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Restituzione del finanziamento: ultime sentenze

31 Maggio 2022
Restituzione del finanziamento: ultime sentenze

Azione giudiziale del socio per restituzione finanziamento in favore della società; sussistenza della situazione di crisi al momento del finanziamento.

Ricorso monitorio per il rimborso del finanziamento del socio

Il diritto alla restituzione del finanziamento effettuato dal socio alla società di capitali non è soggetto alle comuni regole di diritto civile, ma soggiace alla speciale disciplina di cui all’art. 2467 c.c., caratterizzata dalla peculiarità del rapporto che intercorre tra socio e società. Come tale, il ricorso monitorio attivato dal socio per ottenere il rimborso del finanziamento appartiene alla competenza del Tribunale delle imprese, in quanto trattasi di rapporti tra società e soci sussumibili nel concetto di ‘rapporti societari’ di cui all’art. 3, comma 2, lett. a), d. lgs. n. 168 del 2003.

Tribunale Aosta sez. I, 04/10/2021, n.283

Postergazione del socio: il tempo in cui il finanziamento è stato concesso

Nelle società a responsabilità limitata, nel caso di finanziamento dei soci in favore della società, la postergazione prevista dall’art. 2467 c.c. opera già durante la vita della società e non solo nel momento in cui si apre il concorso con gli altri creditori sociali, integrando una condizione di inesigibilità legale e temporanea del diritto del socio alla restituzione del finanziamento sino a quando non sia superata la situazione di difficoltà economico -finanziaria prevista dalla norma; di conseguenza la società deve rifiutare al socio il rimborso del finanziamento a suo tempo prestato, in presenza della indicata situazione, ove esistente al momento della concessione del finanziamento ed a quello della richiesta di rimborso, che è compito dell’organo gestorio riscontrare mediante la previa adozione di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società, in grado di rilevare la situazione di crisi.

Tribunale Bari sez. IV, 04/08/2021, n.2996

Finanziamenti del socio accomandante alla società

In tema di finanziamento dei soci alla società, l’obbligo di retrocessione al fallimento (dei finanziamenti originariamente effettuati dal socio alla società e poi restituiti dalla società al socio) opera anche al di fuori della disciplina dettata per la società a responsabilità limitata, in quanto l’art. 2467 c.c. è espressione di un principio generale di tutela dei creditori sociali contro iniziative dei soci volte a danneggiarli; con particolare riferimento alla società in accomandita semplice, la restituzione dalla società al socio accomandante dei finanziamenti precedentemente erogati dal socio è inefficace se posta in essere nell’anno anteriore alla dichiarazione di fallimento.

Tribunale Trani, 18/06/2021, n.1199

Finanziamento soci ed eccezione di postergazione

La postergazione legale derivante dall’anomalia del finanziamento nella situazione di crisi dell’impresa descritta dall’art. 2467 c.c. si traduce, anche nel corso della vita della società, in una vera e propria causa di inesigibilità del credito del socio verso la società sino all’avvenuto soddisfacimento di tutti gli altri creditori, ma il socio finanziatore può pretendere dalla società il rimborso anche prima che tutti i creditori beneficiari della postergazione siano stati soddisfatti, se la società ha superato la situazione di difficoltà economico-finanziaria che aveva reso anomalo il finanziamento.

Ai fini della valutazione di fondatezza dell’eccezione di postergazione è necessario verificare la sussistenza delle condizioni della postergazione legale al momento dell’erogazione del finanziamento oltre che la loro persistenza sino al momento della richiesta di restituzione.

Tribunale Milano Sez. spec. Impresa, 21/12/2020, n.8577

Nozione di finanziamento dei soci a favore della società

L’art. 2467 c.c. dispone che il credito dei soci derivante dai finanziamenti effettuati alla società sia postergato rispetto agli altri crediti, qualora detti finanziamenti siano stati concessi in un momento in cui, anche in considerazione del tipo di attività esercitata dalla società, risulta un eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto, oppure in una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento. In particolare, l’art. 2467 comma 2 c.c. dispone che per finanziamenti dei soci a favore della società si intendono quelli in qualsiasi forma effettuati: ne consegue che rientrano tra gli stessi sia le operazioni di credito tipiche sia le prestazioni di garanzie reali o personali dei soci, sia i finanziamenti indiretti del socio erogati da terzi in quanto la nozione di finanziamento dei soci a favore della società di cui all’art. 2467 c.c. non comprende i soli contratti di credito, ma ogni atto che comporti un’attribuzione patrimoniale accompagnata dall’obbligo della sua futura restituzione, senza che rilevino la misura della partecipazione sociale e l’eventuale proposizione di azioni giudiziarie volte a recuperare il credito.

Tribunale Novara, 06/08/2020, n.382

Distinzione fra finanziamento e versamento

L’erogazione di somme dai soci alle società da loro partecipate può avvenire a titolo di mutuo, con il conseguente obbligo per la società di restituire la somma ricevuta ad una determinata scadenza, oppure di versamento destinato a confluire in apposita riserva “in conto capitale”; in quest’ultimo caso non nasce un credito esigibile, se non per effetto dello scioglimento della società e nei limiti dell’eventuale attivo del bilancio di liquidazione, connotato dalla postergazione della sua restituzione rispetto al soddisfacimento dei creditori sociali e dalla posizione del socio quale “residual claimant”.

Cassazione civile sez. I, 20/04/2020, n.7919

Erogazioni della società in favore di socio-amministratore

Le erogazioni da parte della Società a favore del socio-amministratore eseguite a titolo di finanziamento, comportano obbligo di restituzione in capo al socio-amministratore-accipiens, limitatamente a quelle contabilizzate a tale titolo. Viceversa gli ulteriori prelievi effettuati dal socio amministratore – che risultano del tutto privi di giustificazione – devono ritenersi costituire comportamento distrattivo.

Tribunale Milano, 14/04/2020, n.2385

Finanziamento dei soci in favore della società

In caso di azione giudiziale del socio per la restituzione del finanziamento effettuato in favore della società, il giudice del merito deve verificare se la situazione di crisi prevista dall’art. 2467, comma 2, c.c. (eccessivo squilibrio nell’indebitamento o situazione finanziaria in cui sarebbe stato ragionevole un conferimento) sussista, oltre che al momento della concessione del finanziamento, anche a quello della decisione, trattandosi di fatto impeditivo del diritto alla restituzione del finanziamento rilevabile dal giudice d’ufficio, in quanto oggetto di un’eccezione in senso lato, sempre che la situazione di crisi risulti provata “ex actis”, secondo quanto dedotto e prodotto in giudizio.

Cassazione civile sez. I, 15/05/2019, n.12994

Revoca del contributo per violazione del vincolo di destinazione 

Gli artt. 32, comma 1, e 49 della legge regionale del Friuli Venezia Giulia n. 7 del 2000, sulla base dei quali è stata disposta la revoca di un contributo cofinanziato con fondi europei in danno della società beneficiaria che aveva violato il vincolo di destinazione del finanziamento trasferendo, a fronte di un corrispettivo, la proprietà di parte dei beni sovvenzionati ad un’altra società appartenente allo stesso gruppo, non si pongono in contrasto con l’art. 30, paragrafo 4, del regolamento CE n. 1260 del 1999, e di conseguenza non possono essere disapplicati dal giudice di merito investito dell’opposizione al decreto ingiuntivo con il quale la Regione aveva chiesto alla società la restituzione del finanziamento erogato.

Cassazione civile sez. I, 06/06/2018, n.14638

Inadempimento del beneficiario del contributo

Nel caso di specie, la controversia attiene alla fase esecutiva del rapporto di sovvenzione, contestando l’Amministrazione precisamente l’inadempimento del beneficiario rispetto a pretese obbligazioni facenti parte, secondo la prospettazione, del programma convenuto, e dunque il sostanziale inadempimento del beneficiario agli obblighi assunti con la percezione del beneficio, obblighi cui il beneficio stesso è finalizzato e condizionato, e richiedendo, pertanto, la restituzione del finanziamento.

Dunque, il proprium della controversia non è già la verifica del corretto esercizio del potere discrezionale dell’Amministrazione nella fase attributiva del finanziamento, che rientra nella giurisdizione del G.A., bensì la valutazione della sussistenza in concreto del dedotto inadempimento e del conseguente diritto (dell’Amministrazione) di ripetere i contributi concessi; diritto che la ricorrente – non a caso – contesta in radice, con ciò ancora confermando l’inerenza della vicenda ad un ambito esclusivamente civilistico, estraneo, come tale, alla cognizione del Giudice amministrativo adito.

T.A.R. L’Aquila, (Abruzzo) sez. I, 18/06/2016, n.373

Garanzia reale per la restituzione del finanziamento erogato

Il contratto di leasing, in quanto schema contrattuale atipico, non può essere ricondotto così pacificamente alla previsione di cui all’art. 1526 c.c.. La società di leasing svolge un ruolo di intermediazione finanziaria, concedendo in uso all’utilizzatore un bene scelto direttamente da quest’ultimo ed acquistato dalla concedente da un terzo soggetto, con il precipuo scopo di assicurarsi una garanzia reale per la restituzione del finanziamento erogato. A questo schema contrattuale è quindi estraneo lo scopo della rivendita del bene all’utilizzatore, come noto condizionata all’opzione di acquisto da parte di quest’ultimo.

Tribunale Bergamo sez. II, 03/05/2016

Requisiti soggettivi ed oggettivi alla base della pretesa creditoria

I soci intervenuti in assemblea societaria al fine di rinunciare alla restituzione del finanziamento da loro precedentemente effettuato, consentono alla società un’individuazione univoca delle persone che costituiscono parte del pregresso finanziamento alla società e, dunque, parte del c.d. atto enunciato in seno all’atto enunciante. La dichiarata volontà di rinuncia permette, in questo caso specifico, di identificare appropriatamente natura ed oggetto dell’atto enunciato.

Dunque possono dirsi sussistenti i requisiti soggettivi ed oggettivi presupposti dalla norma di cui all’art. 22 d.P.R. n. 917/1986. D’altro canto va invece annullato l’avviso di liquidazione dell’imposta di registro, laddove risulti che la motivazione sia carente quanto ai profili degli esatti ed inequivoci requisiti soggettivi ed oggettivi alla base della pretesa creditoria.

Comm. trib. prov.le Roma, 19/04/2016, n.9412

Erogazione di finanziamenti pubblici alle PMI

Il d.lg. n. 123/1998 riconosce natura privilegiata ai crediti derivanti dall’erogazione di finanziamenti pubblici alle PMI a sostegno di iniziative commerciali, per il cui riconoscimento è richiesto l’accertamento del nesso causale tra finanziamento pubblico e attività produttiva del beneficiario. Anche la restituzione del finanziamento conseguente alla risoluzione di diritto del contratto è assistita dal privilegio di cui all’art. 9, comma 5 del citato decreto legislativo la cui natura, in assenza di specificazione normativa, deve essere ricondotta alla generalità, piuttosto che alla specialità.

Tribunale Rimini, 22/03/2016

Finanziamento di un socio alla società

L’interesse del socio ad erogare un finanziamento alla società è collegato al rapporto sociale solo in via di fatto poiché opera soltanto sul piano dei motivi ed è connesso alla soddisfazione delle esigenze finanziarie della società, salvo che non rinvenga la sua fonte in un obbligo giuridico derivante da una deliberazione o dal contratto sociale. Ne consegue che il diritto del socio ad ottenere la restituzione del finanziamento erogato si prescrive nel termine ordinario e non in quello breve, quinquennale, di cui all’art. 2949, primo comma, cod. civ., la cui portata riguarda le sole relazioni tra i soggetti dell’organizzazione sociale, sorte in dipendenza diretta del contratto di società o di deliberazioni sociali.

Cassazione civile sez. I, 24/06/2015, n.13084

Adeguata informazione ai creditori dell’operazione programmata

Costituisce pagamento preferenziale di un creditore, a sua volta acquirente di un bene sociale, la compensazione del debito da restituzione del finanziamento soci con il debito da prezzo ma esso non è rilevante come atto di frode ai ss. dell’art. 173 l. fall. se adeguatamente portato a conoscenza dei creditori.

Corte appello Milano, 18/04/2014

Giurisdizione del giudice ordinario

Sussiste la giurisdizione del giudice ordinario nei casi in cui l’amministrazione abbia concesso il contributo ma in concreto non l’abbia erogato ovvero per contrastare quest’ultima che chieda la restituzione del finanziamento in conseguenza di un preteso inadempimento del beneficiario agli obblighi imposti dalla legge o dallo stesso provvedimento di attribuzione del contributo e, quindi, in generale dalla disciplina regolatrice del rapporto.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 22/01/2009, n.163



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