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Referendum 29 marzo: si terrà o potrebbe slittare?

27 Febbraio 2020 | Autore:
Referendum 29 marzo: si terrà o potrebbe slittare?

L’emergenza coronavirus suggerisce di rinviare lo svolgimento della consultazione a una data successiva; ma il Governo frena. Senza referendum, in caso di voto sarebbero eletti ancora 945 parlamentari anziché 600.

Manca poco più di un mese alla data del 29 marzo programmata per il referendum sul taglio dei parlamentari: i cittadini italiani sono chiamati a esprimersi sulla legge di riforma costituzionale che riduce da 630 a 400 il numero dei deputati e da 315 a 200 quello dei senatori.

Si tratta di un referendum costituzionale e confermativo di una decisione già assunta dal Parlamento (perciò l’eventuale vittoria dei no non potrebbe abrogarla), ma assume particolare importanza perché la riforma non potrebbe entrare in vigore senza il suo svolgimento; con la conseguenza che, se nel frattempo cadesse il governo e si andasse al voto, sarebbero eletti ancora 945 parlamentari invece dei 600 previsti dalla riforma.

Ora l’emergenza coronavirus, che suggerisce di evitare i luoghi affollati e limita la circolazione nelle aree a rischio, specialmente nelle 6 Regioni del Nord Italia dove l’epidemia è più diffusa e conclamata, sta rimettendo tutto in discussione e spuntano le proposte, tra le forze politiche, di rinviare lo svolgimento a data da destinarsi.

I fautori del rinvio prendono spunto anche dal nuovo decreto legge varato dal Governo ed approvato ieri dalla Camera quasi all’unanimità, che prevede la possibilità di «sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico».

La risposta del Governo arriva ora dal ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, che, in un’intervista a Sky TG24 riportata dalla nostra agenzia stampa Adnkronos, risponde così alla domanda sul rinvio del referendum: ”Lo stiamo valutando. Penso non ci sia nessun motivo per farlo slittare. Anche su questo la decisione finale verrà presa sulla base di indicazioni scientifiche. Ovviamente, siccome il diritto di votare devono averlo tutti i cittadini, se le aree di contagio saranno limitatissime bisognerà trovare il modo per garantire il diritto a quelle aree, se le aree di contagio saranno molte di più diventa più complicato. Non dobbiamo allarmare nessuno, lo valuteremo nei prossimi 15 o 20 giorni”.

Bisognerà dunque attendere l’evoluzione degli eventi sul fronte sanitario; se l’espansione dei contagi di Covid-19 si fermerà – come già sta accadendo in Cina, dove i nuovi casi sono in forte diminuzione – sarà possibile confermare la data originaria, altrimenti sarebbe probabile lo slittamento, come già sta accadendo per numerosi eventi commerciali, sportivi, turistici e associativi programmati per marzo e aprile.



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