati sono, infatti, i servizi più conosciuti, ma gli sportelli di assistenza si occupano di tantissimi altri adempimenti (consulenza fiscale e contabile, elaborazione dei documenti relativi alla sostituzione di imposta e così via).

All’interno di ogni caf è presente un responsabile dell’assistenza fiscale (raf), ossia un esperto del settore contabile e previdenziale che si sostituisce al contribuente nella predisposizione e presentazione della documentazione richiesta. Nello specifico, i caf devono essere individuati tra gli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti o in quello dei ragionieri liberi professionisti.

Quali sono le procedure per aprire un caf?

Posta la peculiare natura dei centri di assistenza fiscale, il nostro sistema giuridico prevede un iter molto rigoroso per la loro apertura. Vi sono, infatti, delle prescrizioni inderogabili cui non è possibile sottrarsi se si intende intraprendere tale attività lavorativa.

Per aprire un caf puoi scegliere tra due strade alternative: l’individuazione dell’una o dell’altra dipende, da un lato, dalle tue disponibilità economiche e, dall’altro, dalle competenze tecniche già in tuo possesso.

In altri termini, per creare un nuovo centro di assistenza fiscale è indispensabile essere autorizzati dal ministero dell’Economia e delle Finanze: esso, per il tramite del suo agente di riscossione (l’Agenzia delle Entrate), è legittimato ad accogliere o respingere la tua domanda. Vengono, infatti, condotti degli accertamenti molto rigidi sulla presenza dei requisiti richiesti dalla legge [1] e sulla validità formale delle richieste.

Vediamo nel dettaglio quali sono le disposizioni dettate in materia.

Anzitutto, i caf devono rivestire la forma della società di capitale; in secondo luogo, possono essere costituiti soltanto da associazioni sindacali di categoria fra imprenditori istituite da almeno dieci anni o da organizzazioni dei lavoratori con almeno cinquantamila iscritti. Infine, il centro deve essere predisposto per svolgere attività di assistenza fiscale.

Ovviamente, l’apertura di una realtà lavorativa presuppone, come avviene per tutte le ipotesi in cui vuoi cimentarti in una nuova avventura professionale, l’individuazione di una sede fisica in cui esercitare l’attività, l’acquisto degli arredi e la predisposizione di tutte le utenze necessarie.

Se, invece, non è tua intenzione creare un nuovo caf, puoi decidere di associarti a un centro già esistente; in tal caso, la procedura che devi seguire è molto più snella e semplice. È, infatti, sufficiente fare richiesta di adesione alla categoria sindacale prescelta e porre in essere tutti gli adempimenti burocratici ed economici richiesti a livello centrale.

Quali sono i costi da sostenere?

I costi da sostenere variano a seconda delle dimensioni del caf e della quantità dei servizi che intendi offrire. Inoltre, le spese dipendono molto dalla scelta di creare un nuovo caf o di associarti a un centro già esistente.

In linea di massima, possiamo dirti che l’investimento iniziale non è eccessivamente alto, anche se probabilmente dovrai accendere un finanziamento personale se non hai liquidità a tua disposizione.

Considera, dunque, che devi individuare una sede da prendere in affitto, acquistare tutta la strumentazione tecnologica (hardware e software) che ti consente di scrivere e inoltrare le domande per via telematica, comprare gli arredi di ufficio, attivare le relative utenze (luce, gas, acqua) e assumere personale dipendente.

Se lavori bene e riesci ad allargare il tuo portafoglio clienti, non preoccuparti di non recuperare le spese: i servizi da te offerti, infatti, ti permetteranno di rientrare dei costi e di ottenere dei profitti.


note

[1] D.Lgs. 09.07.1998 n. 241: “Disposizioni integrative del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, concernenti la revisione della disciplina dei centri di assistenza fiscale”


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