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Si può lasciare il cane in auto?

26 Febbraio 2020
Si può lasciare il cane in auto?

Abbandonare un cane in auto con il finestrino aperto è reato?

Fin quando si tratta di un bambino, i seggiolini anti-abbandono possono essere giustificabili: i piccoli si addormentano facilmente e qualche smemorato – così è successo – potrebbe dimenticarsene. Ma come si fa a dimentcare un cane in auto? Piuttosto difficile. Quindi, chi lo fa è cosciente di ciò che sta compiendo. In termini giuridici, si dice che c’è il «dolo» ossia la coscienza e la volontà. 

Il punto però è che, per parlare di dolo, bisognerebbe anche essere certi che il comportamento di chi chiude il fido compagno dentro la macchina, mentre va a fare la spesa o a pagare le bollette, sia qualificabile come reato. Cosa dice a riguardo la legge? Si può lasciare il cane in auto? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Reato di maltrattamento di animali

Chi maltratta un animale – sia che si tratti del proprio che di quello altrui o di un randagio – risponde del reato di maltrattamento di animali. Il codice penale [1] stabilisce, in particolare, quanto segue: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro».

A voler leggere in modo rigoroso la norma sembrerebbe che si può lasciare il cane in auto, specie se per poco tempo. Non c’è, infatti, alcuna sevizia o fatica nel fatto di chiudere il quadrupede dentro un veicolo in attesa che il padrone torni. 

Senonché, la giurisprudenza è andata allargando il senso di questa norma, stabilendo che, ai fini della condanna penale per maltrattamento di animali, rilevano ormai non solo quei comportamenti contrari al sentimento di pietà verso gli animali, ma anche quelli che incidono sulla sensibilità psico-fisica dell’animale stesso procurandogli dolore e afflizione, anche interiori. Gli animali vengono, quindi, considerati come esseri «senzienti», capaci di avvertire la sofferenza anche di un “semplice” abbandono. 

Peraltro, la tutela dei cani è più ampia rispetto a quella di qualsiasi altro animale. Vengono chiamati «quasi umani» per via del legame intimo ormai raggiunto con l’uomo. Si tratta di un gradino intermedio di animali, gli animali antropizzati. Sono gli animali da compagnia o da affezione. La Cassazione lascia così intendere che il sentimento di umana capacità di «mettersi nei panni» dell’altro, per natura più mitigato verso gli animali, ha uno scalino intermedio nei «quasi-umani», gli animali che condividono con l’uomo spazi comunicativi e familiari, e perciò stessi sentimenti e, dunque, tutele anche penali, prima riservati alla sola specie umana.

Ecco, sembra che per questi animali la tutela sia superiore, nel senso che il concetto di maltrattamento scatta ad una soglia inferiore rispetto a quella di tutti gli altri animali. 

In un allevamento di trote, di lumache o di bachi da seta è difficile ipotizzare un giudizio sulle condizioni di vita degli animali. Ma in un canile invece, quando vengono stipati molti cani nella stessa gabbia, esposti al sole e senza cibo, si può parlare di maltrattamento di animali.

Insomma, neanche gli animali sono tutti uguali davanti alla legge.

Reato di abbandono di animali

Oltre ai maltrattamenti esiste il reato di abbandono di animali, che meglio si addice al nostro caso. Secondo la legge, è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da mille a diecimila euro chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività.

Secondo la giurisprudenza integra il reato di abbandono di animali non solo la condotta di distacco volontario e definitivo dell’animale, ma anche qualsiasi trascuratezza, disinteresse o mancanza di attenzione verso quest’ultimo. Nella nozione di abbandono, si include anche il comportamento colposo improntato a indifferenza o a inerzia nell’immediata ricerca dell’animale.

Lasciare un animale in auto è reato?

Vediamo ora cosa ne pensa la giurisprudenza in merito all’eventuale possibilità di lasciare il cane in auto: è reato anche per pochi minuti?

In verità, come potrai già immaginare, non sono mancati casi di procedimenti penali per maltrattamento di animali nei confronti di chi ha lasciato, per molto tempo, il proprio cane chiuso in auto a finestrini chiusi e al caldo o sotto il sole. Basta una segnalazione di un passante o di un poliziotto per avviare le indagini e il successivo processo penale. 

Leggi anche Lasciare il cane da solo in casa: cosa rischia il padrone?

Secondo la Cassazione [3], Integra il reato di abbandono di animali la condotta del proprietario che lascia il proprio cane in auto, con i finestrini chiusi, in una giornata soleggiata e con temperatura particolarmente elevata, atteso che tale comportamento è assolutamente incompatibile con le natura dell’animale, potendo provocargli paura e sofferenza. Ed ancora, integra il reato di abbandono di animale il comportamento di chi lasci il proprio cane in auto, sia pure parcheggiata in zona d’ombra e con i finestrini leggermente aperti, in periodo estivo, così da determinare la morte dell’animale per eccessivo calore.

Non serve ulteriore prova della “sofferenza grave” quando un cane abbaia incessantemente, lasciato chiuso in auto per lungo tempo ad elevate temperature, in quanto il suo malessere è condizione certamente intuibile con il senso comune e non necessitante visite specialistiche e/o perizie ad hoc, essendo nozioni di comune conoscenza divulgate in occasione di fatti di cronaca, nelle quali, da episodi analoghi, sono scaturiti eventi drammatici [5].


note

[1] Art. 544 ter cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 44902 del 16.11.2012.

[3] Cass. sent. n. 44902/2012.

[4] Cass. sent. n. 9905/1999.

[5] Cass. sent. n. 14250/2014.


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