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Diritto alla salute: ultime sentenze

6 Aprile 2020
Diritto alla salute: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: lesione del diritto alla salute; lesione del diritto all’autodeterminazione; pregiudizio patrimoniale oppure non patrimoniale; onere probatorio incombente sul danneggiato; responsabilità contrattuale del sanitario per l’inadempimento della prestazione di diligenza professionale e la lesione del diritto alla salute; permesso di soggiorno per cure mediche; personale medico addetto ad un reparto ospedaliero.

Consenso informato 

In merito alla lesione al diritto all’autodeterminazione, deve essere evidenziato che la violazione, da parte del medico, del dovere di informare il paziente, può causare due diversi tipi di danni: a) un danno alla salute, quando sia ragionevole ritenere che il paziente sul quale grava il relativo onere probatorio, se correttamente informato, avrebbe rifiutato di sottoporsi all’intervento (onde non subirne le conseguenze) b) un danno da lesione del diritto all’autodeterminazione, predicabile se, a causa del deficit informativo, il paziente abbia subito un pregiudizio, patrimoniale oppure non patrimoniale (ed, in tale ultimo caso, di apprezzabile gravità), diverso dalla lesione del diritto alla salute.

Tribunale Napoli sez. VIII, 12/02/2020

Diritto al permesso di soggiorno per ragioni umanitarie

In tema di protezione internazionale, nei casi in cui “ratione temporis” sia applicabile l’art. 5, comma 6, del d.lgs. n. 286 del 1998, ai fini del riconoscimento del diritto al permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, la vulnerabilità del richiedente può anche essere conseguenza di una seria esposizione al rischio di una lesione del diritto alla salute adeguatamente allegata e dimostrata, né tale primario diritto della persona può trovare tutela esclusivamente nell’art. 36 del d.lgs. n. 286 del 1998, in quanto la ratio della protezione umanitaria rimane quella di non esporre i cittadini stranieri al rischio di condizioni di vita non rispettose del nucleo minimo di diritti della persona, come quello alla salute, e al contempo di essere posti nella condizione di integrarsi nel paese ospitante anche attraverso un’attività lavorativa, mentre il permesso di soggiorno per cure mediche di cui al citato art. 36 si può ottenere esclusivamente mediante specifico visto d’ingresso e pagamento delle spese mediche da parte dell’interessato.

(Nella specie la S.C. ha cassato il decreto impugnato che aveva rigettato la domanda di permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, ritenendo che in relazione alla patologia da cui era affetto il richiedente – malattia tumorale del cavo orale – fosse possibile ottenere permessi specifici per motivi di salute, senza peraltro valutare neanche le violenze subite nel paese di transito).

Cassazione civile sez. I, 04/02/2020, n.2558

Personalizzazione del danno biologico

In tema di danno non patrimoniale da lesione della salute, il danno biologico, rappresentato dall’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico relazionali della vita del danneggiato, è pregiudizio ontologicamente diverso dal cd. danno morale soggettivo, inteso come sofferenza interiore patita dal soggetto in conseguenza della lesione del suo diritto alla salute; esso può essere incrementato in via di “personalizzazione” in presenza di circostanze specifiche ed eccezionali, tempestivamente allegate e provate dal danneggiato, le quali rendano il danno subito più grave rispetto alle conseguenze ordinariamente derivanti da lesioni personali dello stesso grado sofferte da persone della stessa età e condizione di salute.

Corte appello Bari sez. III, 08/01/2020, n.8

Tutela del diritto alla salute dei cittadini

In tema di inibitoria volta alla tutela del diritto alla salute dei cittadini e consumatori messo a repentaglio dal mancato rispetto dell’orario di chiusura per sale slot imposto da apposita ordinanza sindacale, va evidenziato che tale provvedimento viene in rilievo nella misura in cui il suo mancato rispetto sia tale da compromettere effettivamente la salute dei cittadini o consumatori.

In sostanza, ai fini dell’accoglimento dell’inibitoria è necessaria la prova che la limitazione dell’orario di funzionamento degli apparecchi da gioco lecito così come disposta con l’ordinanza sindacale sia effettivamente idonea ad incidere in senso positivo sul fenomeno della ludopatia, limitandolo o riducendone la diffusione.

Tribunale Milano sez. X, 29/11/2019

Prevalenza del diritto alla salute

Nel giudizio di contemperamento disciplinato dall’art. 844 c.c., deve ritenersi che il diritto alla salute prevalga sempre, imponendo la riduzione delle immissioni entro limiti tollerabili.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 21/11/2019, n.5465

Responsabilità sanitaria

Ove sia dedotta la responsabilità contrattuale del sanitario per l’inadempimento della prestazione di diligenza professionale e la lesione del diritto alla salute, è onere del danneggiato provare, anche a mezzo di presunzioni, il nesso di causalità fra l’aggravamento della situazione patologica, o l’insorgenza di nuove patologie, e la condotta del sanitario, mentre è onere della parte debitrice provare, ove il creditore abbia assolto il proprio onere probatorio, che una causa imprevedibile ed inevitabile ha reso impossibile l’esatta esecuzione della prestazione.

Cassazione civile sez. III, 11/11/2019, n.28991

Risarcimento del danno non patrimoniale

In materia di risarcimento del danno non patrimoniale, pur riconoscendosi l’autonomia concettuale e giuridica del danno biologico e morale, essi costituiscono tutti espressione di un danno unitariamente inteso come danno alla persona e, quindi, risarcibile ai sensi dell’art. 2059 c.c., essendosi sostituita alla tradizionale tripartizione tra danno morale, biologico e patrimoniale, l’attuale bipartizione tra danno patrimoniale (ex art. 2043 c.c.) e danno non patrimoniale.

Il riferimento a determinati tipi di pregiudizio, in vario modo denominato (danno morale, danno biologico, danno da perdita del rapporto parentale), pertanto, risponde ad esigenze descrittive, ma non implica il riconoscimento di distinte categorie di danno, dovendosi allo stato individuare un solo danno alla persona, nel quale confluiscono i danni derivanti dalla lesione del diritto alla salute, i pregiudizi morali e gli altri eventuali pregiudizi purché meritevoli di tutela, sulla base della normativa comunitaria, costituzionale o di legge ordinaria. Tale danno, così come è unitario, va unitariamente liquidato, tenendosi conto naturalmente della natura e dell’entità dei pregiudizi che sono derivati nel singolo caso concreto e, quindi, va personalizza.

Tribunale Benevento, 21/10/2019, n.1798

Il deficit informativo nel rapporto medico-paziente 

La violazione, da parte del medico, del dovere di informare il paziente, può causare due diversi tipi di danni: a) alla salute, sussistente quando sia ragionevole ritenere che il paziente, su cui grava il relativo onere probatorio, se correttamente informato, avrebbe evitato di sottoporsi all’intervento subendone le conseguenze invalidanti; b) da lesione del diritto all’autodeterminazione in se stesso, quando, a causa del deficit informativo, il paziente abbia subito un pregiudizio, patrimoniale oppure non patrimoniale (ed, in tale ultimo caso, di apprezzabile gravità), diverso dalla lesione del diritto alla salute.

Cassazione civile sez. III, 19/09/2019, n.23328

Modalità di assegnazione in cura dei pazienti

In tema di personale medico addetto ad un reparto ospedaliero, l’art. 63, comma 8, del d.P.R. n. 761 del 1979, secondo il quale “le modalità di assegnazione in cura dei pazienti debbono rispettare criteri oggettivi di competenza, di equa distribuzione del lavoro, di rotazione nei vari settori di pertinenza”, si interpreta nel senso che, ai fini della distribuzione degli incarichi (nella specie, l’assegnazione degli interventi chirurgici ai medici del reparto), assume valore prioritario la competenza e la capacità degli operatori sanitari, dovendosi ritenere una diversa soluzione, che assegni preminenza ad un criterio di equa ripartizione del lavoro, in contrasto con il fondamentale diritto alla salute dei cittadini.

Cassazione civile sez. lav., 19/08/2019, n.21473

Corretta valutazione della malattia psichica

Lo stato di salute, anche psichica, incompatibile con il regime carcerario, tale da giustificare l’applicazione della detenzione domiciliare di cui all’art. 47-ter, comma 1-ter, ord. pen., non si limita ad ogni stato morboso o psicofisico capace di determinare una situazione di esistenza al di sotto di una soglia di dignità da rispettarsi anche nella condizione di restrizione carceraria, poiché deve contemplarsi l’esigenza di non ledere il fondamentale diritto alla salute e il divieto di trattamenti inumani.

Cassazione penale sez. I, 18/07/2019, n.50682

Diritto alla salute di un condannato

Le modalità di esecuzione della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, stabilite nella sentenza pronunziata dal giudice della cognizione, possono essere modificate dal giudice dell’esecuzione, osservando le disposizioni contenute nell’art. 666 c.p.p.

La richiesta di differimento dell’esecuzione della pena sostitutiva per ragioni di salute non può essere ritenuta come rientrante – in modo molto generico – tra le istanze di modifica delle modalità di esecuzione della pena sostitutiva.

Ed allora, la competenza generale a disporre il differimento dell’esecuzione penale va attribuita al Tribunale di Sorveglianza, organo giudiziario precipuamente configurato per bilanciare il diritto alla salute di un condannato con l’esigenza di garantire effettività all’esecuzione della sentenza di condanna.

Cassazione penale sez. I, 27/06/2019, n.36054

Imputato con stato mentale bisognoso di cure

Va sostituita la misura inframuraria con quella degli arresti domiciliari da eseguire presso un luogo di cura, di assistenza o di accoglienza in presenza di disturbo di controllo negli impulsi, con la previsione di somministrazione di farmaci stabilizzanti dell’umore in quanto lo stato di mente dell’imputato appare tale da renderne necessaria la cura attraverso un adeguato percorso di assistenza psicologica e farmacologica, in difetto si avrebbe un vulnus al diritto alla salute cui ogni cittadino, ancorché detenuto, ha diritto per dettato costituzionale ex art. 32 Cost. ed Europeo (art. 3 CEDU).

Tribunale Bari sez. uff. indagini prel., 14/06/2019



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