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Eredità senza debiti

6 Aprile 2020 | Autore:
Eredità senza debiti

Asse ereditario: cos’è? Successione ereditaria: cos’è e come funziona? Come scoprire se l’eredità è senza debiti? Accettazione con beneficio inventario: quando?

L’eredità può rivelarsi un’arma a doppio taglio; contrariamente a quanto ci mostrano nei film americani, per cui la morte di un lontano parente è sempre un evento economicamente lieto, devi sapere che ciò che ci viene lasciato in eredità non è sempre qualcosa di positivo: un’eredità, infatti, può essere composta di debiti, obbligando così l’erede a doverli pagare. Con questo articolo parleremo dell’eredità senza debiti e faremo il confronto con la cosiddetta “eredità dannosa”, cioè con quella che, al contrario, presenta più passività che attività.

Per beneficiare di un’eredità senza debiti occorre per prima cosa accettare l’asse ereditario che viene trasmesso: solo dopo si potrà effettivamente diventare eredi. Anche nel caso in cui l’eredità dovesse presentare dei debiti, è possibile pagare le obbligazioni con i beni dell’eredità e beneficiare del restante: si tratta della famosa accettazione dell’eredità con beneficio di inventario. Se hai dieci minuti di tempo e l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: sono sicuro che, al termine, ne saprai un po’ di più a proposito dell’accettazione dell’eredità.

Eredità: cos’è?

Cos’è l’eredità? In parole molto semplice, possiamo dire che l’eredità è l’insieme dei beni che una persona lascia alla sua morte.

Per la precisione, l’eredità è l’insieme dei rapporti giuridici, attivi e passivi (crediti e debiti, insomma), che non si estinguono con la morte del proprio titolare, ma si trasmettono ad altri soggetti, individuati dalla legge oppure dal defunto stesso con atto di testamento.

Dunque, nell’eredità si trova tutto il patrimonio della persona che non è più in vita, patrimonio che è composta da beni mobili, immobili, crediti e pure debiti. Insomma, l’eredità rappresenta tutto ciò che giuridicamente sopravvive alla morte di una persona.

Successione ereditaria: cos’è?

Affinché possa parlarti dell’eredità senza debiti devo necessariamente spiegarti qual è il legame che unisce l’asse ereditario ai futuri eredi; in pratica, devo parlarti del fenomeno giuridico della successione.

La successione a causa di morte è quell’evento in ragione del quale ad un soggetto oramai deceduto subentrano, nella titolarità dei suoi rapporti giuridici (cioè, nel suo patrimonio ereditario), gli eredi e gli altri aventi causa (ad esempio, i legatari).

Successione: quanti tipi?

Più in generale, si parla di successione ogni volta che un soggetto subentra a un altro nella titolarità di un rapporto giuridico. La successione può essere di due tipi:

  • tra vivi (o inter vivos), quando la successione avviene mediante accordo tra persone viventi: pensa a chi acquista un bene dal venditore, ad esempio;
  • a causa di morte (mortis causa), quando si subentra nel patrimonio di persona defunta.

La successione ereditaria è proprio una successione a causa di morte, in quanto si diventa titolari del patrimonio di una persona che non è più in vita. Per la precisione, la successione ereditaria si apre al momento della morte, e precisamente nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto [1].

La differenza tra le due forme di successione sta nel fatto che la prima, cioè quella tra vivi, è una successione a titolo particolare, nel senso che la persona subentra solamente in alcuni rapporti giuridici, mentre la successione ereditaria è a titolo universale, in quanto gli eredi subentrano nella totalità dei rapporti che sopravvivono alla morte del defunto.

Dunque, quando muore una persona automaticamente si apre la sua successione. Ciò non significa, però, che il coniuge, i parenti più stretti o comunque le persone individuate nel testamento diventino necessariamente eredi: la legge, infatti, consente loro di rifiutare tale qualità nel caso in cui non volgiano subentrare nei diritti dell’individuo deceduto.

Eredità senza debiti: come si accetta?

Per beneficiare di un’eredità senza debiti occorre per prima cosa provvedere alla sua accettazione. Come si accetta l’eredità? Te lo spiego subito.

Alla morte di una persona gli eredi non subentrano automaticamente nell’eredità del defunto: perché ciò avvenga, occorre che l’eredità venga accettata, in modo tacito oppure espresso.

L’accettazione dell’eredità costituisce quell’atto con cui una persona, chiamata a succedere ad un’altra a causa della morte di quest’ultima, decide di assumere la condizione di erede, con tutti gli effetti che ne conseguono, in primis quello della confusione del proprio patrimonio con quello della persona defunta (salvo il caso di accettazione con beneficio di inventario, di cui ti dirò più avanti).

Accettazione eredità: come si fa?

L’accettazione dell’eredità può essere espressa o tacita [2]:

  • la prima è quella che risulta da atto scritto nel quale emerga chiaramente la volontà di far propria una parte dell’asse ereditario [3];
  • la seconda si concreta in un comportamento che inequivocabilmente manifesti l’intenzione di divenire erede a tutti gli effetti [4].

Rappresentano esempi di accettazione tacita dell’eredità: il conferimento di una procura a vendere beni ereditari; la proposizione della domanda di divisione; la riscossione di un assegno intestato al defunto.

Eccezionalmente, esistono dei casi in cui l’eredità si acquista senza alcuna accettazione, tacita o espressa che sia; si tratta:

  • del chiamato che sia già in possesso dei beni ereditari e che, entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione, non abbia redatto inventario;
  • del chiamato che abbia sottratto o nascosto i beni ereditari .

In entrambi i casi, saranno considerati eredi puri e semplici, perdendo anche il diritto al beneficio di inventario.

Eredità senza debiti: dichiarazione di successione

Se hai deciso di accettare un’eredità senza debiti, allora sappi che puoi stare tranquillo: il tuo patrimonio personale non potrà che arricchirsi dei beni che ti sono stati trasmessi grazie alla successione ereditaria.

Ciò che dovrai fare anche in casi di eredità senza debiti è presentare all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione: si tratta di un documento che tutti coloro che accettano l’eredità devono consegnare all’Agenzia delle Entrate presente sul territorio entro dodici mesi dall’apertura della successione (cioè, dodici mesi dalla morte del defunto).

La dichiarazione di successione è un adempimento obbligatorio che serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate il subentro degli eredi nel patrimonio del defunto, con conseguente determinazione delle imposte dovute.

Sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione i chiamati all’eredità, salvo non abbiano dichiarato di volervi rinunciare, i legatari ed i loro rappresentanti, nonché gli immessi nel possesso dei beni ereditari, gli amministratori dell’eredità, i curatori dell’eredità giacente e gli esecutori testamentari.

Per tutti gli altri aspetti che riguardano la compilazione del modello prestampato di dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate ti rinvio alla lettura dell’articolo dal titolo Dichiarazione di successione: come fare e quando.

Come sapere se l’eredità è senza debiti?

Il problema dell’eredità senza debiti è riuscire a sapere se realmente l’asse ereditario trasmesso per successione a causa di morte sia realmente privo di passività. Come scoprire se l’eredità è senza debiti?

Ci sono dei modi per accertarsi se nell’asse ereditario ci sono debiti e, in caso positivo, a quanto ammontano. Per sapere se l’eredità è senza debiti è opportuno effettuare alcuni controlli, come ad esempio:

  • fare una visura presso la camera di commercio per sapere se il defunto ha emesso assegni o cambiali non onorate e poi protestate;
  • fare un’indagine presso la Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria (cosiddetta Crif) per verificare se ci sono debiti e finanziamenti in corso;
  • chiedere un estratto di ruolo all’Agenzia delle Entrate per comprendere se ci sono cartelle esattoriali non onorate;
  • parlare con il direttore della banca con cui il defunto aveva un conto corrente per conoscere eventuali posizioni debitorie.

Eredità: cosa fare se ci sono debiti?

Se a seguito dei controlli sopra indicati scopri che nell’eredità ci sono dei debiti, allora puoi scegliere due strade:

  • rinunciare del tutto all’eredità;
  • accettare l’eredità con beneficio d’inventario.

Analizziamo entrambe le ipotesi nel caso in cui si sia in presenza di un’eredità con debiti.

Rinuncia all’eredità con debiti: cos’è e come funziona?

In presenza di un’eredità senza debiti, non ci sono molti dubbi su cosa fare: accettare l’eredità in questo caso significa incrementare il proprio patrimonio, a volte anche considerevolmente.

Le considerazioni sono del tutto diverse nell’ipotesi di eredità con debiti: accettare un’eredità oberata di debiti significa accollarsi gli stessi ed essere costretto a pagarli, se necessario, anche con il proprio patrimonio personale. Non va dimenticato, infatti, che il classico effetto dell’accettazione dell’eredità è la confusione completa del proprio patrimonio con quello del defunto.

Ecco perché, in presenza di un’eredità con debiti, potrebbe essere opportuno rinunciare del tutto a diventare eredi, “scansando” così la pericolosa massa ereditaria.

La rinuncia all’eredità deve essere fatta in forma espressa; essa consiste in una dichiarazione nella quale si manifesta inequivocabilmente la volontà di rinunciare all’eredità. Tale dichiarazione deve essere ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale [5] e può essere fatta solamente dopo che la successione si sia aperta; una rinuncia preventiva sarebbe priva di effetto.

Il rinunciante può sempre tornare sui suoi passi e revocare la rinuncia fino a che l’eredità non sia stata accettata da ulteriori chiamati (ad esempio, dagli eredi istituiti solamente in sostituzione del rinunciante); in quest’ultimo caso, la rinuncia è definitiva e non revocabile.

Debiti eredità: accettazione con beneficio d’inventario

L’alternativa alla rinuncia completa dell’eredità con debiti è rappresentata dall’accettazione con beneficio di inventario. Con questa particolare forma di accettazione, l’erede si mette al riparo dal dover pagare i debiti del defunto con il proprio patrimonio.

In altre parole, con l’accettazione con beneficio d’inventario i debiti dell’eredità verranno pagati solamente con quello che c’è all’interno dell’asse ereditario;  il patrimonio dell’erede resterà separato da quello del defunto e potrà essere chiamato a rispondere dei debiti ereditari solamente utilizzando i beni dell’asse.

La dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, esattamente come la rinuncia all’eredità, deve essere sempre e necessariamente espressa e deve essere resa ad un notaio o al cancelliere del tribunale del circondario nel quale si è aperta la successione [6]. La dichiarazione deve poi essere iscritta nel registro delle successione e, entro il mese successivo, trascritta nei registri immobiliari.

Il codice prevede nel dettaglio gli adempimenti cui è tenuto l’erede che accetta con beneficio di inventario per evitare i debiti dell’eredità: tra questi ti ricordo quello di fare inventario dei beni ereditari entro un lasso di tempo stabilito (nello specifico, entro tre mesi dalla dichiarazione di accettazione, se non si trovi già nel possesso dei beni; in caso contrario, i tre mesi decorrono immediatamente dall’apertura della successione). Se egli non adempie tempestivamente a questi oneri, verrà considerato erede puro e semplice, senza il beneficio d’inventario.


note

[1] Art. 456 cod. civ.

[2] Art. 474 cod. civ.

[3] Art. 475 cod. civ.

[4] Art. 476 cod. civ.

[5] Art. 519 cod. civ.

[6] Art. 484 cod. civ.

Autore immagine: Canva.com


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