Scommesse: novità sulle tasse

27 Febbraio 2020 | Autore:
Scommesse: novità sulle tasse

Via libera della Corte di giustizia Ue all’imposta unica: la normativa italiana non viola il Trattato Europeo.

La Corte di giustizia europea [1] ha dato il via libera al pagamento dell’imposta unica sulle scommesse anche per chi opera in Italia senza concessione. È stato respinto, infatti, il ricorso di un’agenzia di bookmaker di Parma che contestava la tassazione stabilita dalla legge di Stabilità 2011 anche per i centri non autorizzati al regime fiscale: secondo la Corte, tale norma non viola il Trattato Europeo.

L’Agenzia delle Dogane aveva accertato il mancato versamento dell’imposta per l’anno 2011 ma dopo lunga controversia, gli atti erano stati rinviati ai giudici in Lussemburgo. La Corte di giustizia ha stabilito che «l’imposta unica si applica a tutti gli operatori che gestiscono scommesse raccolte sul territorio italiano, senza operare alcuna distinzione in funzione del luogo di stabilimento di tali operatori, cosicché l’applicazione di tale imposta alla Stanleybet Malta di Parma non può essere considerata discriminatoria».

Sulla questione della doppia imposizione fiscale, «gli Stati membri non hanno un generale obbligo di adeguare il proprio sistema fiscale per eliminare la doppia imposizione», secondo la Corte. Irricevibile, perché non «applicabile alla controversia», è invece il quesito relativo alla norma secondo cui, a partire dal 2015, come base imponibile per le imposte a carico dei centri esteri il triplo della raccolta media provinciale registrata dalle agenzie concessionarie.

Per l’Agenzia delle Dogane, la norma italiana è dunque compatibile con il diritto dell’Unione, mentre secondo l’avvocato dello Stato Sergio Fiorentino, che ha rappresentato il Governo italiano, il procedimento «tornerà a Parma per la sua conclusione e “farà Stato” nei moltissimi giudizi pendenti in tutta Italia, Cassazione compresa».

L’imposta unica accertata dall’Agenzia delle Dogane aveva raggiunto i 120 milioni di euro nel 2020, con l’80 per cento di successi dell’amministrazione.


note

[1] Corte Giustizia Ue sent. C-788/18 del 26.02.2020.


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