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Merce contraffatta: cosa rischio?

18 Aprile 2020
Merce contraffatta: cosa rischio?

Conseguenze penali della messa in commercio di prodotti falsi.

Hai un piccolo negozio dove vendi giocattoli di vari modelli e marche. Un giorno si presentano due agenti della Guardia di Finanza, i quali cominciano a passare in rassegna i giocattoli riposti sugli scaffali. Nel corso dell’accertamento, gli agenti notano numerosi modelli – tutti prodotti dalla Cina – con marchi contraffatti. Ti chiedono i documenti necessari per la vendita dei giocattoli. Tu rispondi di non saperne nulla, quindi tutto il materiale viene sequestrato.

Ma in caso di merce contraffatta: cosa si rischia? Devi sapere che la legge punisce sia la vendita sia l’acquisto di merce contraffatta. Spesso e volentieri, infatti, la falsificazione di marchi celebri o la riproduzione di segni distintivi degli stessi, è frutto di una vera e propria attività imprenditoriale svolta da aziende clandestine. I malintenzionati sono in possesso di tecniche e strumenti idonei alla realizzazione di prodotti similari a quelli originali. La lotta alla contraffazione riguarda le merci in arrivo dai Paesi terzi, le merci sdoganate in altri Paesi europei e, infine, le merci prodotte sul territorio nazionale. Ti invito, dunque, a proseguire nella lettura del seguente articolo per capire quali sono le conseguenze penali in caso di merce contraffatta.

Cos’è la contraffazione?

La contraffazione è un reato che danneggia notevolmente l’economia (si pensi alle vendite perse), la salute dei consumatori nonché l’immagine del marchio delle grandi aziende. In pratica, la condotta consiste nella falsificazione o alterazione di marchi o segni distintivi, sia italiani che esteri. Per alterazione, si intende la modifica del significato rappresentativo del marchio o del contrassegno tanto da confondersi con l’originale.

Per la configurabilità del reato è necessario:

  • che il marchio sia stato registrato presso l’ufficio competente;
  • la volontà e la consapevolezza di falsificare il marchio, al fine di ingannare i consumatori e conseguire un arricchimento.

Lo scopo è chiaro: si altera il marchio per confondere il consumatore sulla provenienza della merce. La contraffazione, inoltre, può riguardare qualsiasi prodotto: dalle borse ai vestiti, dagli occhiali ai profumi. Esiste perfino la contraffazione delle opere d’arte: semplici riproduzioni vendute come se fossero quadri originali (ad esempio di Matisse, di Van Gogh e così via).

Ovviamente, per gli esperti è un gioco da ragazzi distinguere un falso da un originale. Le persone comuni, invece, non hanno alcuna esperienza in materia e per questo, spesso, sono ignare di essere vittime della contraffazione.

Quando non viene punita la contraffazione?

L’essenza del reato in questione è quindi la falsificazione, cioè l’alterazione del marchio per trarre in inganno una o più persone. Tuttavia, per la punibilità della contraffazione è necessario che la falsità sia giuridicamente idonea. In buona sostanza, la falsità deve essere tale da ingannare effettivamente il consumatore.

Facciamo un esempio: compri una borsa che riporta la scritta “Guci”. In tal caso, non si ha contraffazione perché è palese che non si tratta della borsa della nota marca “Gucci”. Un altro esempio è la banconota visibilmente più piccola rispetto ad una vera, avente corso legale. Ebbene, in tutti questi casi, la contraffazione non è punita perché si tratta del cosiddetto falso grossolano, ossia di una falsità talmente evidente da non trarre in inganno nessuno. 

La contraffazione non è punibile anche nei casi di:

  • falso innocuo, cioè una falsità che seppur non grossolana non è idonea a produrre alcun danno. Ad esempio, il notaio che dimentica di farti firmare un atto al momento della stesura e ti chiede di sottoscriverlo successivamente;
  • falso inutile, vale a dire la falsificazione di un documento giuridicamente inesistente.

Merce contraffatta: cosa rischio?

Analizziamo, in particolare, la condotta di Tizio che immetta nel commercio merce contraffatta. Ebbene le conseguenze penali saranno:

  • la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 2.500 euro a 25mila euro per il reato di contraffazione;
  • la reclusione fino a due anni e la multa fino a 20mila euro per introduzione nello Stato di prodotti con segni falsi e vendita di prodotti industriali con segni mendaci;
  • la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da  2.582 euro a 15.493 euro per la vendita di DVD o CD privi di contrassegno SIAE;
  • reclusione da due ad otto anni e con la multa da 516 euro a 10.329 euro per il reato di ricettazione, in quanto si ritiene che colui che vende merce contraffatta (ad esempio un ambulante) sia consapevole della falsità dei marchi dei prodotti venduti.

Se il venditore è cittadino comunitario con permesso di soggiorno, l’eventuale condanna ai suddetti reati produrrà anche la revoca del permesso e l’espulsione dall’Italia. 

Invece, il consumatore che acquista merce contraffatta per uso personale rischia una sanzione amministrativa fino a 7.000 euro. Nel caso in cui la merce acquistata è destinata alla diffusione (quindi non all’uso personale), allora in tal caso sarà accusato del reato di ricettazione con le medesime conseguenze previste per il venditore.

Come provare la contraffazione?

La prova della contraffazione viene data innanzitutto dalla perizia, eseguita sulla merce sequestrata da un professionista esperto. Si tratta di persone che conoscono esattamente i prodotti originali e i trucchi per scoprire la contraffazione.

Nella maggior parte dei casi, comunque, gli stessi agenti che eseguono gli accertamenti sono già esperti in materia, nel senso che sanno come accorgersi che il marchio è contraffatto. È utile, inoltre, scattare fotografie della merce da cui si potrebbe evincere che i prodotti sequestrati sono di ottima qualità, molto simili agli originali. In buona sostanza, deve trattarsi di prodotti in grado di trarre in inganno il consumatore.

Facciamo un esempio: si pensi al classico Rolex venduto in una gioielleria, all’interno della scatola originale e al prezzo pieno. Peccato, però, che il Rolex sia contraffatto. Ma un normale consumatore difficilmente potrebbe accorgersene.



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