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Restituzione del finanziamento: ultime sentenze

7 Aprile 2020
Restituzione del finanziamento: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: interesse del socio ad erogare un finanziamento alla società; azione giudiziale del socio per restituzione finanziamento in favore della società; verifica della situazione di crisi; sussistenza della situazione di crisi al momento del finanziamento e della decisione.

Finanziamento dei soci in favore della società

In caso di azione giudiziale del socio per la restituzione del finanziamento effettuato in favore della società, il giudice del merito deve verificare se la situazione di crisi prevista dall’art. 2467, comma 2, c.c. (eccessivo squilibrio nell’indebitamento o situazione finanziaria in cui sarebbe stato ragionevole un conferimento) sussista, oltre che al momento della concessione del finanziamento, anche a quello della decisione, trattandosi di fatto impeditivo del diritto alla restituzione del finanziamento rilevabile dal giudice d’ufficio, in quanto oggetto di un’eccezione in senso lato, sempre che la situazione di crisi risulti provata “ex actis”, secondo quanto dedotto e prodotto in giudizio.

Cassazione civile sez. I, 15/05/2019, n.12994

Contenzioso in merito ad un contratto di mutuo

In tema di contenzioso in merito ad un contratto di mutuo, va rigettata la richiesta degli attori che hanno, comunque, omesso di produrre i documenti che si sarebbero comunque rivelati necessari ai fini istruttori, ovvero i contratti di conto corrente di apertura di credito e i relativi estratti conto completi (fin dall’instaurazione del rapporto), il contratto di mutuo e il piano di ammortamento convenuto per la restituzione del finanziamento, qualora non ci siano ragioni per far ritenere che gli attori non potessero assolvere all’onere probatorio sugli stessi incombente quanto da loro dedotto in ordine al mancato rilascio di copie dei documenti da loro asseritamente richiesti da parte della Banca, dato che, da un lato, la circostanza che essi non avessero la disponibilità dei documenti inerenti ai rapporti risulta in contrasto con il fatto che essi avessero potuto incaricare un perito di esaminare gli stessi, dall’altro non è stata neppure fornita prova dell’inoltro dell’istanza ex art. 119 T.U.B., prodotta in atti, nei confronti della convenuta.

Tribunale Roma sez. XVII, 01/08/2018, n.16001

Revoca del contributo per violazione del vincolo di destinazione 

Gli artt. 32, comma 1, e 49 della legge regionale del Friuli Venezia Giulia n. 7 del 2000, sulla base dei quali è stata disposta la revoca di un contributo cofinanziato con fondi europei in danno della società beneficiaria che aveva violato il vincolo di destinazione del finanziamento trasferendo, a fronte di un corrispettivo, la proprietà di parte dei beni sovvenzionati ad un’altra società appartenente allo stesso gruppo, non si pongono in contrasto con l’art. 30, paragrafo 4, del regolamento CE n. 1260 del 1999, e di conseguenza non possono essere disapplicati dal giudice di merito investito dell’opposizione al decreto ingiuntivo con il quale la Regione aveva chiesto alla società la restituzione del finanziamento erogato.

Cassazione civile sez. I, 06/06/2018, n.14638

Inadempimento del beneficiario del contributo

Nel caso di specie, la controversia attiene alla fase esecutiva del rapporto di sovvenzione, contestando l’Amministrazione precisamente l’inadempimento del beneficiario rispetto a pretese obbligazioni facenti parte, secondo la prospettazione, del programma convenuto, e dunque il sostanziale inadempimento del beneficiario agli obblighi assunti con la percezione del beneficio, obblighi cui il beneficio stesso è finalizzato e condizionato, e richiedendo, pertanto, la restituzione del finanziamento.

Dunque, il proprium della controversia non è già la verifica del corretto esercizio del potere discrezionale dell’Amministrazione nella fase attributiva del finanziamento, che rientra nella giurisdizione del G.A., bensì la valutazione della sussistenza in concreto del dedotto inadempimento e del conseguente diritto (dell’Amministrazione) di ripetere i contributi concessi; diritto che la ricorrente – non a caso – contesta in radice, con ciò ancora confermando l’inerenza della vicenda ad un ambito esclusivamente civilistico, estraneo, come tale, alla cognizione del Giudice amministrativo adito.

T.A.R. L’Aquila, (Abruzzo) sez. I, 18/06/2016, n.373

Garanzia reale per la restituzione del finanziamento erogato

Il contratto di leasing, in quanto schema contrattuale atipico, non può essere ricondotto così pacificamente alla previsione di cui all’art. 1526 c.c.. La società di leasing svolge un ruolo di intermediazione finanziaria, concedendo in uso all’utilizzatore un bene scelto direttamente da quest’ultimo ed acquistato dalla concedente da un terzo soggetto, con il precipuo scopo di assicurarsi una garanzia reale per la restituzione del finanziamento erogato. A questo schema contrattuale è quindi estraneo lo scopo della rivendita del bene all’utilizzatore, come noto condizionata all’opzione di acquisto da parte di quest’ultimo.

Tribunale Bergamo sez. II, 03/05/2016

Requisiti soggettivi ed oggettivi alla base della pretesa creditoria

I soci intervenuti in assemblea societaria al fine di rinunciare alla restituzione del finanziamento da loro precedentemente effettuato, consentono alla società un’individuazione univoca delle persone che costituiscono parte del pregresso finanziamento alla società e, dunque, parte del c.d. atto enunciato in seno all’atto enunciante. La dichiarata volontà di rinuncia permette, in questo caso specifico, di identificare appropriatamente natura ed oggetto dell’atto enunciato.

Dunque possono dirsi sussistenti i requisiti soggettivi ed oggettivi presupposti dalla norma di cui all’art. 22 d.P.R. n. 917/1986. D’altro canto va invece annullato l’avviso di liquidazione dell’imposta di registro, laddove risulti che la motivazione sia carente quanto ai profili degli esatti ed inequivoci requisiti soggettivi ed oggettivi alla base della pretesa creditoria.

Comm. trib. prov.le Roma, 19/04/2016, n.9412

Erogazione di finanziamenti pubblici alle PMI

Il d.lg. n. 123/1998 riconosce natura privilegiata ai crediti derivanti dall’erogazione di finanziamenti pubblici alle PMI a sostegno di iniziative commerciali, per il cui riconoscimento è richiesto l’accertamento del nesso causale tra finanziamento pubblico e attività produttiva del beneficiario. Anche la restituzione del finanziamento conseguente alla risoluzione di diritto del contratto è assistita dal privilegio di cui all’art. 9, comma 5 del citato decreto legislativo la cui natura, in assenza di specificazione normativa, deve essere ricondotta alla generalità, piuttosto che alla specialità.

Tribunale Rimini, 22/03/2016

Finanziamento di un socio alla società

L’interesse del socio ad erogare un finanziamento alla società è collegato al rapporto sociale solo in via di fatto poiché opera soltanto sul piano dei motivi ed è connesso alla soddisfazione delle esigenze finanziarie della società, salvo che non rinvenga la sua fonte in un obbligo giuridico derivante da una deliberazione o dal contratto sociale. Ne consegue che il diritto del socio ad ottenere la restituzione del finanziamento erogato si prescrive nel termine ordinario e non in quello breve, quinquennale, di cui all’art. 2949, primo comma, cod. civ., la cui portata riguarda le sole relazioni tra i soggetti dell’organizzazione sociale, sorte in dipendenza diretta del contratto di società o di deliberazioni sociali.

Cassazione civile sez. I, 24/06/2015, n.13084

Adeguata informazione ai creditori dell’operazione programmata

Costituisce pagamento preferenziale di un creditore, a sua volta acquirente di un bene sociale, la compensazione del debito da restituzione del finanziamento soci con il debito da prezzo ma esso non è rilevante come atto di frode ai ss. dell’art. 173 l. fall. se adeguatamente portato a conoscenza dei creditori.

Corte appello Milano, 18/04/2014

Erogazione di mutuo bancario per acquisto di strumenti finanziari da costituire in pegno

L’operazione di erogazione al cliente, da parte di una banca, di un mutuo contestualmente impiegato per acquistare per suo conto strumenti finanziari predeterminati ed emessi dalla banca stessa, a loro volta contestualmente costituiti in pegno in favore di quest’ultima a garanzia della restituzione del finanziamento, dà vita ad un contratto atipico unitario, la cui causa concreta risiede nella realizzazione di un lucro finanziario, da ricondurre ai “servizi di investimento” ex art. 1, comma 5, del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58.

Cassazione civile sez. III, 03/04/2014, n.7776

Giurisdizione del giudice ordinario

Sussiste la giurisdizione del giudice ordinario nei casi in cui l’amministrazione abbia concesso il contributo ma in concreto non l’abbia erogato ovvero per contrastare quest’ultima che chieda la restituzione del finanziamento in conseguenza di un preteso inadempimento del beneficiario agli obblighi imposti dalla legge o dallo stesso provvedimento di attribuzione del contributo e, quindi, in generale dalla disciplina regolatrice del rapporto.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 22/01/2009, n.163



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