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Pattinaggio: ultime sentenze

30 Aprile 2021
Pattinaggio: ultime sentenze

Acquisto del biglietto di ingresso all’area di pattinaggio; gestione di una pista di pattinaggio sul ghiaccio; investimento di un pattinatore in un’area di parcheggio; pattinaggio artistico; rapporto di lavoro sportivo professionistico subordinato.

Gestore di una pista di pattinaggio

Ai sensi dell’art. 2049 c.c. è possibile configurare una obbligazione di controllo e vigilanza da parte del gestore di una pista di pattinaggio, convenuto in giudizio laddove, dalle prove assunte e dalla ricostruzione del contenuto negoziale che consegue al pagamento del biglietto di ingresso all’area di pattinaggio, derivi esattamente il momento dell’insorgenza di tale obbligazione, il suo contenuto e le conseguenze di eventuali inadempimenti in capo al gestore medesimo.

Deve escludersi, però, che l’acquisto del biglietto di ingresso all’area di pattinaggio comporti, di per sé, a carico del gestore, una obbligazione di sorveglianza e tutela riguardante ciascun bambino che utilizza la pista.

Tribunale Torre Annunziata sez. II, 09/07/2019, n.1750

Pista di pattinaggio sul ghiaccio

L’impugnazione del provvedimento di assegnazione di suolo pubblico per stazionamento temporaneo di impianti (nella specie per la gestione di una pista di pattinaggio sul ghiaccio) non è soggetta al rito abbreviato di cui agli artt. 119 e 120 c.p.a., non configurando un’ipotesi di procedura di affidamento di servizi, né delle altre espressamente indicate dal codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, attesa la sostanziale assenza sia del carattere remuneratorio – eventuali guadagni e perdite sono essenzialmente correlati all’ attività dei singoli assegnatari – sia dell’oggetto della procedura.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 16/05/2018, n.270

Divieto di pattinaggio: si estende alle aree di parcheggio?

Il parcheggio viene invece definito dall’art. 3, comma 1, n. 34, c.d.s. come ‘un’area o un’infrastruttura fuori dalla carreggiata destinata alla sosta dei veicoli’, sul quale dunque transitano sia veicoli che pedoni; anche in questa area si verificano le stesse situazioni di rischio che giustificano il divieto di transito di “acceleratori di velocità” nelle carreggiate e nei siti destinati ai pedoni, estendendo così il divieto di pattinaggio anche all’area di parcheggio proprio per l’omogeneità dei fattori di rischio che caratterizzano tale area.

Ne consegue che, in un sinistro stradale relativo all’investimento di un pattinatore in un’area di parcheggio, l’attività svolta dall’investito al momento dell’incidente risulta commessa in violazione dell’art. 190 c.d.s, e ciò rileva ai fini della valutazione delle condotte, anche in relazione all’eventuale concorso di colpa della vittima.

Cassazione penale sez. IV, 29/11/2017, n.2342

Spazi in cui è vietata l’attività di pattinaggio

Il divieto previsto dall’art. 190 del codice della strada, di circolare mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura sulle carreggiate delle strade e sugli spazi riservati ai pedoni, essendo volto alla tutela tanto di chi fa uso di tali strumenti quanto dei pedoni, si estende alle aree di parcheggio perché in esse si verificano le medesime situazioni di rischio che fondano tale divieto. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio la sentenza impugnata, che aveva ritenuto legittima l’attività di pattinaggio all’interno di un’area di parcheggio svolta dalla vittima di un incidente stradale, anche in relazione all’eventuale concorso di colpa della persona offesa).

Cassazione penale sez. IV, 29/11/2017, n.2342

Caduta in una pista di pattinaggio

Nell’assicurazione per la responsabilità civile, l’azione diretta del danneggiato nei confronti dell’assicuratore è ammessa soltanto nei casi espressamente previsti dalla legge (ovvero: RCAuto e caccia), mentre in tutti gli altri casi l’assicuratore è obbligato solo nei confronti dell’assicurato a tenerlo indenne da quanto questi debba pagare ad un terzo cui ha provocato un danno, sicché, al di fuori delle eccezioni sopra indicate, soltanto l’assicurato è legittimato ad agire nei confronti dell’assicuratore, e non anche il terzo, nei confronti del quale l’assicuratore non è tenuto per vincolo contrattuale né ex lege. (Nella specie tratta vasi di lesioni a causa di caduta in una pista di pattinaggio).

Tribunale Modena, 28/11/2012, n.1823

Domanda di risarcimento del danno 

Le federazioni sportive nazionali, già dotate di duplice veste, pubblicistica per le attività svolte quali organi del Coni e privatistica per le attività loro proprie, hanno acquisito la natura di associazione con personalità giuridica di diritto privato ai sensi dell’art. 15 del d.lg. n. 242 del 1999, che ha lasciato al Coni poteri di indirizzo e controllo in ragione della “valenza pubblicistica di specifici aspetti” dell’attività sportiva.

Ne consegue che la domanda di risarcimento del danno cagionato dagli amministratori al patrimonio di una federazione (nella specie, Federazione italiana hockey e pattinaggio) non è soggetta alla giurisdizione della Corte dei conti, in quanto il rapporto di servizio attinente alle residue funzioni pubblicistiche della federazione non si trasferisce da questa ai suoi amministratori.

Cassazione civile sez. un., 31/07/2012, n.13619

Responsabilità per danni da cose in custodia

La norma di cui all’art. 2051 c.c. introduce un’ipotesi di responsabilità oggettiva per la cui configurazione è sufficiente la ricorrenza di un nesso causale tra la cosa in custodia e il danno verificatosi, rimanendo irrilevante il comportamento del custode, salva la dimostrazione da parte dello stesso della ricorrenza di un caso fortuito.

Per l’effetto il danneggiato è tenuto a provare soltanto l’esistenza di un effettivo nesso causale tra la cosa e danno e, cioè, che l’evento dannoso si è prodotto come conseguenza normale della particolare condizione potenzialmente lesiva della cosa.

Alla luce dei principi esposti deve ritenersi sussistere la responsabilità del gestore di una pista di pattinaggio su ghiaccio in quanto custode della stessa. Non può ritenersi prova del caso fortuito, atta a far venire meno la presunzione di cui all’art. 2051 c.c., il fatto che altri pattinatori abbiano tagliato la strada al danneggiato, posto che tale circostanza può aver contribuito esclusivamente a far sì che il predetto si determinasse a percorrere il tratto di pista nel quale il ghiaccio era rovinato, condizione, quest’ultima, da sola sufficiente a causare la caduta.

Tribunale Padova sez. II, 08/09/2005, n.2190

Impianto di pattinaggio

In materia edilizia, l’art. 19 bis, l. reg. Valle d’Aosta 15 giugno 1978 n. 14, è diretto a limitare i poteri di deroga alle previsioni urbanistiche, che eventualmente fossero già previsti dai piani regolatori generali o dai regolamenti edilizi vigenti, alle sole costruzioni di edifici o di impianti pubblici o di interesse pubblico; pertanto, la norma non riguarda la costruzione di un locale destinato ad attività di somministrazione di bevande e di ristorazione che, sebbene realizzato in aggiunta ad un edificio di interesse collettivo (impianto di pattinaggio), non può essere ritenuto esso stesso un edificio pubblico o di interesse pubblico.

Consiglio di Stato sez. V, 30/08/2004, n.5622

Centro sportivo di pattinaggio a rotelle e noleggio pattini

In tema di contenzioso tributario, il processo verbale di constatazione redatto dagli organi della Siae, inserito nell’attività istruttoria compiuta dall’Amministrazione finanziaria, con funzione di documentazione, è sfornito di autonoma rilevanza e resta atto endoprocedimentale, privo di rilevanza esterna e valore impositivo, che non incide direttamente sulla sfera patrimoniale del contribuente. Pertanto, esso non è direttamente impugnabile dinanzi alle commissioni tributarie.

(Fattispecie relativa ad accertamento fiscale, compiuto presso un centro sportivo di pattinaggio a rotelle e noleggio pattini, riguardante l’applicabilità dell’imposta sugli spettacoli disciplinata dal d.P.R. n. 640 del 1973).

Cassazione civile sez. trib., 20/01/2004, n.787

Richiesta di mutuo per una pista di pattinaggio

Per il danno derivante alle casse comunali (coincidente con le rate di ammortamento di un mutuo pagate) dalla revoca di un finanziamento, sussiste la responsabilità degli amministratori che dapprima hanno richiesto un mutuo per un’opera sportiva (pista di pattinaggio) e poi, prima che il mutuo fosse concesso, hanno dirottato il finanziamento su un’opera diversa (palazzo del ghiaccio), senza tener conto, altresì che l’erogazione sarebbe stata vincolata alla effettiva disponibilità del differenziale finanziario da fornirsi dalla concessionaria scelta improvvidamente dagli amministratori (la società aveva un capitale sociale di soli 20 milioni di lire, non era iscritta all’Albo nazionale costruttori, era priva di qualsiasi struttura aziendale o produttiva ed era costituita da un soggetto che come reddito godeva da alcuni anni di pensione sociale); tuttavia nella fattispecie i convenuti vanno mandati assolti dalla domanda attrice in quanto i vantaggi conseguiti all’amministrazione comunale (consistenti in particolare nel valore degli immobili, ancorché non completati, acquisiti al patrimonio comunale) hanno un valore superiore ai danni sofferti.

Corte Conti, (Piemonte) sez. reg. giurisd., 22/01/2002, n.24

Pattinaggio artistico

L’allievo allenatore di pattinaggio artistico è parte di un rapporto di lavoro sportivo professionistico subordinato, al quale si applica la l. 23 marzo 1981 n. 91, quando, come nella specie, sussiste effettivamente la subordinazione (continuità di prestazione, stabile inserimento nell’organizzazione dell’associazione sportiva, sottoposizione alle direttive del consiglio di questa, retribuzione corrisposta mensilmente ed indipendentemente da effettiva prestazione di attività).

Pretura Busto Arsizio, 12/12/1984

Associazione sportiva di pattinaggio artistico

Se dalle prove risulta che l’allenatrice di pattinaggio artistico di una associazione sportiva, organizzava e dirigeva i corsi indetti dall’associazione con assoluta autonomia direttiva ed organizzativa, il suo rapporto con l’associazione ha la natura di rapporto di lavoro autonomo e non di lavoro subordinato.

Pretura Bassano Grappa, 06/10/1979



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